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Pensiamo che il lavoro dell’ACVC per lo sviluppo della Zona di Riserva
Contadina è una delle motivazioni centrali degli arresti dei dirigenti
dell’Associazione e mostra che c’è l’intenzione
da parte del governo di disarticolare il lavoro dell’ACVC. In questo
senso, ci puoi spiegare cos’è la Zona di Riserva Contadina,
qual è il percorso di lotta che c’è dietro e perché
il governo Uribe ha sospeso questo progetto?
Bene, la Zona
di Riserva Contadina è una figura giuridica stabilita dalla legge
160 del 1994.
Viene considerata come una piccola luce in mezzo a quest’oscurità
giuridica che sta favorendo gli interessi del latifondo, delle multinazionali
e dei megaprogetti: è una piccola luce di speranza che i contadini
della valle del rio Cimitarra hanno sostenuto e iniziarono a lavorare
per rispettare tutti i parametri stabiliti perché si costituisse
in ambito normativo e giuridico. Questo lavoro cominciò nel periodo
’98-2000. Questa figura inoltre dà la possibilità
ai contadini
di formalizzare le loro fattorie, i loro territori, in quanto nella valle
del fiume Cimitarra, in buona parte del sud del Bolívar e del nordest
di Antioquia, i territori occupati dai contadini sono giuridicamente illegali,
non c’è titolo su queste terre, sono zone di riserva forestale,
territori incolti che furono colonizzati senza nessun titolo. Quindi,
in primo luogo la Zona di Riserva Contadina formalizza la proprietà
della terra.
Altro punto importante è che questa figura preserva queste zone
dagli interessi del latifondo, in quanto regola la proprietà della
terra, la quantità di ettari, la quantità di territorio
che si può possedere, lo regola e così facendo frena molto
gli interessi del latifondo sul territorio.
Questa figura richiede inoltre un piano di sviluppo e di difesa dei diritti
umani. Che significa questo? Che i contadini nelle loro assemblee, nella
Junta de Accion Comunal, costruirono un piano di sviluppo in cui proponevano
quello di cui avevano bisogno, la loro concezione di sviluppo e di futuro
per la regione. Ovviamente era un’idea di una regione in pace, una
regione con centri di salute, una regione con centri educativi, con vie
di comunicazione, una regione con professori, una regione con medici,
una regione che garantisce i diritti umani ai suoi abitanti, una regione
dove si possano sostituire le coltivazioni di coca con progetti produttivi
che garantiscono un sostegno economico per i contadini che non così
più ricorrere alla coltivazione della coca.
Questa idea di regione si conformò all’interno di questo
piano di sviluppo integrale e di difesa dei diritti umani della Zona di
Riserva Contadina, e quando si approvò questa figura i governi
regionali e locali, erano obbligati per legge a rendere esecutivo questo
piano di sviluppo, di portarlo a compimento attraverso finanziamenti,
dando priorità a questo piano approvato dalle comunità,
includendolo nei piani di investimento e di sviluppo locale, così
come nei piani del governo.
Ovviamente questo piano di sviluppo si contrappone con gli interessi dei
grandi gruppi economici, dei megaprogetti, dei latifondisti, dei paramilitari,
dei narcotrafficanti che, come tutti sanno, sono nella regione, e naturalmente
cercano di disarticolare questo movimento sociale contadino che rivendica
la figura della Zona di Riserva Contadina, che rivendica la proprietà
della terra per i contadini e questo piano di sviluppo a beneficio della
comunità contadina.
Per
bloccare questo processo ricorrono a tutto quello che hanno in mano: operativi,
militari, paramilitari, assassini selettivi, assassini di contadini fatti
poi passare per guerriglieri, fumigazioni. Quella delle fumigazioni, infatti,
è una strategia che ha fallito nel senso dell’obiettivo che
si propone ovvero distruggere le coltivazioni di coca. Le statistiche
dicono infatti che per ogni ettaro di coca fumigata, vengono distrutti
quattro ettari di coltivazioni per l’alimentazione. Ciò obbliga
i contadini ad abbandonare le proprie terre perché gli manca il
cibo, il modo di sopravvivere. C’è quindi tutta una strategia
che mira a sfollare i contadini, di farla finita con le loro organizzazioni
di base, e dentro a questa strategia c’è anche l’uso
delle lobby politiche che fanno in modo che i governanti di turno, a partire
dai sindaci, siano contrari all’approvazione della Zona di Riserva
Contadina. E questo si ripercuote ai livelli più alti della scala
del potere, fino ad arrivare agli interessi del portavoce ufficiale dei
latifondisti e del paramilitarismo, che è in questo momento Alvaro
Uribe Verez. E lui, di fatto, fece pressione perché si sospendesse
la figura della Zona di Riserva Contadina.
questo più o meno è il contesto in cui si è creata
la Zona di Riserva Contadina, che è stata poi sospesa nel 2002.
- Alla fine di Giugno iniziò il primo incontro con il governo.
Uribe stesso chiese un incontro con l’ACVC e si accordò un
tavolo di trattativa per agli inizi di Luglio, quando si firmarono gli
accordi. Bene, andiamo a vedere quali sono gli antecedenti che portarono
Uribe a chiedere un incontro con l’ACVC quali sono i punti degli
accordi che si firmarono.
Bene, la goccia che ha fatto traboccare il vaso fu il gran numero di contadini
uccisi dall’esercito e poi fatti passare per guerriglieri. Uno dopo
l’altro.. uno dopo l’altro.. fino a che i contadini decisero
di mobilitarsi.
Inizialmente
crearono un rifugio umanitario alla Cooperativa, un piccolo villaggio
nel NordEst del dipartimento di Antioquia, nel municipio di Remedios,
alla frontiera con Yondò. Inizialmente i contadini si concentrarono
li, esigendo il rispetto alla vita e la garanzia per la permanenza in
questa regione dove vivono con il commercio della legna, l’estrazione
artigianale dell’oro, l’allevamento e il lavoro contadino.
Queste proteste però non hanno avuto eco nel governo e i contadini,
per difendere il loro diritto alla vita sono stati costretti ad andare
a Barrancabermeja, con l’appoggio, anche, dei contadini del Sud
del Bolìvar e della parte di Yondò. Li hanno
occupato un edificio di Ecopetrol (l’impresa petrolifera nazionale,
ndt). Cosa chiedevano concretamente i contadini? Innanzitutto rivendicavano
la Zona di Riserva Contadina. Ma anche il rispetto della vita, la difesa
dei diritti umani e ovviamente la rivendicazione di sempre ovvero maggiori
investimenti per le politiche sociali della regione e quindi nella salute
e nell’educazione, e la garanzia perché si possa lavorare
con tranquillità, per mantenere le proprie famiglie e le fattorie.
Quello che si esigeva sono cose basilari per qualsiasi essere umano. L’occupazione
di questo stabile coincise con una visita del presidente Uribe a Barrancabermeja.
Questo ha permesso un incontro tra le parti dove Uribe voleva informarsi
di quello che stava succedendo. È stata quindi presentata la situazione
dei contadini uccisi dall’esercito e fatti passare come guerriglieri,
della repressione contro i contadini e i dirigenti, contro il movimento
agrario della regione.
Si è parlato infine del problema delle fumigazioni con il glifosato.
Tutto è stato messo sul tavolo e si è concordato l’apertura
di un tavolo di trattative in cui avrebbero partecipato rappresentanti
del governo come il viceministro dell’Agricoltura, il direttore
di Acción Social. Questo tavolo di trattative era accompagnato
dalla Defensoria del Pueblo (organismo dello stato per la difesa dei diritti
umani, ndt), dal Programma di Sviluppo e Pace del Magdalena Medio, da
delegati della Fiscalia (organismo dello stato che amministra la giustizia,
ndt) per le indagini sui crimini commessi, e anche da delegati delle forze
armate.
Fondamentalmente gli accordi stabiliti in questa tavolo di trattative
riguardano la fine della sospensione della Zona di Riserva Contadina.
In che consiste questo processo per ottenere che venga tolta la sospensione?
innanzitutto l’attualizzazione delle informazioni che si hanno sulla
Zona di Riserva Contadina, approfondire di più l’ambito giuridico,
in quanto si ritiene un po’ debole l’argomentazione di fronte
all’importanza di questa figura.
In secondo luogo, la necessità di attualizzare le informazioni
dato che dal 2002 al 2007 è passato molto tempo, quindi c’è
la necessità di aggiornare le informazioni ad esempio sui progetti
produttivi sviluppati dall’ACVC, aggiornare il censo delle fattorie
e degli abitanti che ci sono nella Zona di Riserva Contadina. Questo come
primo passo per aggiornare i dati e ottenere la riapprovazione di questa
figura.
A causa della detenzione dei compagni del direttivo dell’ACVC, questo
processo però è stato bloccato. Consideriamo questo fatto
come una persecuzione politica il cui obbiettivo è quello di fermare
il lavoro per la riapprovazione della Zona di Riserva Contadina. D’ogni
modo come Associazione Contadina stiamo lottando per riprendere questo
processo in quanto sono accordi stabiliti e firmati.
Questo per quanto riguarda la Zona di Riserva. Ma gli accordi riguardano
anche altri punti. Ad esempio l’esercito si compromette
a dare istruzioni alle sue forze militari che fanno presenza nella regione
affinché si identifichino chiaramente, rispettino le comunità
e i beni dei civili. Il governo darà disposizioni per l’uso
responsabile di informanti e disertori. Questo è un problema che
si presenta spesso nelle regioni, dove disertori e informanti segnalano
e stigmatizzano le persone, ma, dato che sono pagati per questo, non hanno
nessuno scrupolo a segnalare chiunque, indiscriminatamente.
Un altro punto è che la Procuraduria (organismo statale per il
controllo del buon funzionamento delle istituzioni, ndt) e la Fiscalia
aprano delle indagini sui casi dei contadini uccisi dall’esercito
e fatti poi passare per guerriglieri. La Defensoria del Pueblo nominerà
dei difensori comunitari che facciano presenza permanente nella regione,
in quanto li non c’è una presenza di delegati istituzionali
che possano affrontare queste problematiche, o che siano testimoni delle
violenze che subisce la popolazione civile. Inoltre si approvò
la creazione di un funzionario, in accordo fra il governo e le comunità,
che faccia presenza permanente nella regione per poter costantemente informare
il governo di come è la situazione.
Inoltre, realizzare riunioni per seguire questi accordi. Dare garanzie
alle comunità e ai suoi leaders, cosa che comunque non sta avvenendo,
dato gli arresti dei dirigenti dell’ACVC.
E di fronte alle fumigazioni c’è un compromesso da parte
dell’Associazione e il Programma di Sviluppo e Pace del Magdalena
Medio per fare un inventario dei danni causati dall’ultima fumigazione.
L’ostacolo
forte che si è opposto a questo processo sono comunque gli arresti
di ottobre. Ad ogni modo, come Associazione Contadina, il nostro interesse
è quello di riprendere questo lavoro e continuare a lottare per
togliere la sospensione della Zona di Riserva Contadina. Questi sono gli
accordi e speriamo che non succeda come in altri casi di accordi fra governo
e contadini che vengono firmati e poi non rispettati. Continueremo a lavorare
tanto nel lavoro interno dell’Associazione, quanto nel lavoro sugli
accordi che si sono stabiliti
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