La notizia è di qualche giorno fa: Cuore nero di via Pareto a Milano chiude i battenti e si trasforma in Casa Pound Italia
Saverio Ferrari - Liberazione - 07/02/2010
La notizia è di qualche giorno fa: Cuore nero di via Pareto a Milano chiude i battenti e si trasforma in Casa Pound Italia. Dove aprirà la nuova sede lo si scoprirà presto. Ma sarebbe un errore credere che si tratti solo di un cambio di insegne e di luogo. Nello spazio di un paio d’anni molte cose sono, infatti, mutate.
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Mobilitiamoci il 12 febbraio a Como
Una sera dei primi d’agosto 2009 Vittorio Addesso, ispettore-capo del Centro di identificazione per immigrati (Cie) di Milano, cerca di violentare Joy, una donna nigeriana, nella sua cella. Grazie all’aiuto di Hellen, sua compagna di reclusione, Joy riesce a difendersi.
Qualche settimana dopo nel Cie scoppia una rivolta contro le condizioni disumane di reclusione. In quell’occasione Joy, Hellen e altre donne nigeriane vengono ammanettate, portate in una stanza senza telecamere, fatte inginocchiare e picchiate violentemente.
In seguito alla rivolta, a Milano si è svolto un processo contro 14 donne e uomini migranti, tra cui Joy e le altre.
Durante una delle prime udienze, quando in aula entra Addesso per testimoniare, le/i migranti processati denunciano pubblicamente gli abusi quotidiani da parte di quell’ispettore-capo e Joy trova il coraggio di raccontare del tentato stupro.
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Steven Stanek, The National, Emirati Arabi Uniti
La vendita di armi a Taiwan ha creato nuove tensioni tra Washington e Pechino. Sospesi i colloqui su Iran e Corea del Nord. E a metà febbraio Obama riceve il Dalai Lama
La dura reazione di Pechino all’annuncio che un’azienda statunitense venderà armi a Taiwan ha suscitato il timore di ripercussioni sulle relazioni bilaterali tra i due paesi.
Incluse le discussioni sulle sanzioni all’Iran e i negoziati sul nucleare nordcoreano.
Il 29 gennaio, alla notizia dell’accordo di 6,4 miliardi di dollari, Pechino ha annunciato la sospensione della cooperazione militare con gli Stati Uniti e il congelamento dei negoziati sulla sicurezza. Il ministero degli esteri cinese ha fatto sapere che “la Cina imporrà sanzioni commerciali alle aziende americane che venderanno armi a Taiwan”.
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Per ora possiamo solo parlare di ciò che è oggettivamente evidente, ossia ci attestiamo sulla constatazione di un rapporto privilegiato, oserei dire organico, tra CPI e la nota agenzia di stampa Adnkronos di proprietà di Giuseppe Marra. Che si sia assistito ad uno “slittamento” nella gestione del sito web è cosa nota, oltre al taglio di certe notizie si danno spazio a pagine di questo tipo, che evidentemente svelano un certo “interesse” all’argomento di almeno parte della redazione: http://www.adnkronos.com/IGN/UGC/?ugcid=19200
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Un confronto militare fra l’Occidente e l’Iran causerebbe grave distruzione a entrambe le parti, ma soprattutto sarebbe catastrofico per i paesi arabi – scrive l’analista Sobhi Ghandour
by Sobhi Ghandour
La questione iraniana è di nuovo al centro dell’attenzione internazionale a causa della controversia fra i paesi occidentali e Teheran riguardo all’arricchimento dell’uranio iraniano e alla possibilità di un suo trasferimento all’estero.
Queste trattative sono affiancate dalle indiscrezioni sui preparativi militari per un possibile attacco all’Iran e per contrastare le possibili risposte iraniane su più fronti.
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di U. De Giovannangeli
Evoca sanzioni più dure contro l’Hitler di Teheran. Promette un impegno nell’attuarle da vero Amico d’Israele. Manda avanti un imbarazzato Scaroni per dire che l’Eni non stipulerà nuovi contratti ma si «limiterà» solo a rispettare quelli in corso. Storia di un «grande bluff». Mattatore il Cavaliere-Zelig. «Spalla» sul palcoscenico internazionale: il ministro degli Esteri Frattini. Perfettamente calato nella parte, il Cavaliere-Zelig tuona contro il regime militar-teocratico al potere in Iran, ma dietro le quinte gli affari proseguono. Copiosi. Dice: l’Italia farà la sua parte nell’applicare eventuali nuove sanzioni contro Teheran. Vedremo. Nel frattempo diamo un occhiata a quel che scrive un quotidiano non certo imputabile di ostilità pregiudiziale verso il governo: il Sole24ore . I dati riguardano il 2009 e indicano che l’Italia resta il primo partner commerciale dell’Iran. Dell’Iran di Mahmoud Ahmadinejad.
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Questa notte verso le 4 e mezza, tre ragazzi sono stati aggrediti mentre tornavano a casa a poche centinaia di metri dal centro sociale La Strada dopo un iniziativa a sostegno di Radio Onda Rossa.
I vili aggressori come sempre hanno colpito alle spalle, con bottiglie di vetro, bastoni e coltelli.
I tre giovani fortunatamente sono stati dimessi dall’ospedale con alcuni giorni di prognosi, punti in testa e ferite da taglio a gambe e braccia.
Non sappiamo se questi esseri vigliacchi appartengano a una o all’altra fazione della destra romana, ma sappiamo per certo che chi si aggira di notte, travisato, coltello alla mano per aggredire chi esce da un centro sociale e’ una merda fascista.
E non avra’ spazio nei nostri quartieri.
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di Vittorio Sergi
Questa relazione ha come obiettivo l’analisi sintetica della situazione socio-politica del Dipartimento di Nariño – Colombia nel contesto del conflitto armato interno e della crisi umanitaria in corso nel paese. L’interesse per questo territorio risponde allo sviluppo della dinamica di cooperazione decentrata della Regione Toscana in coordinamento con il
programma dell’agenzia di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite impegnata in Colombia.
Inoltre Nariño attualmente è uno dei dipartimenti più colpiti dal conflitto ma allo stesso tempo è un territorio in cui le dinamiche di crescita politica della società civile locale e di integrazione con il sistema di cooperazione internazionale stanno creando iniziative particolarmente importanti per un processo di risoluzione pacifica del conflitto.
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Il 04/02/2010 l’avvocato Massimiliano D’Alessio chiama in carcere a Como, per l’istanza depositata nel tribunale di Milano il 2 febbraio scorso, che gli autorizza l’ingresso in carcere insieme all’interprete nigeriana per incontrare in colloquio la sua assistita Joy.
Dall’ufficio colloqui del carcere rispondono che è tutto a posto per la suddetta visita.
Il giorno seguente, venerdì 5 febbraio 2010, l’avvocato insieme all’interprete si presenta all’ufficio colloqui del carcere di Como per incontrare la sua assistita e gli viene detto che Joy il 4 febbraio 2010 ha revocato la nomina al suo avvocato di fiducia, Massimiliano d’Alessio, nominando l’avvocata d’ufficio che le avevano assegnato in precedenza e con la quale non ha mai avuto un colloquio né un contatto.
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“Luchamos para que nuestra gente negra tenga una buena vida, en contra de los proyectos del FMI y del Banco Mundial y de las políticas que quieren desplazarnos de nuestra tierra, quitarnos de aquí. Nosotros tenemos derecho al gobierno autónomo en razón de la ley 70”.
Texto y fotos: Vittorio Sergi
El Charco, Colombia. Salimos de Pasto, capital andina del Departamento de Nariño, para acompañar una misión de documentación de la Red de Derechos Humanos “Francisco Isaías Cifuentes”. Vamos a visitar una zona donde ha ocurrido un reciente desplazamiento de población en la costa Pacífica, zona habitada en su mayoría por afro-colombianos. El desplazamiento en Colombia es un fenómeno que por sus dimensiones, de 1 millón 800 mil personas, de acuerdo a las cifras oficiales, y hasta 3 millones según Naciones Unidas, está ligado a la dinámica del conflicto y para María del Pilar Castillo, investigadora del Departamento de Economía de la Universidad del Valle, “se ha convertido en una estrategia de supervivencia de los civiles frente a la guerra [...]. La forma más eficiente para proteger sus vidas en zonas presionadas por las guerrillas y los grupos de autodefensa que buscan mayor control territorial, es moverse de un lado a otro”.
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