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INTERVISTA A FRANCO GOMEZ, ATTUALE PORTAVOCE DELL’ACVC

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- Pensiamo che il lavoro dell’ACVC per lo sviluppo della Zona di Riserva Contadina è una delle motivazioni centrali degli arresti dei dirigenti dell’Associazione e mostra che c’è l’intenzione da parte del governo di disarticolare il lavoro dell’ACVC. In questo senso, ci puoi spiegare cos’è la Zona di Riserva Contadina, qual è il percorso di lotta che c’è dietro e perché il governo Uribe ha sospeso questo progetto?

Bene, la Zona di Riserva Contadina è una figura giuridica stabilita dalla legge 160 del 1994.
Viene considerata come una piccola luce in mezzo a quest’oscurità giuridica che sta favorendo gli interessi del latifondo, delle multinazionali e dei megaprogetti: è una piccola luce di speranza che i contadini della valle del rio Cimitarra hanno sostenuto e iniziarono a lavorare per rispettare tutti i parametri stabiliti perché si costituisse in ambito normativo e giuridico. Questo lavoro cominciò nel periodo ’98-2000. Questa figura inoltre dà la possibilità ai contadini di formalizzare le loro fattorie, i loro territori, in quanto nella valle del fiume Cimitarra, in buona parte del sud del Bolívar e del nordest di Antioquia, i territori occupati dai contadini sono giuridicamente illegali, non c’è titolo su queste terre, sono zone di riserva forestale, territori incolti che furono colonizzati senza nessun titolo. Quindi, in primo luogo la Zona di Riserva Contadina formalizza la proprietà della terra.
Altro punto importante è che questa figura preserva queste zone dagli interessi del latifondo, in quanto regola la proprietà della terra, la quantità di ettari, la quantità di territorio che si può possedere, lo regola e così facendo frena molto gli interessi del latifondo sul territorio.
Questa figura richiede inoltre un piano di sviluppo e di difesa dei diritti umani. Che significa questo? Che i contadini nelle loro assemblee, nella Junta de Accion Comunal, costruirono un piano di sviluppo in cui proponevano quello di cui avevano bisogno, la loro concezione di sviluppo e di futuro per la regione. Ovviamente era un’idea di una regione in pace, una regione con centri di salute, una regione con centri educativi, con vie di comunicazione, una regione con professori, una regione con medici, una regione che garantisce i diritti umani ai suoi abitanti, una regione dove si possano sostituire le coltivazioni di coca con progetti produttivi che garantiscono un sostegno economico per i contadini che non così più ricorrere alla coltivazione della coca.
Questa idea di regione si conformò all’interno di questo piano di sviluppo integrale e di difesa dei diritti umani della Zona di Riserva Contadina, e quando si approvò questa figura i governi regionali e locali, erano obbligati per legge a rendere esecutivo questo piano di sviluppo, di portarlo a compimento attraverso finanziamenti, dando priorità a questo piano approvato dalle comunità, includendolo nei piani di investimento e di sviluppo locale, così come nei piani del governo.
Ovviamente questo piano di sviluppo si contrappone con gli interessi dei grandi gruppi economici, dei megaprogetti, dei latifondisti, dei paramilitari, dei narcotrafficanti che, come tutti sanno, sono nella regione, e naturalmente cercano di disarticolare questo movimento sociale contadino che rivendica la figura della Zona di Riserva Contadina, che rivendica la proprietà della terra per i contadini e questo piano di sviluppo a beneficio della comunità contadina.
Per bloccare questo processo ricorrono a tutto quello che hanno in mano: operativi, militari, paramilitari, assassini selettivi, assassini di contadini fatti poi passare per guerriglieri, fumigazioni. Quella delle fumigazioni, infatti, è una strategia che ha fallito nel senso dell’obiettivo che si propone ovvero distruggere le coltivazioni di coca. Le statistiche dicono infatti che per ogni ettaro di coca fumigata, vengono distrutti quattro ettari di coltivazioni per l’alimentazione. Ciò obbliga i contadini ad abbandonare le proprie terre perché gli manca il cibo, il modo di sopravvivere. C’è quindi tutta una strategia che mira a sfollare i contadini, di farla finita con le loro organizzazioni di base, e dentro a questa strategia c’è anche l’uso delle lobby politiche che fanno in modo che i governanti di turno, a partire dai sindaci, siano contrari all’approvazione della Zona di Riserva Contadina. E questo si ripercuote ai livelli più alti della scala del potere, fino ad arrivare agli interessi del portavoce ufficiale dei latifondisti e del paramilitarismo, che è in questo momento Alvaro Uribe Verez. E lui, di fatto, fece pressione perché si sospendesse la figura della Zona di Riserva Contadina.
questo più o meno è il contesto in cui si è creata la Zona di Riserva Contadina, che è stata poi sospesa nel 2002.

- Alla fine di Giugno iniziò il primo incontro con il governo. Uribe stesso chiese un incontro con l’ACVC e si accordò un tavolo di trattativa per agli inizi di Luglio, quando si firmarono gli accordi. Bene, andiamo a vedere quali sono gli antecedenti che portarono Uribe a chiedere un incontro con l’ACVC quali sono i punti degli accordi che si firmarono.

Bene, la goccia che ha fatto traboccare il vaso fu il gran numero di contadini uccisi dall’esercito e poi fatti passare per guerriglieri. Uno dopo l’altro.. uno dopo l’altro.. fino a che i contadini decisero di mobilitarsi.
Inizialmente crearono un rifugio umanitario alla Cooperativa, un piccolo villaggio nel NordEst del dipartimento di Antioquia, nel municipio di Remedios, alla frontiera con Yondò. Inizialmente i contadini si concentrarono li, esigendo il rispetto alla vita e la garanzia per la permanenza in questa regione dove vivono con il commercio della legna, l’estrazione artigianale dell’oro, l’allevamento e il lavoro contadino.
Queste proteste però non hanno avuto eco nel governo e i contadini, per difendere il loro diritto alla vita sono stati costretti ad andare a Barrancabermeja, con l’appoggio, anche, dei contadini del Sud del Bolìvar e della parte di Yondò. Li hanno occupato un edificio di Ecopetrol (l’impresa petrolifera nazionale, ndt). Cosa chiedevano concretamente i contadini? Innanzitutto rivendicavano la Zona di Riserva Contadina. Ma anche il rispetto della vita, la difesa dei diritti umani e ovviamente la rivendicazione di sempre ovvero maggiori investimenti per le politiche sociali della regione e quindi nella salute e nell’educazione, e la garanzia perché si possa lavorare con tranquillità, per mantenere le proprie famiglie e le fattorie. Quello che si esigeva sono cose basilari per qualsiasi essere umano. L’occupazione di questo stabile coincise con una visita del presidente Uribe a Barrancabermeja. Questo ha permesso un incontro tra le parti dove Uribe voleva informarsi di quello che stava succedendo. È stata quindi presentata la situazione dei contadini uccisi dall’esercito e fatti passare come guerriglieri, della repressione contro i contadini e i dirigenti, contro il movimento agrario della regione. Si è parlato infine del problema delle fumigazioni con il glifosato. Tutto è stato messo sul tavolo e si è concordato l’apertura di un tavolo di trattative in cui avrebbero partecipato rappresentanti del governo come il viceministro dell’Agricoltura, il direttore di Acción Social. Questo tavolo di trattative era accompagnato dalla Defensoria del Pueblo (organismo dello stato per la difesa dei diritti umani, ndt), dal Programma di Sviluppo e Pace del Magdalena Medio, da delegati della Fiscalia (organismo dello stato che amministra la giustizia, ndt) per le indagini sui crimini commessi, e anche da delegati delle forze armate.
Fondamentalmente gli accordi stabiliti in questa tavolo di trattative riguardano la fine della sospensione della Zona di Riserva Contadina. In che consiste questo processo per ottenere che venga tolta la sospensione?
innanzitutto l’attualizzazione delle informazioni che si hanno sulla Zona di Riserva Contadina, approfondire di più l’ambito giuridico, in quanto si ritiene un po’ debole l’argomentazione di fronte all’importanza di questa figura.
In secondo luogo, la necessità di attualizzare le informazioni dato che dal 2002 al 2007 è passato molto tempo, quindi c’è la necessità di aggiornare le informazioni ad esempio sui progetti produttivi sviluppati dall’ACVC, aggiornare il censo delle fattorie e degli abitanti che ci sono nella Zona di Riserva Contadina. Questo come primo passo per aggiornare i dati e ottenere la riapprovazione di questa figura.
A causa della detenzione dei compagni del direttivo dell’ACVC, questo processo però è stato bloccato. Consideriamo questo fatto come una persecuzione politica il cui obbiettivo è quello di fermare il lavoro per la riapprovazione della Zona di Riserva Contadina. D’ogni modo come Associazione Contadina stiamo lottando per riprendere questo processo in quanto sono accordi stabiliti e firmati.
Questo per quanto riguarda la Zona di Riserva. Ma gli accordi riguardano anche altri punti. Ad esempio l’esercito si compromette a dare istruzioni alle sue forze militari che fanno presenza nella regione affinché si identifichino chiaramente, rispettino le comunità e i beni dei civili. Il governo darà disposizioni per l’uso responsabile di informanti e disertori. Questo è un problema che si presenta spesso nelle regioni, dove disertori e informanti segnalano e stigmatizzano le persone, ma, dato che sono pagati per questo, non hanno nessuno scrupolo a segnalare chiunque, indiscriminatamente.
Un altro punto è che la Procuraduria (organismo statale per il controllo del buon funzionamento delle istituzioni, ndt) e la Fiscalia aprano delle indagini sui casi dei contadini uccisi dall’esercito e fatti poi passare per guerriglieri. La Defensoria del Pueblo nominerà dei difensori comunitari che facciano presenza permanente nella regione, in quanto li non c’è una presenza di delegati istituzionali che possano affrontare queste problematiche, o che siano testimoni delle violenze che subisce la popolazione civile. Inoltre si approvò la creazione di un funzionario, in accordo fra il governo e le comunità, che faccia presenza permanente nella regione per poter costantemente informare il governo di come è la situazione.
Inoltre, realizzare riunioni per seguire questi accordi. Dare garanzie alle comunità e ai suoi leaders, cosa che comunque non sta avvenendo, dato gli arresti dei dirigenti dell’ACVC.
E di fronte alle fumigazioni c’è un compromesso da parte dell’Associazione e il Programma di Sviluppo e Pace del Magdalena Medio per fare un inventario dei danni causati dall’ultima fumigazione.
L’ostacolo forte che si è opposto a questo processo sono comunque gli arresti di ottobre. Ad ogni modo, come Associazione Contadina, il nostro interesse è quello di riprendere questo lavoro e continuare a lottare per togliere la sospensione della Zona di Riserva Contadina. Questi sono gli accordi e speriamo che non succeda come in altri casi di accordi fra governo e contadini che vengono firmati e poi non rispettati. Continueremo a lavorare tanto nel lavoro interno dell’Associazione, quanto nel lavoro sugli accordi che si sono stabiliti

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