Archive for aprile, 2014

(Español) Mumia Abu-Jamal cumple 60 años

Articulo, Audio y Foto: Nomads/La Pirata

AUDIOS de la jornada

FOTO del #Festival Free Mumia 

El 24 de abril 2014 el preso político afroamericano Mumia Abu-Jamal ha cumplido 60 años, 32 de los cuales pasados en las asquerosas cárceles de Estados Unidos.

Mumia fue detenido el 9 diciembre 1981, acusado de haber asesinado un policía en Filadelfia y desde aquel momento, condenada a muerte, trascurrió’ su condena en aislamiento. Solo en 2011, también gracias a la presión internacional, la pena de muerte fue revocada y trasmutada en cadena perpetua.

El delito real por el que Mumia esta secuestrado todos estos años es por ser periodista y escritor, una voz y una pluma que siempre han estado al servicio de lxs de abajo y que, en el concreto, acompañaron el movimiento de las Panteras Negras y de MOVE.

El caso de Mumia es simbólico de la situación que viven las comunidades afroamericanas en Estados Unidos y la mayoría de lxs presxs que llenan sus penales. Racismo, delitos fabricados, abusos policiales, encubrimiento de las autoridades judiciales y de los gobiernos local, estatal y federal.

Mumia siempre ha tenido una relación especial con México. En sus análisis y escritos a menudo se toma en cuenta el panorama mexicano, desde el zapatismo hasta el levantamiento de Oaxaca, pasando por Atenco.

Voces solidarias por Mumia desde la embajada gringa del DF

En los días del 21 al 26 de abril, en la Ciudad de México se ha organizado el #FestivalFreeMumia, una semana de actividades y acciones en distintos puntos de la ciudad, terminando el sábado 26 en un mitin fuera de la embajada gringa, para exigir una vez mas, la libertad inmediata de Mumia Abu-Jamal.

¡Nadie sera’ realmente libre hasta que no lo seamos todxs!

(Español) #FestivalFreeMumia2014

Video de las acciones llevadas a cabo en la semana 21-26 de abril de solidaridad al preso politico Mumia Abu-Jamal, encerrado desde 32 años en las carceles estadounidenses.
El 24 de abril 2014 Mumia cumple 60 años.
Todxs somos MUMIA!
Presxs Politicxs Libertad!

Mas Info  en Español: http://amigosdemumiamx.wordpress.com/

(Español) Sexto Encuentro de los pueblos en Resistencia – S.Maria Zaniza, Sierra Sur del estado de Oaxaca

Articulo y foto: Nomads/La Pirata

Enlace al FOTO REPORTAJE desde S.Maria Zaniza

El fin de semana 5 y 6 de abril 2014, en el pueblo de Santa Maria Zaniza, districto de Vega, Sierra Sur del estado de Oaxaca, se realizo’ el Sexto Encuentro de los Pueblos en Resistencia convocado por las organizaciones: OIDHO (Organizacion India por los Derechos Humanos en Oaxaca), CODEDI (Comite’ por la Defensa de los Derechos indigenas), CAMA (Colectivo Autonomo Magonista), la AMZ (Alianza Magonista Zapatista),  UCIO-EZ (Union Campesina Indigena de Oaxaca “Emiliano Zapata”),  asi’ como para las autoridades comunales y municipales de S.Maria Zaniza y de otros pueblos vecinos.

Este encuentro es el sexto organizado en un ano en aquellas zonas de Oaxaca donde viven comunidades indigenas amenazadas para mega proyectos minerarios exctractivos depredadores, y que estan en pié de lucha resistendo al despojo de sus tierras y territorios.

Mas de 200 personas participaron en este Sexto Encuentro que tenia el objectivo de informar y reflexionar con la comunidad de S.Maria Zaniza acerca de su lucha  por la defensa del territorio, del medio ambiente, de la salud y sobre su derecho a oponerse al proyecto de nueva exploracion en los yacimientos de hierro ubicados a las orillas de las tierras comunales de este pueblo.

En los dos dias del encuentro se discutio’ en diferentes mesas de trabajo y en asembleas plenarias, analizando los siguientes ejes: megaproyectos, tierra y territorio, organizacion, lucha y resistencia.

En la tarde se organizaron proyecciones de video-documentales y obras de teatro que fueron hierramienta de comunicacion para informar sobre los danos que causa una mina a cielo abierto y, finalmente, no faltaron momentos de  fiesta con musica y bailes tradicionales. Read the rest of this entry »

AGGIORNAMENTI sugli ARRESTI del 5 GENNAIO 2014 a MEXICO DF

Tradotto da Cruz Negra Anarquista Mexico

Sono passate varie settimane dagli ultimi aggiornamenti sul caso degli arresti del 5 gennaio. Da allora sono successe molte cose e qui va un aggiornamento:
Tutte le volte che la Procura Generale della Repubblica (PGR ) non ha trovato elementi sufficienti per sostenere le accuse di Terrorismo e Criminalità’ Organizzata contro i tre, sono statx consegnatx alla Procura Generale di Giustizia (PGJ) con le accuse di Danni e Attacchi alla Pace Pubblica.
Il processo si trova nella tappa in cui si presentano le prove e la prima udienza si terra’ i giorni 2 e 3 di aprile.
Amelie e Fallon sono state portate nel carcere femminile di Santa Martha e Carlos al Reclusorio Oriente.
Le due compagne sono nell’area comune con le altre prigioniere. Carlos e’ ancora nell’area di Osservazione e Classificazione, pero’ sicuramente nei prossimi giorni anche lui sarà’ portato nell’area comune.
Vogliamo approfondire il caso di Carlos spiegando un poco la situazione che vivono le migliaia di prigionieri di Città del Messico.
In questi centri di reclusione esiste una profonda rete di corruzione e complicità’ fra le autorità’ ed alcuni prigionieri, che finiscono per riprodurre la logica della prigione, divenendo i carcerieri degli altri prigionieri. Questa rete di corruzione e complicità non solo serve a fortificare la dinamica della disciplina nelle prigioni ma e’ anche un gran giro d’affari, perché la maggioranza dei carcerati e’ obbligata a dare soldi per qualsiasi cosa: visite, appello (ND e’ comune in Messico che quando si fa “l’appello” dei carcerati, ognuno debba pagare una quota), ecc, in cambio di non essere picchiati da quei prigionieri che godono della protezione delle autorità e che in cambio ricevono una percentuale di quei soldi. Questi carcerati sono quelli che controllano tutta la prigione.
Qualche giorno fa abbiamo saputo che Carlos ha avuto problemi con un altro prigioniero, arrivando alle mani, motivo per cui sono intervenuti i custodi colpendo entrambi e chiudendoli per nove ore nelle celle di castigo. Uscito dal castigo, Carlos e’ stato trasferito dall’area dove precedentemente si trovava a quella di classificazione. Una volta li’ gli viene richiesto un pagamento per liberarsi dal lavoro (punitivo) di pulizia, conosciuto come “fajina”. Il compa decide di non pagare. La “fajina” consiste nel pulire una determinata area pero’ con uno schema di esercizi molto pesanti. Durante la fajina del primo giorno, Carlos fu picchiato un’altra volta da parte di altri prigionieri, che pretendevano si piegasse e finisse per pagare.
Oggi sapiamo che il compagno e’ malato a causa dell’umidità che c’era nella cella di castigo ed inoltre e’ ancora dolorante per le botte ricevute. Ciononostante rimane firme e forte delle sue convinzioni.
Le compagne Amelie e Fallon non hanno vissuto questo tipo di situazioni.
Chiamiamo ad esprimere la nostra solidarietà’ con gli arrestati del 5 gennaio. Continueremo a diffondere la loro situazione.

Libertà a Carlos, Amelie e Fallon!
Solidarietà con Mario González!
Un saluto al compa Tripa, che i tuoi passi non si fermino mai!
Cruz Negra Anarquista México, 28 Marzo 2014

LETTERA DI AMELIE

LETTERA DI FALLON

LETTERA DI CARLOS LOPEZ “EL CHIVO”

PRIMA LETTERA DI MARIO LOPEZ “EL TRIPA”

SECONDA LETTERA DI MARIO LOPEZ “EL TRIPA “

Lettera di Amelie Trudeu

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Posted: aprile 4th, 2014
at 4:51 by prox

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Seconda lettera pubblica di Mario Lopez “el Tripa”

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Posted: aprile 4th, 2014
at 4:44 by prox

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Prima lettera pubblica di Mario Lopez “el Tripa”

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Posted: aprile 4th, 2014
at 4:33 by prox

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Lettera di Fallon

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Posted: aprile 4th, 2014
at 3:41 by prox

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Lettera di Carlo Lopez “il Chivo”. Vivendo la anarchia!

Tradotto da Cruz Negra Anarquista

Si dice che per comprendere una realtà e’ necessario viverla e qui nel (Reclusorio) Oriente posso osservare chiaramente che, in una preoccupante statistica, la cruda realtà che si vive e’ causata per un sistema di dominazione, disegnato per il controllo di tutto ciò’ che per il loro beneficio risulta controllabile.

Quando qualcosa o qualcuno risulta fuori dai parametri della struttura si converte in un errore e successivamente lo “riparano” coi loro metodi istituzionali cosi poco flessibili.

I carcerati e le carcerate (coscienti, politiche, anarchiche, ecc.) siamo parte delle falle del sistema.
Parlando con altri prigionieri di questo carcere, sono molto curioso, mi hanno raccontato di aver commesso qualche delitto, per esempio furto, che e’ uno dei più comuni, fosse per il denaro facile o per necessita’, pero’ scavando a fondo del loro passato, viene fuori che quasi tutti hanno sofferto un infanzia di fame, miseria, oppressione, sfruttamento, droga, ecc., aspetti che marcano l’individuo e lo condannano ad essere parte di questa falla.

E’ parte del gioco del sistema, essere la causa della “criminalità” e dopo criminalizzarla. Non pretendo giustificare il “delitto”, solo esprimere quello che sento su come tutto questo sorge dagli ingranaggi del sistema, come la divisione in classi, la ingiusta distribuzione della ricchezza generata dai lavoratori e goduta dagli sfruttatori, i programmi sociali per sviare i finanziamenti, riforme ben presentate ma che beneficiano solo chi sta sopra, la manipolazione mediatica, ecc.

E’ lo stesso sistema che ha portato il compa Mario López “il Tripa” a vivere nella clandestinità’. Amico e compagno Tripa, da queste righe fraternizzo e mi solidarizzo con te. Rompere con gli schemi, essere coerente e cercare di essere liberi e’ parte del vivere anarchico, e’ parte del del tuo vivere. E anche se il prezzo da pagare sarà’ la fuga, so che la affronterai con dignità’ e forza, portando con te il vecchio lemma “Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio”.

Vivendo l’anarchia!
Affrontando il sistema dominante!
Carlos López “Chivo”
Reclusorio Oriente