Archive for aprile, 2011

ANDIAMO A GAZA!

Vik2 Gaza 11-18 Maggio 2011

L’11 maggio 2011 partirà una carovana internazionale che vuole entrare a Gaza dal valico di Rafah con tutti e tutte coloro che nel mondo condividono l’urgenza di gridare forte e chiaro quello che la voce di Vittorio Arrigoni ci ha detto tante volte: Restiamo Umani!

Porteremo lì i nostri corpi, le nostre capacità e le nostre attrezzature per continuare il lavoro di informazione indipendente che Vittorio, insieme agli uomini e alle donne palestinesi, stava portando avanti contro l’occupazione di Gaza e della West Bank.

Partiamo, con il desiderio di entrare in contatto, conoscere personalmente, scambiarci competenze ed iniziare una stretta collaborazione con coloro che si occupano di libera informazione dalla Striscia di Gaza.

info: www.vik2gaza.org
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Posted: aprile 28th, 2011
at 4:00 by ironriot

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Categories: Mobilitazioni,palestina

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Con il vento del sud – Sabato 14 maggio manifestazione nazionale a Roma

Con Vittorio e la Palestina nel cuore
Con la Freedom Flotilla per la fine dell’assedio di Gaza

Quello che viviamo non è un momento qualsiasi. Quello che viviamo è un momento di grandi lotte, grandi speranze, ma anche grandi oppressioni.
Il vento del sud, quello che si alza dalle sollevazioni che percorrono da mesi il mondo arabo, è destinato ad arrivare anche sulla nostra sponda del Mediterraneo. E’ un messaggio di liberazione che chiama all’unità, alla solidarietà, alla fratellanza, alla lotta contro l’ingiustizia.
Chi si riconosce in questi ideali è dunque chiamato all’azione.
C’è un luogo dove l’oppressione è concentrata come da nessun’altra parte, e dove massimo è il bisogno della solidarietà internazionale: questo luogo è la Palestina, ed in particolare la Striscia di Gaza sottoposta da anni al barbaro e disumano assedio di Israele.
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Posted: aprile 28th, 2011
at 3:47 by ironriot

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Categories: palestina

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Processo Mastrogiovanni – udienza 19 aprile 2011


Riceviamo e pubblichiamo integralmente comunicato stampa inviato dal Comitato “Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni” in merito all’esito udienza tenutasi il 19 aprile scorso.
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Posted: aprile 25th, 2011
at 6:42 by ironriot

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Categories: repressione

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Exigen libertad al preso político Abraham Ramírez Vásquez: Gabino Cué no se distingue de Ulises Ruiz

La inmediata libertad de Abraham Ramírez Vásquez fue la demanda de alrededor de 30 personas reunidas afuera de la Casa Representación de Oaxaca en el Distrito Federal el lunes, 18 de abril, 2011.

Abraham, el primer preso político del régimen de Ulises Ruiz fue sorprendido en flagrancia el 15 de enero de 2005, ¿haciendo qué? ¿matando? ¿violando? ¿saqueando el tesoro de su pueblo? ¡NO! Junto con un grupo de 80 personas de todas edades, desde los niños y niñas hasta los ancianos y ancianas, él estaba haciendo tequio, un trabajo comunitario, en el pueblo de Santiago Xanica, Oaxaca, cuando cientos de policías preventivos y judiciales atacaron al grupo con armas de alto poder. Aunque la gente resistió con palas y piedras, Abraham fue herido de bala, detenido, torturado y encarcelado. Seis años y tres meses después, sigue siendo privado de su libertad sin una sola justificación. Ni siquiera le han dictado sentencia.
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Posted: aprile 25th, 2011
at 1:38 by ironriot

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Categories: America Latina

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SAN JUAN COPALA, UN AÑO DE IMPUNIDAD

El 27 de abril de 2011 se cumple un año que ocurrió la emboscada armada a la caravana que se dirigía a prestar apoyo humanitario a los hombres, mujeres y niños del municipio autónomo de San Juan Copala quienes se encontraban sitiados y acosados por el grupo paramilitar priista UBISORT desde hacia varios meses. En este ataque paramilitar fueron asesinados los compañeros Bety Cariño de la organización CACTUS y Jyri Antero Jaakola del colectivo finlandés en el Barco Stelle e ISI TULLI y colaborador de VOCAL en Oaxaca; fueron heridos de bala los compañeros Mónica Citlali Santiago y Noé Bautista de VOCAL así como el reportero de la revista Contralinea David Cilia y algunos compañeros estuvieron hasta dos días desaparecidos en las montañas de la región tratando de escapar de las balas de los priistas de la UBISORT. A pesar que este ataque paramilitar llamó la atención de la opinión publica de México y buena parte del mundo y provocaron la protesta inmediata de hombres y mujeres concientes de todo el mundo contra el gobierno mexicano exigiéndole su intervención para detener la violencia contra el municipio autónomo de San Juan Copala, el gobierno del asesino Ulises Ruiz en contubernio con el gobierno federal de Felipe Calderón mantuvieron invariable su postura de complicidad total con el grupo paramilitar priista de la UBISORT quienes mantenían y aun mantienen una guerra de exterminio contra los indígenas triquis en la región que luchan por la autonomía de sus comunidades en el proyecto del Municipio Autónomo de San Juan Copala.
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Posted: aprile 25th, 2011
at 1:29 by ironriot

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Categories: America Latina

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Quell’isola è troppo antirazzista

di Giacomo Sferlazzo

Pochi giorni fa è accaduto qualcosa di inaspettato e inquietante che nessuno di noi avrebbe mai pensato di vivere, qualcosa di anomalo che ci riporta alla memoria uno stato di polizia raccontato nei libri di storia. Sono ormai alcuni giorni che nella piccola isola di Lampedusa, la polizia si permette di fermare e perquisire attivisti e privati cittadini che indipendentemente si interessano della difesa dei diritti umani e dei migranti. Con il pretesto di «normali controlli di polizia», gli uomini delle forze dell’ordine irrompono nella vita quotidiana di persone, la cui unica colpa è quella di essere attivi membri della società e di volere creare un ponte tra culture attraverso il loro volontariato.
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Posted: aprile 20th, 2011
at 7:36 by ironriot

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Categories: migranti

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Giovanni Proiettis, periodista detenido en México y deportado.


Después de 18 años residiendo en México, Giovanni Proiettis, periodista y académico de origen italiano ha sido deportado por las autoridades mexicanas al parecer por una falta con respecto a su calidad migratoria. Desde que se celebrara la COP16 en Cancún, donde Proiestti criticó como corresponsal la posición del gobierno mexicano, el periodista fue detenido en dos ocasiones: la primera por una falsa acusación de tráfico de drogas, la segunda, esta misma, en la que ha sido deportado en menos de 12 horas de su arraigo. En marzo de 2011, tras su primera detención, el también profesor de antropología de la universidad autónoma de Chiapas, nos concendió esta entrevista.
http://www.proceso.com.mx/rv/modHome/detalleExclusiva/90357

Posted: aprile 18th, 2011
at 3:12 by ironriot

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Espulso dal Messico il giornalista Gianni Proiettis

di Fabrizio Lorusso

Puerto Escondido, Messico. Ci avevano già provato esattamente quattro mesi fa e ora ci sono riusciti. Il giornalista italiano residente nella città meridionale di San Cristóbal de las Casas, in Chiapas, è stato espulso ed è stato costretto a partire per Roma con un volo da Città del Messico alle 7 pm del 15 aprile. In base all’articolo 33 della Costituzione messicana il governo, attraverso gli uffici decentrati e i funzionari dell’Istituto Nazionale della Migrazione (INM), ha la facoltà di deportare a suo piacimento (la chiamano “discrezionalità”) le persone indesiderate.
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Posted: aprile 18th, 2011
at 3:09 by ironriot

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DI GUERRE E DISTRUZIONI DI TERRITORI

da Voce Libertaria

Benché si possa parlare di guerre economiche (…) o di aspetti economici, religiosi, ideologici, razziali, etc., di una guerra, l’obiettivo continua a essere lo stesso. E nell’epoca attuale, la volontà che tenta di imporre il capitalismo è distruggere/spopolare e ricostruire/riordinare il territorio conquistato.

Sì, ora le guerre non si accontentano di conquistare un territorio e ricevere il tributo dalla forza vinta. Nella tappa attuale del capitalismo è necessario distruggere il territorio conquistato e spopolarlo, cioè, distruggere il suo tessuto sociale. Parlo dell’annichilimento di tutto quello che dà coesione ad una società. (SULLE GUERRE. Scambio epistolare tra Luis Villoro e il Subcomandante Marcos su Etica e Politica, Gennaio-Febbraio 2011)

Due anni dopo Abraham[1] è ancora in carcere. Da quella mattina d’inizio primavera del 2009, quando ancora il sole faticava a inondare di calore le polverose strade di Pochutla – crocevia per raggiungere le conosciute spiagge “alternative” della costa dello stato di Oaxaca – Abraham Ramirez Vasquez, prigioniero politico della comunità zapoteca di Santiago Xanica, accusato d’omicidio, sequestro e resistenza aggravata[2], come promesso, continua a lottare. Nonostante la sua permanenza, durata un anno e tre mesi, nel carcere di massima sicurezza di Miahuàtlan.
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Posted: aprile 17th, 2011
at 3:14 by ironriot

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Noi resteremo umani

Mentre nel mondo si ricorda con rispetto e commozione la vita e l’impegno di Vittorio Arrigoni, in Italia una schiera di pseudo giornalisti, da Sallusti a Ferrara, cercano in tutti i modi di screditarlo, gettanmdo fango su di lui e il popolo palestinese con il quale viveva e lottava.
A queste merde va il nostro più sincero disprezzo, rivendicando con orgoglio che noi stiamo dall’altro lato della barricata, quella dell’umanità che resiste per affermare la propria dignità, che lotta contro chi opprime, stupra, violenta, spara, contro chi costruisce lager e barriere e vi rinchiude esseri umani.
Noi non siamo in guerra, noi, così come Vittorio, resistiamo all’oppressione e allo sfruttamento dei potenti sui popoli del mondo.
Noi resteremo umani!

“Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola” mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. “Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato.” Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua “Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste…” il dottore continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. “Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi l’ha schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quale sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati.”
A questo punto il dottore si china verso una scatola, e me la scoperchia dinnanzi. Dentro ci sono contenuti gli arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai feriti provenienti dalla scuola delle Nazioni Unite Al Fakhura di Jabalia, più di cinquanta finora le vittime. Fingo una telefonata urgente, mi congedo da Jamal, in realtà mi dirigo verso i servizi igienici, mi piego in due e vomito.

Vittorio Arrigoni, Gaza, 8 gennaio 2009

Posted: aprile 16th, 2011
at 7:53 by ironriot

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