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PRIMO
MAGGIO, FESTA DEI LAVORATORI
Carrara 1°maggio 2008
Come tutti gli anni dal dopoguerra ad oggi gli anarchici carraresi organizzano
lo storico primo maggio anarchico.
Partiamo all’alba da Bologna per arrivare in tempo, dopo tre ore
di viaggio, ad ascoltare i primi interventi della piazza. Dopo i saluti
iniziali, l’intervento di Raffella
del locale circolo anarchico Germinal spiega come quest’anno il
comune non abbia voluto concedere il palco, da sempre ritenuto fra l’altro
inagibile, perché utilizzato dal sindaco e dai sindacati confederati
per un evento in un paesino poco distante, organizzato senza preavviso,
rispetto alla storicità dell’appuntamento anarchico. E quindi
quest’anno gli interventi si faranno da un piccolo e traballante
palco autoprodotto che non toglie sicuramente valore all’iniziativa,
ma la ravviva per quella forza ed entusiasmo per l’autorganizzazione.
Segue l’intervento di Giovanni
Pedrazzi dei Cobas Marmo di Carrara che sottolinea la fondamentale
importanza di una lotta sindacale che si ponga fuori e ripudi le logiche
di asservimento del sindacalismo confederale e rivendichi l’azione
diretta come fulcro del suo agire politico, declinando così il
pensiero del sindacalista anarchico Alberto
Meschi, di cui ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario
dalla morte.
L’intervento di Francesco
“Fricche” della Federazione Anarchica Italiana e del gruppo
Cafiero di Roma conclude questo primo momento di piazza del primo maggio
carrarese. E nel mettere in luce il disastro e l’inconsistenza della
politica rappresentativa, della logica della delega e della rappresentanza
partitica, esalta i valori dell’autorganizzazione e della responsabilità
individuale, valori sostenuti, praticati e difesi da tutti i libertari.
Alla fine degli interventi, quando la piazza è ormai gremita da
centinaia di persone si snoda per le vie della città un corteo.
Intonando gli storici canti dell’anarchismo italiano facciamo tappa
presso le lapidi e i monumenti che ricordano eventi e personaggi della
storia del movimento operaio locale, e non solo. Vengono deposte corone
di fiori e nastri rosso-neri sulla lapide posta presso l’ex caserma
Dogali a memoria della repressione dei moti anarchici della lunigiana
del 1894, sul monumento ad Alberto Meschi, sulla lapide in onore di Giordano
Bruno, sul monumento di marmo che ricorda la vigliacca esecuzione di Sacco
e Vanzetti per mano del governo Statunitense.
Il corteo si conclude presso le lapidi in ricordo dei lavoratori morti
delle cave di marmo e dell’anarchico catalano Francisco Ferrer,
poste in piazza Alberica che per gli anarchici carraresi resterà
sempre piazza Gino Lucetti, come si chiamava tempo fa, in onore dell’anarchico
avenzino che l’11 settembre 1926 attentò alla vita di Mussolini.
Quello di Carrara resta ancora oggi un primo maggio vivo ed emozionante,
un primo maggio di contenuti e ricordi, un primo maggio che attraversa
le lotte sindacali di base. Un primo maggio che non vuole festeggiare
il lavoro che uccide, denigra e ricatta l’individuo, ma che festeggia
e ricorda gli individui che insieme lottano per una vita degna di essere
vissuta.
ASCOLTA GLI INTERVENTI
AUDIO DI
>Raffaella
- gruppo Germinal di Carrara
>Giovanni
Pedrazzi - Cobas Marmo Carrara
>Francesco
"Fricche" - Federazione Anarchiaca Italiana e Gruppo Cafiero
di Roma
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LA GALLERIA FOTOGRAFICA
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