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Manuela
e Alejandra: figlie della violenza colombiana
“Ciao,
mi chiamo Manuela Gaviria e sono figlia di Francisco Gaviria, studente
della Facoltá di Scienze della Comunicazione dell’Università
di Antoquia, militante del Partito Comunista e dirigente politico dell’Unión
Patriotica, desaparecido, torturato e ammazzato il 10 dicembre 1987.”
Cosí si presenta questa giovane ragazza, membro di “Figli
e figle per la memoria e contro l’impunitá”, che sta
organizzando, assieme alla sorella Alejandra e agli altri ragazzi dell’associazione,
la commemorazione per il ventesimo anniversario della morte violenta del
padre.
“Figli e figlie per la memoria e contro l’impunitá”
é un movimento composto da giovani colombiani, la maggior parte
figli di vittime della violenza di stato che da meno di due anni hanno
deciso di riunirsi ed organizzarsi per rivendicare la memoria dei genitori
e dire basta all’impunitá in cui si trovano tutti questi
omicidi.
Hijos e hijas un movimento nuovo, generazionale e per certi aspetti dirompente
nel panorama politico colombiano. È composto dai figli dei dirigenti
politici di vari settori della sinistra eliminati dalla violenza del terrorismo
di stato nel periodo che va dal 1985 al 2000.
Molti di loro, tra cui Francisco Gaviria, detto Pacho, erano membri dell’Unión
Patriotica (UP), il partito politico fondato nel 1984 in seguito ad una
negoziazione tra il governo di Betancur e le Forze Armate Rivoluzionarie
Colombiane (FARC). La UP nasce come una proposta politica democratica
in opposizione ai tradizionali partiti liberale e conservatore, e durante
le prime elezioni in cui si presenta, quelle del 1986, ottiene ottimi
risultali: troppo buoni per i poteri econimici, i partiti tradizionali
e lo Stato colombiano che pianificano un vero e proprio genicidio per
porre fine a questo inizio di rivoluzione democratica, di cui fin ora
sono 4000 i membri assassinati. Un vero e proprio massacro sistematico,
di cui la Corporazione Reiniciar e la Comisión Colombiana de Juristas
ritengono la Repubblica colombiana responsabile di aver violato la Convenzione
Americana dei diritti umani per la persecuzione dei membri del partito
politico, caso riconosciuto ammissibile dalla Commissione Interamericana
dei diritti umani.
Il
10 dicembre Hijos e hijas hanno organizzato nella cittá di Medellin
un evento commemorativo e rivendicatico della scomparsa non solo di Pacho,
ma dei 16 studenti e professori dell’Universitá di Antioquia
che sono stati assassinati nella seconda metá del 1987. 16 morti
in 20 settimane. “Tutto lascia pensare che qualcuno abbia dato a
giugno la sentenza di morte di queste persone, meticolosamente compiuta
nei sei mesi successivi”, dice Manuela.
L’evento è commovente, ma allo stesso tempo di una forza
e di una vitalitá sorprendenti. Non una lacrima versata, nessuna
richiesta di pietá, solo tanta voglia di far sapere la veritá,
di far valere quella giustizia che lo Stato colombiano non ha mai riconosciuto.
E i modi per farlo sono i piú diversi: una breve messa, le parole
determinate e forti di Manuela e di vecchi amici di Pacho, suoi camaradas
e tante espressioni artistiche con cui i giovani meglio riescono ad esprimersi:
murales, video, concerti di vari gruppi musicali. Tra loro spiccano i
Furibundo, dove il cantante e il batterista portano un nome conosciuto
nella sinistra colombiana: Manuel e Marco, anche loro membri di Hijos
e hijas, sono infatti i figli di Manuel Gustavo Chacón, affiliato
alla Unión Sindical Obrera (USO) e assassinato il 15 gennaio 1988
da membri della RED N.9 de la Brigada Nacional nella cittá di Barrancabermeja.
Il movimento di Hijos e hijas presenta diverse peculiarità che
lo rendono particolarmente interessante. In primo luogo é un movimento
generazionale amplio, dove convivono varie anime della sinistra colombiana
che cercano attraverso il dialogo la costruzione di uno spazio politico
aperto e rappresentativo. Per chi non conoscesse il panorama politico
colombiano, fortemente frazionato e polarizzato nelle sue varie tendenze
politiche, questa è una novitá non da poco e rappresenta
un tentativo di proporre un nuovo modo di fare politica, con tutta l’autoritá
morale che la storia riconosce a questi ragazzi che hanno voglia di esplorare
nuovi cammini per il futuro del proprio paese.
In secondo luogo non si dichiara un movimento di vittime: pretende essere
qualcosa di piú amplio, che coinvolga tutta la società civile
nella rivendicazione della generazione che le é stata strappata.
Secondo Hijos e hijas “figli e figlie siamo tutti i colombiani,”
figli di una generazione perduta, figli della storia che molti vogliono
si dimentichi, figli della violenza di stato che tuttora non riconosce
né punisce gli autori intelletuali e materiali di queste migliaia
di morti e che continua ad attuare impune con la propria strategia di
repressione.
A meno di due anni dalla propria nascita, quest’organizzazione sta
facendo molto parlare di sé in Colombia, creando l’aspettativa
di poter lanciare una nuova proposta politica, convolgente, attrativa
e innovativa in un paese dove é assolutamente necassario l’ampio
coinvolgimento della societá civile, la vera voce del popolo colombiano
che costruisca il proprio futuro sulla base di quel macabro passato che
purtroppo non è ancora terminato.
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