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MANIFESTAZIONE
NAZIONALE
Genova2001-Cosenza2008:
sette anni di vergogne!!!
Contro la repressione, per le libertà
50 anni di pena, questa
la richiesta del pm per gli imputati del Sud ribelle,13 persone, accusate
a vario titolo di associazione sovversiva.
Siamo giunti alle battute finali del processo che si tiene a Cosenza e
che vede coinvolte 13 persone, accusate a vario titolo di associazione
sovversiva, ai fini di impedire l’esercizio delle funzioni del Governo
italiano durante il Global Forum di Napoli e al G8 a Genova nel luglio
2001 e creare una più vasta associazione composta da migliaia di
persone volta a sovvertire violentemente l’ordinamento economico
costituito nello Stato. Niente male, come impianto.
Un processo che fin dalle sue premesse si farà ricordare come tragicamente
farsesco, grottesco, una commedia all'italiana, più 'I Mostri',
che non 'I Soliti Ignoti'.
I momenti in cui non si ride, corrispondono con la lettura delle richieste
del pm Fiordalisi, voglioso di prendersi qualche attimo di gloria. Peccato
sia oscurato dalla querelle Prodi si, Prodi no.
Le pene vanno dai 2 anni e sei mesi ai sei anni. Per tutti gli imputati
sono state richieste anche misure di sicurezza, da tradursi in libertà
vigilata per periodi che vanno da un anno a tre anni.
Le comiche però non mancano nell'iter processuale: è il
2002 quando alcuni piccoli funzionari di polizia si fanno il giro delle
procure d'Italia per trovarne una disponibile a mettere sotto processo
la rete di attivisti che organizzò il controvertice di Napoli 2001.
Incontrano molte porte in questo peregrinare: gli sbattono tutte in faccia
tranne una, quella della procura di Cosenza e del pm Fiordalisi il cui
imperituro ricordo si lega a quattro inchieste del CSM su di lui e ad
inchieste particolari: fu lui a chiudere l'inchiesta sulla Jolly Rosso
nave facente parte del progetto COMERIO, su cui anche Ilaria Alpi stava
seguendo la pista.
E' il 15 novembre 2002: le case di decine di attivisti di Napoli, Cosenza,
Taranto, Vibo Valentia, Diamante e Montefiscone, vengono nottetempo devastate
dalle perquisizioni delle forze dell'ordine: il risultato è venti
persone arrestate, ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari,
quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta, computer,
libri, intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche.
Ancora una volta ci tocca dire "Nessun rimorso": come per Genova,
così per Napoli non ci può essere alcun rimorso in chi ha
tentato di opporsi al potere economico mondiale.
Per questo, per dimostrare a questi 13 imputati di non essere soli, saremo
in piazza a Cosenza il 2 Febbraio.
La Storia siamo noi.
Comunicato del Supportolegale
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