Archive for luglio, 2014

PRIGIONI MESSICANE. Nuovo testo del compa Carlos López “Chivo”

Tradotto da CONTRAINFO

Comincio questa lettera mandando un saluto sincero ai compagni e compagne che sono all’esterno di questo muro, sperando che nei vostri cuori continui a battere all’unisono il ritmo della ribellione e che si rifletta nelle azioni quotidiane.

La scorsa settimana ho ricevuto con gran piacere un piccolo pensiero che previamente i compas mi avevano anticipato. Nel mezzo della monotona e pesante vita quotidiana del carcere uno si aspetta che succede “qualcosa” fuori dalla routina ed è per questo che più o meno alla ora segnalata ho cominciato a guardare fissamente il cielo ed il saluto è arrivato in forma di fuochi d’artificio. In ognuno dei fuochi che scoppiava ho potuto sentire il vostro saluto e affetto. È stato impossibile vederli fisicamente, però li ho sentiti talmente vicini, che in quel momento ho potuto sentirmi complice con la vostra azione/solidarietà e sono riuscito a immaginare le vostre faccie storte e sorridenti, burlandovi di qualsiasi rischio; e a riguardo mi è chiaro che quando una compagna o un compagno sono sequestratx dalla stato, la lotta si estende ad entrambi i lati, dentro e fuori delle mura e, secondo le possibilità, si può attaccare in ogni lato nelle forme più funzionali alla lotta (qui chiarisco che parlando di attacco non mi riferisco solo al distruggere qualcosa di materiale, ma anche alla disobbedienza iconoclasta dell’imposto dentro un sistema). Read the rest of this entry »

“Sognare ad occhi aperti”. Scritto di Carlos Lopez, el Chivo.

Tradotto da PublicacionRefractario

Oggi mentre aspettavo lo scorrere della lista da parte del mio carceriere ho cominciato a gustarmi una barra di cioccolato amaro.

Durante il tempo in cui la marionetta-custode compiva la sua routine ho chiuso gli occhi e ho cominciato a sognare ad occhi aperti; sono potuto uscire per un momento da questa realtà e mi sono immaginato libero e leggero, forte e deciso, con il petto gonfio di amore e desiderio di un mondo nuovo organizzato in un’altra maniera, funzionale per tuttx senza importare il genere nè l’aria geografica dove ci è toccato nascere e dove una barriera di cemento o filo spinato non interferisce nella fratellanza umana e non limita il libero transito di tuttx gli individui da una parte all’altra. Un mondo di persone autonome e libere da sè stesse, orizzontali, relazionate in una forma non competitiva ma invece secondo principi basici e fondamentali come il mutuo appoggio e la solidarietà.

Immagina un posto dove un sorriso valga di più di una fottuta opportunità di “progredire” (l’avanzamento di pochi in cambio del retrocesso di molti), dove tuttx gli individui si riconoscano capaci di prendere il controllo della propria vita e cosi avere la capacità di organizzarsi con i propri uguali per formare relazioni sociali senza strutture di potere. Read the rest of this entry »

Con la testa alta (pronto) per quello che venga! Carlos López “Chivo”

Tradotto da Cruz Negra Anarquista Mexico

Cari amici, amiche, compagnx, scrivo con l’animo di salutarvi mandando un caloroso abbraccio a ognunx mi possa leggere e allo stesso tempo per condividere con voi alcune cose, cercando di “non far contentx” nessunx e forse con la voglia di generare un dibattito.

Vorrei dirvi che sto bene, però potrei esserlo vivendo nel carcere/società in cui ci troviamo tuttx? Mi sembra più adeguato dire che sto “normale”. Ebbene inizio questo comunicato, però perché scrivere un comunicato pubblico? Considero che è importante conoscere la situazione dei/delle nostre prigionierx (o dei/delle prigionierx come li si vogliano chiamare), come si sentono, come vivono l’incarceramento, anche perché altrimenti succede che mediaticamente si tergiversa l’informazione, si confondano le cose o incluso si diffondano menzogne -missione quasi esclusiva dei mezzi di comunicazione commerciali- e anche che alcuna gente diffonde informazioni in internet senza avere la sicurezza di quello che scrive.

I/le libertarie ci avvaliamo dei nostri mezzi, quelli alternativi, quelli che seguono da vicino la situazione dei e delle compagne recluse e informano pubblicamente; però allo stesso modo è importante che sia lo/la stessx prigionierx a manifestare il proprio sentire/situazione. Read the rest of this entry »

(Español) Actualizacion sobre el caso 5E

Una entrevista donde nos explican los detalles del caso de las compañeras canadienses Amelie y Fallon y del compa Carlos, presxs desde el 5 de Enero y acusadxs de los ataques a la Secretaria de Comunicacion y Transporte y a una concesionaria de la Nissan.

Hay un conflicto entre PGJ a nivel local y la PGR a nivel federal. A parte la falta de pruebas, las iregularidades judiciales y el claro montaje en contra de lxs compas, lo que es paradojico es que las dos acusaciones (local y federal) se contradicen…pues se les acusa de estar en dos lugares al mismo tiempo y si es cierto que lxs anarquistas lo podemos todo, todavia no hemos desarollado el don de la ubiquidad.

Al momento lxs compas siguen presxs en el Reclusorio Oriente (Carlos) y en Santa Martha Acatitla (Amelie y Fallon) en espera de las sentencias.

Para escribirles:

Reclusorio Preventivo Oriente

Carlos López Marín

Calle Reforma #50

Col. San Lorenzo Tezonco,

Deleg. Iztapalapa

C.P. 09800

Centro Femenil de Reinserción social Santa Martha Acatitla

Amélie Trudeau / Fallon Rouiller

Calzada Ermita

Iztapalapa No 4037

Colonia Santa Martha Acatitla

Delegación Iztapalapa

C.P. 09560

Messico: Termina il processo ai tre del 5E. Si aspetta la sentenza

Tradotto dalla pagina della Cruz Negra Anarquista Mexico

Lunedì 16 giugno si è realizzata la ultima udienza del processo contro Amelie, Fallon e Carlos, i tre anarchici arrestati lo scorso 5 gennaio e accusati di danni e attacchi alla pace pubblica. Per adesso giuridicamente c’è da aspettare il termine delle conclusioni degli avvocati e dei giudici e posteriormente che ci sia la sentenza nel processo locale che affrontano i e le nostre compagne. Per quanto riguarda il processo federale, mercoledi 25 ci sarà la seguente audienza. Sebbene ci siano tempi stipulati per le due prossime tappe del processo, sappiamo che i giudici possono dilatare i tempi della sentenza. È importante continuare a mostrare la nostra solidarietà con i compagni e le compagne secuestratx dallo stato. Libertà per Tuttx!

Messico: Lettera di Carlos Lopez “Chivo” sulla sua situazione carceraria

Pubblicato il 24 Maggio dalla Croce Nera Anarchica Messico

Un saluto compagnxi!

Vi scrivo questa lettera perché sento un forte bisogno di comunicare con i/le compagni/e fuori. Sono convinto dell’importanza di essere informati su ogni fatto di lotta contro ciò che comunemente chiamiamo “il nemico”, cioè lo stato capitale, attraverso le loro istituzioni meschine e i loro metodi di controllo fascisti.

Anche la lotta anticarceraria è importante e da questo nasce la mia esigenza di condividere la mia situazione come prigioniero anarchico, chiarendo a priori che in nessun momento ho cercato di fare la vittima per il fatto di dover vivere questa situazione, perché come ho già detto (o scritto): Non credo e non accetto la presunta innocenza o colpevolezza dei reati con cui mi si accusa e mi rivendico anarchico con progettualità insurrezionale e rivoluzionaria sequestrato dallo Stato (e non “vittima” di sequestro, come ho letto in un comunicato) e il fatto di raccontare la mia situazione carceraria è allo scopo di denunciare pubblicamente solo una piccola parte del modus operandi di questa istituzione schifosa. “Se non si vede, non esiste” e per questo che con le mie limitate possibilità, faccio in modo che si sappia attraverso questo tipo di denuncia che forma parte della mia lotta anticarceraria.

Circa un mese fa (verso metà marzo), quando ero ancora agli inizi del mio ingresso in carcere, si è verificata la prima provocazione. Verso le 7 di sera ero con un compagno di cella, quando improvvisamente si avvicina un tipo losco – che chiaramente non conoscevo- e inizia a cercare pretesti per discutere, con aggressioni verbali e spintoni; parte delle dinamiche del carcere è quella di difendersi quando è in gioco la tua “reputazione” (dinamica che per me non vale niente) ma sarà stato per la gravità delle parole o per lo stress dell’incarceramento, sono caduto in questa dinamica. Read the rest of this entry »