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Ancora
morti in Bolivia per il gas
Assomiglia ad
un fantasma Erman Ruiz, morto negli scontri avvenuti ieri 17 Aprile nella
regione di Tarija, al sud della Bolivia. Si risvegliano brutti ricordi
in un Paese che ha vissuto numerose morti negli ultimi anni dovute alle
lotte per la proprieta' del gas naturale, come durante gli scontri dell'Ottobre
del 2003.
Nello stesso giorno in cui il Parlamento dovrebbe, dopo mesi di dibattiti
e scandali,errori e dimissioni nelle fila del Governo,approvare finalmente
i contratti stipulati con le compagnie petrolifere straniere, si inacerbisce
lo scontro nel sud della nazione.Questi scontri, che hanno causato un
morto e numerosi feriti da armi da fuoco, sono dovuti ad una irrisolta
giuridisdizione di un megacampo petrolifero, il Margarita, in una zona
limitrofa tra due province,
l' O'Connor e il Gran Chaco. Entrambe reclamano il territorio del canton
Chimeo dove e' ubicato il campo, che e' uno tra i piu' produttivi di tutta
la nazione, e in particolare, quello che somministra grosse quantita'
di gas alla confinante Argentina.
Dopo qualche giorno di "rimpalli" a riguardo della competenza
tra il Governo di Evo Morales e la Prefettura di Tarija, le popolazioni
con i sindaci dei municipi di Villamontes e Yacuiba sono scesi per strada
per dirigersi verso i campi petroliferi per chiudere le valvole di somministrazione
del gas. Il Governo di suo ha risposto militarizzando i campi, dentro
dei quali si sono prodotti nella giornata di ieri e nella nottata numerosi
scontri che hanno portato alla morte di un uomo di 37 anni e a numerosi
feriti.
Nella giornata del 18 Gennaio, il Governo decide di dare la podesta' alla
Prefettura di Potosi' a riguardo della disputa tra le due province che
risulterebbe estranea e quindi neutrale; nel frattempo pero' le proteste
continuano, e a Yacuiba una cinquantina di poliziotti sono stati "arrestati"
dalla popolazione, che attualmente ha preso possesso degli uffici della
Transredes, che gestisce il campo Margarita, con il fine di chiudere le
valvole di somministrazione. Le forze dell'ordine sono state portate in
una localita' segreta, dove verranno detenute finche' verra' accettata
la richiesta che le trattative continuino nella giornata di domani nella
stessa citta' di Yacuiba, e non a La Paz come dichiarato dal Governo.
Il portavoce ufficiale del Governo Alex Contreras ha dichiarato che bloccare
il passaggio del gas sarebbe un'azione criminale contro lo Stato Boliviano
che implicherebbe danni economici per 1,5 milioni di dollari giornalieri.
Ha dichiarato inoltre che il governo indaghera' ufficialmente sul coinvolgimento
in questi disordini del Prefetto di Tarija, Mario Cossio, che sta alla
testa del movimento autonomista insieme ad altri tre Prefetti che da mesi
minaccia il Governo di Evo Morales di azioni indipendetiste nei confronti
del Potere Centrale.
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