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Vittime
dei paramilitari fanno causa alla Chiquita
I
familiari di vittime dei paramilitari colombiani di ultra-destra - Autodifese
unite colombiane (Auc) - hanno depositato oggi un ricorso di un miliardo
di dollari contro la multinazionale della banane Chiquita Brand, la quale,
lo scorso marzo, ha ammesso di aver pagato i miliziani di destra dal 1997
al 2004 per ottenere protezione e non vedere danneggiati i propri interessi
in Colombia.
“Abbiamo depositato una denuncia per danni di fronte alla Corte
federale a nome di 144 persone che hanno avuto membri della propria famiglia
uccisi dalle Auc o dalle Farc durante il periodo in cui la Chiquita forniva
supporto a questi gruppi” ha detto Terry Collingsworth, avvocato
dell’International Rights Advocates, all’agenzia inglese Reuters.
In base alle dichiarazioni rilasciate dalla stessa compagnia americana
- e che lo scorso marzo le hanno permesso di ottenere il patteggiamento
in un processo in cui era accusata di aver finanziato la guerriglia -
la Chiquita ha pagato oltre 1,7 milioni di dollari ai paramilitari delle
Auc e ha continuato a pagare denaro anche dopo che il gruppo di destra
colombiano è stato inserito dal governo Usa (2001) nella lista
delle organizzazioni terroristiche straniere.
Il finanziamento dell’azienda (già ‘United Fruit Company’,
la società bananiera tristemente nota, tra l’altro, per il
suo coinvolgimento nel golpe del 1954 in Guatemala) si è interrotto
solo nel 2004, dopo aver venduto la sua sussidiaria locale. Gli avvocati
che hanno presentato il ricorso di oggi fanno sapere che il processo potrebbe
durare dai 5 ai 10 anni, a meno che l’azienda non decida di patteggiare.
“Si tratta di un ricorso civile, dal momento che in questo caso
la Chiquita ha già pagato (25 milioni di dollari, ndr) le multe
al governo Usa, senza però considerare in alcun modo alcun tipo
di risarcimenti per le famiglie colombiane” ha detto Paul Wolf,
un altro degli avvocati coinvolti nella causa. I legali non hanno per
ora presentato alcuna stima sul denaro necessario a ripagare i danni ma,
come conferma Wolf ai microfoni dell’emittente colombiana Radio
Caracul, nel ricorso presentato oggi “abbiamo scritto mille milioni
di dollari”.
Oltre 10.000 persone sarebbero state assassinate negli ultimi dieci anni
dai paramilitari delle Autodifese unite della Colombia (Auc), “in
gran parte nelle regioni bananiere dove la ‘Chiquita’ finanziava
le loro operazioni”: lo sostengono gli avvocati dei familiari delle
vittime delle Auc che ieri hanno denunciato presso una corte federale
di Washington la nota multinazionale delle banane chiedendo un risarcimento
per un miliardo di dollari. “In termini di vittime, parliamo di
tre World Trade Center. È un caso emblematico, il più grave
atto di terrorismo della storia” ha detto Terry Collingsworth, avvocato
dell’International Rights Advocates, rappresentante dei querelanti
che accusano la ‘Chiquita’ di “avere usato le Auc per
assassinare i loro mariti, le mogli e i figli che apparentemente interferivano
con gli interessi finanziari dell’azienda”. A marzo la compagnia
aveva ammesso di versato tra il 1997 e il 2004 – attraverso la sua
filiale colombiana ‘Banadex’ - almeno 1,7 milioni di dollari
alle Auc “per la protezione dei suoi impiegati” nelle regioni
settentrionali di Urabá (Antioquia) e Santa Marta (Magdalena),
accettando il pagamento di una multa di 25 milioni di dollari comminatagli
da un tribunale di Washington. Per il procuratore generale colombiano
Mario Iguarán, che ha ipotizzato contro la ‘Chiquita’
i reati di associazione per delinquere e finanziamento del terrorismo,
l’impresa “reclutò i paramilitari per difendersi, consapevole
di quello che stava facendo. E le attività di questi gruppi armati
erano, tra l’altro, gli assassinii. Non fu il pagamento di un’estorsione,
bensì l’appoggio a un gruppo armato fuorilegge... in cambio
della sanguinaria pacificazione dell’Urabá antioqueño”.
L’ammissione di colpa, secondo l’avvocato Collingsworth, “ha
aperto la strada a una richiesta di danni miliardaria contro una società
decisamente diabolica”. La denuncia è giunta mentre il presidente
Alvaro Uribe è a Washington per rinnovare al Congresso americano
la richiesta di approvare il Trattato di libero commercio (Tlc) tra gli
Usa e la Colombia, per ora bloccato dalle crescenti preoccupazioni dei
Democratici riguardo al cosiddetto scandalo della ‘para-politica’
sulle collusioni tra la classe dirigente e i paramilitari che ha già
portato in carcere 13 parlamentari, 12 dei quali appartenenti alla coalizione
di governo. Altre aziende straniere sono al momento sotto inchiesta: tra
queste la ‘Drummond Company’, azienda mineraria dell’Alabama
sospettata di aver pagato i ‘paras’ per assassinare tre dirigenti
sindacali del nord, al pari della società petrolifera americana
‘Oxy’ e della ‘Coca-Cola Company’.
Autore: Francesca
Belloni e Massimo Zaurrini
Fonte: Agenzia
Misna dell’08 giugno 2007
http://www.terrelibere.it/terrediconfine/index.php?x=completa&riga=03260
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