Archive for aprile, 2015

Nuova sentenza per Abraham Cortés: cade l’accusa di tentato omicidio.

Tradotto da CRUZ NEGRA ANARQUISTA MEXICO

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto la notizia che al compagno Abraham Cortés è stata data una nuova sentenza per il giudizio che affronta dal 2 ottobre 2013. Ricordiamo che Abraham è l’unica persona che continua ad essere prigioniero per i fatti di quella giornata. Abraham affrontava un’accusa di omicidio, con la supposizione di aver lanciato delle molotov verso gli schieramenti dei poliziotti antisommossa. Oltra ad un’altra accusa per attacco alla pace pubblica in gruppo. Per queste accuse il compagno era stato sentenziato a 13 anni e 4 mesi di carcere; ma nei giorni scorsi arriva una nuova sentenza, in seguito al ricorso portato avanti. La nuova sentenza del compagno è di 5 anni e 9 mesi per il reato di attacco alla pace pubblica in gruppo, venendo meno l’accusa di tentato omicidio. Non c’è dubbio che si tratta di una buona notizia, però questo non significa che riconosciamo (nella sentenza) un’azione di giustizia del sistema giuridico-carcerario messicano. Sappiamo perfettamente che questo sistema non ci darà mai giustizia e se adesso mollano un poco la presa non dimentichiamo che il compagno continua ad essere prigioniero e intanto che lui ed altre migliaia di persone che attualmente popolano le prigioni continuano ad essere dietro queste mura, continueremo a combattere… ¡Per la libertà di tuttx! ¡Giù le mura delle prigioni! Cruz Negra Anarquista México

Posted: aprile 10th, 2015
at 11:26 by prox

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Da qualche posto del mondo: Lettera del compa Carlos López “Chivo”

Tradotto da CONTRAINFO

Compagni, scrivo queste brevi righe con l’intenzione di far conoscere la mia attuale condizione di vita, che da una prospettiva molto particolare ho deciso portare avanti per via di una serie di situazioni che si sono venute a creare nel recente contesto della lotta individuale e/o sociale e la repressione contro quest’ultima.

C’è una lunga lista di compagni e compagne che sono stati pressati e investigati per l’attività anarchica degli ultimi tempi qui nel paese, in particolare nella zona centro e sud, facendoli pedinare per osservare i loro movimenti e la gente con la quale si organizzano, mandando fottute spie schifose per prendere informazioni, segnalando i compas stranieri di finanziare le lotte e una lunga serie di eccetera; anche quando avvenne la detenzione che mi ha portato in carcere insieme alle mie compagne d’affinità Amelie e Fallon, hanno cercato di vincolare molte persone dell’ambiente libertario/anarchico per legarle al nostro caso (5E), perquisendo alcune case per cercare delle “prove” (senza riuscirci) e così avere maggiori argomentazioni per dare un duro colpo all’interno del piccolo mondo acrata.

Tutto ciò portò al successivo arresto del compagno “Tripa”1 (oltre alla persecuzione di altri compagni che dovettero allontanarsi) e fortunatamente in quel momento si è potuto contare sulla opportuna reazione dei compas del GASPA2 per tirarlo fuori d’immediato visto che le accuse erano infondate. Subito dopo (Tripa) decise di fuggire e non è che avesse molta scelta visto che, accusandolo dei suoi precedenti “delittuosi”, cercavano di legarlo alle indagini di terrorismo, sabotaggio e altre stronzate che volevano accollarci, non gli restavano molte alternative che prendere quella decisione.

Per simili ovvietà e avendo la facoltà di scegliere liberamente, ho deciso prendere il cammino della fuga per varie ragioni, principalmente per la mia stessa sicurezza e quella degli altri compagni visto il tipo di persecuzioni che stanno prendendo il via. Non sarò né il primo ne l’ultimo a farlo, nell’aver scelto un percorso di lotta che in parte si accompagna con il riappropriarmi della mia stessa vita ma anche del lato violento, frontale e refrattario contro ogni autorità; per cui non è che sia cosa da eruditi capire che sarai nella mira di investigatori e pubblici ministeri che cercheranno di relazionarti/immischiarti in ogni caso di azione diretta che si generi nel campo di battaglia, e nel mio caso essendo uscito con la misura cautelare della firma è chiaro che mi avrebbero tenuto a disposizione per arrestarmi nuovamente quando gli venisse voglia, piacere che non voglio dargli, almeno nella misura delle mie possibilità. Read the rest of this entry »

Posted: aprile 10th, 2015
at 11:01 by prox

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