Siamo a Verona. Una città che da almeno trent’anni è uno dei crocevia dei percorsi più radicali e sperimentali della destra estrema italiana. Un radicamento, quello neofascista a Verona, il cui cluster ha sedimentato terroristi (Ordine Nuovo, lo hanno dimostrato i processi, teneva a Verona depositi di armi ed esplosivi e dai suoi covi è passata la bomba di Piazza della Loggia), golpisti (la Rosa dei venti, in cui fu coinvolto Amos Spiazzi), picchiatori transitati in parlamento (e con via dedicata nella toponomastica cittadina), autentici pazzi (Abel e Furlan, Ludwig, autori di una quindicina di omicidi, passati nelle liste elettorali studentesche del Fronte della Gioventù di Pasetto e proprio in questi giorni rimessi in libertà), pazzi di secondo grado (le diverse
organizzazioni del tradizionalismo cattolico con il loro feroce antisemitismo), organizzazioni naziskin, l’intero spettro del neofascismo “movimentista” contemporaneo: da Forza Nuova, ad Alternativa Antagonista, al Blocco studentesco.
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Cedere alla provocazione. La provocazione è quella costruita dalla destra e dalla gente della formazione neofascista che ieri si è presentata a Modena, che ha prodotto il primo frutto della loro logica: un ragazzo ferito da un coltello dal responsabile di CasaPound Modena. L’esasperazione che può produrre il dichiarare con arroganza il proprio fascismo attraverso i mass media, con quello che suscita tale parola nella nostra città: la memoria delle torture in accademia, i cartelli sui negozi di chi veniva additato come ebreo, le fucilazioni, le deportazioni, la guerra, i fratelli morti vicino a noi nelle terre occupate, il razzismo nei confronti dei neri delle colonie promosso ancora primo di quello antiebraico, la chiusura delle organizzazioni operaie, l’olio di ricino… non è semplice da descrivere a parole.
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Il Festival Sociale delle culture antifasciste ritorna anche quest’anno, sempre a Bologna, nello stesso periodo della precedente edizione – indicativamente dal 28 maggio al 2 giugno -.
Questo è emerso da alcuni incontri tra le realtà bolognesi che ne sono state promotrici, con l’impegno di realizzare un’autogestione più ampia ancora dell’anno scorso.
Da questo impegno nasce la necessità di incontrarsi, a livello nazionale, con tutte le associazioni, reti, nodi, gruppi, assemblee permanenti che hanno contribuito alla costruzione del passato festival
e/o vogliono costruirne la seconda edizione.
L’invito è per domenica 7 marzo dalle ore 11 a Xm24, via Fioravanti 24.
Questo invito vuole essere esteso per chi potrà già dalle ore 12 di sabato 6, sempre a Xm24, quando cominceranno i workshop di -Are you queerious?- una due giorni di riflessione sulla violenza di genere che vedrà sempre domenica una assemblea nazionale di GENEREalmente.
Tale concomitanza potrebbe essere un’ottima occasione di confronto più allargato e di intersezione delle lotte.
Per contatti: meeting-antifa@indivia.net
http://www.fest-antifa.net // http://italy.euromayday.org/category/generi
«Veniamo usati per fare colore»
Di quel milione e duecentomila euro con cui Gennaro Mokbel l’avrebbe tirata fuori dal carcere Francesca Mambro non parla. Ne parla invece suo marito Valerio Fioravanti, il fondatore dei Nar.
Tra le mille e seicento pagine d’ordinanza su Mokbel due nomi «eccellenti»: Mambro e Fioravanti.
Veniamo usati sì e no per far colore perché nella vicenda non abbiamo nessun ruolo se non un’amicizia - anche se amicizia è forse un termine un po’ eccessivo - risalente ai tempi dell’adolescenza tra Francesca e il suo vicino di casa, Gennaro Mokbel, che all’epoca era un ragazzino coi capelli lunghi sempre in mezzo ai guai.
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La rete di contatti che emerge dalle carte dei magistrati romani
Negli atti sigle politiche lontane nel tempo. Gli interessi nei diamanti
di MARINO BISSO
ROMA - C’è una galassia nera che ruota attorno agli affari oscuri del senatore Nicola di Girolamo, alla truffa da 2 miliardi delle compagnie di telefonia e al riciclaggio di capitali dell ‘ndrangheta. Imprenditori, manager e avvocati con alle spalle una militanza nelle file dell’estrema destra e un presente “ripulito” grazie alle amicizie nel Popolo della Libertà, vicine al sindaco Gianni Alemanno, e sponsor di Renata Polverini nelle regionali nel Lazio.
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Posted: febbraio 25th, 2010
at 7:28pm by ironriot
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Categories: Antifascismo
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Un nuovo capitolo dei manuali della Scuola di Comunicazione Popolare Alberto Grifi. Si parla della realizzazione di un laboratorio video all’interno di una comunità che non ha avuto accesso in modo autonomo ai questi mezzi di comunicazione. Si parla degli elementi del linguaggio audiovisivo, fino all’esercizio della realizzazione di un film con la tecnica del montaggio in camera.
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Nel pieno della campagna “spegni la censura, accendi blackout!”, ad un mese dalla scadenza prevista del contratto d’affitto con cui Chiamparino cerca di mettere a tacere una storica voce libera e indipendente della città, Radio Blackout subisce questa mattina un nuovo attacco censorio e intimidatorio.
Con la scusa di un’operazione di polizia inconsistente, volta a criminalizzare l’Assemblea Antirazzista Torinese, che da mesi organizza appuntamenti pubblici di protesta contro l’orrore dei centri di identificazione ed espulsione, la radio viene di fatto sequestrata per più di 6 ore, impedendoci di andare in onda con il nostro consueto palinsesto di quotidiana contro-informazione. Per più di un’ora è stato anche staccato il segnale radio. Messi sotto sequestro apparecchiature informatiche fondamentali per la quotidiana attività della radio.
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Abraham Ramírez Vásquez, Juventino García Cruz y Noel García Cruz, los primeros presos políticos del régimen de Ulises Ruiz en Oaxaca, son del pueblo zapoteco Santiago Xanica. Los integrantes del Comité por la Defensa de los Derechos Indígenas (CODEDI) y de la Coordinación Oaxaqueña Magonista Popular Antineoliberal (COMPA) fueron detenidos el 15 de enero de 2005, después de que cientos de policías preventivos y judiciales abrieron fuego cruzado en contra de un grupo de 80 hombres, mujeres, niños, niñas, ancianos y ancianas que hacía un trabajo comunitario en su pueblo, descargando ladrillos de un camión. Abraham, Noel y Juventino sufrieron graves heridas de bala. La gente tomó piedras y palos para responder a la agresión, pero llegaron más policías, quienes fueron a la clínica para sacar a los tres heridos y llevarlos a una casa para ser torturados por la policía. Después de unos días, fueron llevados al penal de Ixcotel y luego al penal de Pochutla. A pesar de la gravedad de las heridas, al ingresar al hospital de Pochutla los tres compañeros no fueron atendidos por más de 36 horas.
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Intervista alla sorella di Victor Herrera Govea, prigioniero politico anarchico di 21 anni, arrestato durante la manifestazione del 2 di ottobre del 2009 a Città del Messico.
LIBERTA’ PER TUTTI/E I/LE PRIGIONIERI/E POLICICI IN MESSICO E NEL MONDO!
(dur.13′25″, spagnolo)
>>>per scaricare il file audio
Le drammatiche vicende di Rosarno sono un’espressione dell’offensiva razzista e contro i diritti dei lavoratori in corso nel nostro paese.L’assemblea solidarizza con le ragioni che hanno spinto gli immigrati di Rosarno a ribellarsi reagendo allo sfruttamento, alla criminialità organizzata e agli attacchi razzisti.
La politica repressiva del Governo colpisce gli immigrati e alimenta xenofobia e razzismo nella nostra società.Queste vicende rafforzano l’esigenza di costruire una rete permanente di collegamento tra le diverse realtà di migranti e antirazziste sulla base della piattaforma del 17 Ottobre per rendere più stabile e efficace l’iniziativa.
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