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L'informazione
con il silenziatore
Antonio Di Pietro
si schiera contro la legge sulle intercettazioni e mi scrive una lettera.
Siamo ormai ridotti alla informazione giudiziaria per sapere cosa succede.
E ci vogliono togliere pure quella. Il governo Prodi è nato morto
con l'aborto della nomina di Mastella alla Giustizia. Perfino i boss di
Cosa Nostra sono contro l'indulto.
“Caro Beppe,
ti scrivo per denunciare il tentativo di imbavagliare l’informazione
con la legge contro le intercettazioni in prossima votazione al Senato.
L’Italia dei Valori proporrà degli emendamenti per cambiare
la legge. Se non verranno accettati voteremo contro, anche se il Governo
dovesse mettere la fiducia. I nostri emendamenti si propongono di eliminare
le pesanti sanzioni, anche penali, ai giornalisti, che sono l’anello
debole della catena, e di garantire la possibilità di accedere
alle intercettazioni durante le indagini preliminari una volta messe a
disposizione delle parti e riconosciute rilevanti ai fini penali.
Con la nuova legge, a causa della durata dei processi, in Italia non si
saprebbe mai nulla. Non saremmo venuti, ad esempio, a conoscenza dei colloqui
tra Fazio e Fiorani, e Fazio sarebbe ancora Governatore della Banca d’Italia.
I politici cercano di proteggere sé stessi, negando ai cittadini
la possibilità di verificare la loro condotta “politica”,
sottolineo “politica” e non penale. Le intercettazioni di
D’Alema e Fassino, come quelle dei politici legati a Berlusconi,
hanno infatti un significato “politico” e, per questo, non
possono e non devono essere sottratte alla valutazione degli elettori.
Trovo comunque deprimente che la politica si interessi di banche e non
dei problemi dei cittadini.
La stessa Corte Europea dei diritti dell’uomo ha dato pienamente
ragione alla nostra decisione di non votare al Senato il testo sulle intercettazioni.
Lo ha fatto con una recente sentenza che ha condannato la Francia per
violazione della libertà di espressione in relazione ad una condanna
dei tribunali francesi di due giornalisti per la pubblicazione di un libro
sul sistema di intercettazioni illegali durante la presidenza Mitterrand.
Se i giudici francesi avevano privilegiato il segreto istruttorio, la
Corte Europea ha invece rafforzato il ruolo della stampa nella diffusione
di fatti rilevanti, in particolare se coinvolgono politici.
Se è legittimo, dice la Corte Europea, tutelare il segreto istruttorio,
su questa esigenza prevale il diritto di informare.Inoltre, l’applicazione
di una pena (anche se pecuniaria) e l’affermazione della responsabilità
civile del giornalista hanno un chiaro effetto dissuasivo nell’esercizio
della libertà di stampa.
Ecco perché siamo impegnati a presidiare questa libertà
nella commissione giustizia prima, in Senato poi, dove presenteremo emendamenti
rigorosi per evitare che l’informazione sia imbavagliata.
Serve, oltre alla nostra opposizione alla legge, e mi auguro anche di
altri, un forte sostegno popolare per mantenere l’informazione libera,
o almeno, per non imbavagliarla ancora di più. Mi appello per questo
a te e ai tuoi lettori che invito a partecipare lunedì 25 giugno
2007 all'evento pubblico: "La scomparsa dell'informazione" a
Milano, 20.45, Camera del Lavoro, Corso di Porta Vittoria con me, Beha,
Gomez, Kort e Pons.Cordialmente.”
Antonio Di
Pietro
Fonte: Blog Beppe Grillo, 24 Giugno 2007
http://www.beppegrillo.it/2007/06/linformazione_con_il_silenziatore.html
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