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SCENE
DI GUERRA
Sembrano avere
doti da scenografi i militari del battaglione Calibio della 14° Brigata
dell’esercito colombiano.
Nei
sei omicidi commessi tra il settembre 2006 e il marzo 2007 sono accusati
dai contadini della regione del Nord-Est di Antioquia di avere catturato
contadini innocenti e averli assassinati nel mezzo della foresta, inscenando
infine un combattimento con la guerriglia con morti (della guerriglia)
sul campo. I contadini che ho incontrato conoscevano bene le persone uccise,
mi raccontano del loro lavoro, dell’impegno nell’organizzazione
delle comunita’. Mi raccontano del giorno in cui sono stati catturati
dall’esercito: a casa, mentre lavoravano, di ritorno verso la famiglia.
Ci sono testimoni oculari, famiglie, comunita’ pronte a dimostrare
con fatti che i contadini uccisi non erano affatto guerriglieri e che
sono stati catturati all’interno delle comunita’ o durante
il lavoro.
Fin dal primo contadino ucciso le comunita’ hanno cominciato a denunciare,
con percorsi legali e di fronte all’opinione pubblica, l’infondatezza
delle tesi dell’esercito.
Ma perche’ il Battaglione Calibio continua a rivendicare questi
assassini come guerriglieri morti in battaglia pur di fronte ad una sempre
piu’ schiacciante evidenza dei fatti?
Sicuramente l’obiettivo principale e’ quello di instaurare
una situazione di tensione altissima nella regione che faccia crescere
una situazione di invivibilita’ e di paura tra le comunita’.
Una situazione in cui e’ l’esercito stesso a mostrare la sua
faccia dura e criminale, senza ricorrere all’uso di gruppi paramilitari,
come a dimostrare che le stesse istituzioni militari e politiche (vedasi
le repliche difensive e giustificanti del colonnello Segura Manonegra
e del Ministero della Difesa) consensuano all’instaurarsi di questa
situazione di tensione e paura. Il risultato di tutto cio’ e’
stato l’allontanamento massivo degli abitanti di una parte della
regione con la conseguente costituzione del Rifugio Umanitario della Cooperativa.
In questo momento quindi centinaia di ettari di foreste e terreni coltivati,
appartenenti alle comunita’ contadine del Nord-Est di Antioquia
(precisamente le comunita’ di Ojos Claros e Dos Quebradas) sono
totalmente abbandonate.
E’ possibile quindi che l’obiettivo profondo dell’istaurarsi
di questa situazione di tensione rivendicata dallo stesso esercito e sostenuta
dalle istituzioni politiche sia quello di liberare le terre dai contadini.
Proprio quelle terre che lo stato ha gia’ concesso per l’estrazione
di risorse minerarie all’impresa Kedhada filiale della multinazionale
Anglogold Ashanti. Secondo una nota della segreteria generale della Direzione
della Titolazione e della Fiscalizzazione Mineraria del dipartimento di
Antioquia sono state concesse alla suddetta impresa 25.481 ettari nei
municipi di Segovia e Rimedios. La nota non specifica i confini precisi
di quest’area. Si parla di aree libere e concedibili. Molto probabilmente
sono aree dove da decenni si sono installate comunita’ di contadini
come quelle del Nord-Est di Antioquia, nel municipio di Remedios, che
da piu’ di vent’anni, abitano, lavorano e si costruiscono
quotidianamente una vita degna tra queste meravigliose montagne.
Se quindi l’obiettivo principale e profondo della violenza dell’operativo
militare e’ quello di dimostrare alle comunita’ contadine
che l’esercito e’ in grado di gestire come vuole la forza
per indurli all’allontanamento dalle loro terre, potrebbe esserci
un’ulteriore giustificazione nella reiterata simulazione di un combattimento
contro i ribelli per giustificare l’omicidio di un contadino.
La
Colombia, con l’aiuto degli Stati Uniti, sta investendo fondi enormi
nella lotta contro la guerriglia delle Farc e dell’ELN. Soldi che
si trasformano principalmente in armi (che la Colombia compra negli USA
restituendo nelle loro casse i soldi prestati!) e nuove attrezzature,
ma anche in incentivi economici ai battaglioni impegnati in prima linea.
Uccidere
un guerrigliero in battaglia significa essere impegnati in prima linea,
significa essere un battaglione fieramente impegnato nella lotta al terrorismo
e per questo si ricevono incentivi economici. Soldi nelle tasche dei militari.
Spesso pero’ e’ difficile andare a caccia di guerriglieri
per le montagne, tra le impervie foreste colombiane, dove i guerriglieri
si nascondono e si difendono. Spesso ci sono solo contadini, indifesi,
per chilometri e chilometri.
Max Valenti
Bogota’ 5 maggio 2007
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