Archive for the ‘azione diretta’ Category

Prigionieri anarchici cominciano sciopero della fame

Tradotto dal Blog per Mario Gonzales

Ai mezzi d’informazione indipendenti
Ai popoli del mondo
Alle e agli oppressx

Spinti da un sentimento di ribellione, un dichiarato rifiuto e un vero e proprio ripudio verso tutti i meccanismi di controllo, fra cui il sistema penitenziario, noi, individui anarchici e libertari, nella condizione di prigionieri sequestrati dallo Stato messicano abbiamo deciso esercitare uno dei pochi strumenti di lotta di cui ci possiamo avvalere dal carcere: lo sciopero della fame a cominciare da oggi, 1 ottobre, a un anno dagli arresti del 2 ottobre 2013, a 10 mesi dal sequestro di Fernando Bárcenas e a 9 mesi da quello di Amelie, Carlos e Fallon.

Secondo noi lo sciopero della fame non è un segno di debolezza e non vogliamo nemmeno cadere nella vittimizzazione, al contrario lo facciamo nostro come un’alternativa di lotta che consideriamo propizia per agire in una logica di protesta e non sottomissione all’incarcerazione dei nostri corpi e per (reagire) alll’umiliazione, isolamento e frustrazione che significa stare rinchiusi in questi centri di terrore.
Abbiamo optato per passare all’azione invece di accettare il carcere come qualcosa di “normale”. Read the rest of this entry »

QUELLO CHE STAGNA MARCISCE

Per chi ha deciso passare dalla parola all’agire insurrezionale e ha deciso portarlo in tutti gli ambiti della vita laddove sia necessario, diviene prioritario l’entrare in continue riflessioni e così ri-pianificare una, un’altra e ancora un’altra volta i propri pensieri, strumenti e strategie di lotta. Questo per non ricadere in dinamiche passive che risultano sterili e controproducenti all’ora dell’attacco.

Da lì la nostra necessità di riprendere temi importanti che, non considerandoli come qualcosa di immobile, dobbiamo sempre mettere a dibattito e in discussione.

E per questo mi do il compito, a titolo personale e in maniera umile, di ripensare ciò che intendo per informalità e anarco-insurrezionalismo -brevemente- con la intenzione di (coinvolgere) chi si possa sentire identificato dal proprio posto a poter contribuire e dare maggior profondità e dibattito. Allo stesso tempo, fare una piccola critica a quelle correnti anarchiche che si sono impegnate a trattarci come “piromani senza idee”.

In giro per il mondo si continuano a generare conflitti e tensioni da parte di compagnx anarchicx contro il complesso apparato di dominazione, che non smettono di ispirare a chi siamo nella stessa lotta, cercando di estendere e generalizzare il conflitto in un modalità di attacco deciso e distruttivo. Lo sforzo dei e delle compagne che decidono mettere in pratica i propri progetti basati sulla coerenza di teoria/pratica e pratica/teoria (intendendo che si completano l’una con l’altra) deve essere preso in considerazione, non lasciandolo nel dimenticatoio e mettendolo a dibattito e in discussione in maniera critico-costruttiva, cercando di apprendere dai risultati e dagli errori, per poi passare al campo di battaglia: la guerra sociale. Read the rest of this entry »

Aggiornamenti sul caso di Amelie, Fallon e Carlos, sequestratx nelle carceri di Città del Messico

La sera del 5 gennaio 2014, verso le 22.30, avviene un attacco simultaneo al Ministero di Comunicazioni e Trasporti e a una concessionaria Nissan, nella zona sud di Città del Messico. In seguito a questi fatti vengono arrestate tre persone, due ragazze canadesi, Amelie Pelletier e Fallon Poisson e un compagno messicano, Carlos Lopez, detto “il Chivo”.

Inizialmente interviene la Procuraduria General de Justicia (PGJ), ente del governo locale di Città del Messico, che li detiene e successivamente gli da una cauzione di 150000 pesos messicani (circa 8000 euro per persona) per scarcerarlx. Pero, al momento di pagare la cauzione, interviene la Procuraduria General de la Republica (PGR), ente federale, che dichiara incompetente la PGJ e prende il mano il caso.

Dopo 48 ore la PGR, non avendo elementi concreti, gli affibbia l’accusa di Delinquenza Organizzata, al solo scopo di mantenerlx in stato di fermo per prolungare i tempi dell’indagine, e lx trasferisce in un Centro de Arraigo1, intanto che vengono portati avanti i due procedimenti legali, quello locale e quello federale.

Passati i 40 giorni dell’Arraigo, la PGJ dichiara di non avere prove contro i ragazzi e li farebbe uscire ma interviene ancora una volta la PGR, questa volta accusandoli di Danno Aggravato e Attacco alla Pace Pubblica.

Le ragazze vengono così trasferite al carcere femminile di Santha Marta e Carlos al Reclusorio maschile Oriente. Da questo momento in avanti comincia un lungo e complicato processo legale, che vede da una parte le autorità locali di Città del Messico e dall’altra quelle federali contro i compas. Read the rest of this entry »

PRIGIONI MESSICANE. Nuovo testo del compa Carlos López “Chivo”

Tradotto da CONTRAINFO

Comincio questa lettera mandando un saluto sincero ai compagni e compagne che sono all’esterno di questo muro, sperando che nei vostri cuori continui a battere all’unisono il ritmo della ribellione e che si rifletta nelle azioni quotidiane.

La scorsa settimana ho ricevuto con gran piacere un piccolo pensiero che previamente i compas mi avevano anticipato. Nel mezzo della monotona e pesante vita quotidiana del carcere uno si aspetta che succede “qualcosa” fuori dalla routina ed è per questo che più o meno alla ora segnalata ho cominciato a guardare fissamente il cielo ed il saluto è arrivato in forma di fuochi d’artificio. In ognuno dei fuochi che scoppiava ho potuto sentire il vostro saluto e affetto. È stato impossibile vederli fisicamente, però li ho sentiti talmente vicini, che in quel momento ho potuto sentirmi complice con la vostra azione/solidarietà e sono riuscito a immaginare le vostre faccie storte e sorridenti, burlandovi di qualsiasi rischio; e a riguardo mi è chiaro che quando una compagna o un compagno sono sequestratx dalla stato, la lotta si estende ad entrambi i lati, dentro e fuori delle mura e, secondo le possibilità, si può attaccare in ogni lato nelle forme più funzionali alla lotta (qui chiarisco che parlando di attacco non mi riferisco solo al distruggere qualcosa di materiale, ma anche alla disobbedienza iconoclasta dell’imposto dentro un sistema). Read the rest of this entry »

“Sognare ad occhi aperti”. Scritto di Carlos Lopez, el Chivo.

Tradotto da PublicacionRefractario

Oggi mentre aspettavo lo scorrere della lista da parte del mio carceriere ho cominciato a gustarmi una barra di cioccolato amaro.

Durante il tempo in cui la marionetta-custode compiva la sua routine ho chiuso gli occhi e ho cominciato a sognare ad occhi aperti; sono potuto uscire per un momento da questa realtà e mi sono immaginato libero e leggero, forte e deciso, con il petto gonfio di amore e desiderio di un mondo nuovo organizzato in un’altra maniera, funzionale per tuttx senza importare il genere nè l’aria geografica dove ci è toccato nascere e dove una barriera di cemento o filo spinato non interferisce nella fratellanza umana e non limita il libero transito di tuttx gli individui da una parte all’altra. Un mondo di persone autonome e libere da sè stesse, orizzontali, relazionate in una forma non competitiva ma invece secondo principi basici e fondamentali come il mutuo appoggio e la solidarietà.

Immagina un posto dove un sorriso valga di più di una fottuta opportunità di “progredire” (l’avanzamento di pochi in cambio del retrocesso di molti), dove tuttx gli individui si riconoscano capaci di prendere il controllo della propria vita e cosi avere la capacità di organizzarsi con i propri uguali per formare relazioni sociali senza strutture di potere. Read the rest of this entry »

Con la testa alta (pronto) per quello che venga! Carlos López “Chivo”

Tradotto da Cruz Negra Anarquista Mexico

Cari amici, amiche, compagnx, scrivo con l’animo di salutarvi mandando un caloroso abbraccio a ognunx mi possa leggere e allo stesso tempo per condividere con voi alcune cose, cercando di “non far contentx” nessunx e forse con la voglia di generare un dibattito.

Vorrei dirvi che sto bene, però potrei esserlo vivendo nel carcere/società in cui ci troviamo tuttx? Mi sembra più adeguato dire che sto “normale”. Ebbene inizio questo comunicato, però perché scrivere un comunicato pubblico? Considero che è importante conoscere la situazione dei/delle nostre prigionierx (o dei/delle prigionierx come li si vogliano chiamare), come si sentono, come vivono l’incarceramento, anche perché altrimenti succede che mediaticamente si tergiversa l’informazione, si confondano le cose o incluso si diffondano menzogne -missione quasi esclusiva dei mezzi di comunicazione commerciali- e anche che alcuna gente diffonde informazioni in internet senza avere la sicurezza di quello che scrive.

I/le libertarie ci avvaliamo dei nostri mezzi, quelli alternativi, quelli che seguono da vicino la situazione dei e delle compagne recluse e informano pubblicamente; però allo stesso modo è importante che sia lo/la stessx prigionierx a manifestare il proprio sentire/situazione. Read the rest of this entry »

(Español) Actualizacion sobre el caso 5E

Una entrevista donde nos explican los detalles del caso de las compañeras canadienses Amelie y Fallon y del compa Carlos, presxs desde el 5 de Enero y acusadxs de los ataques a la Secretaria de Comunicacion y Transporte y a una concesionaria de la Nissan.

Hay un conflicto entre PGJ a nivel local y la PGR a nivel federal. A parte la falta de pruebas, las iregularidades judiciales y el claro montaje en contra de lxs compas, lo que es paradojico es que las dos acusaciones (local y federal) se contradicen…pues se les acusa de estar en dos lugares al mismo tiempo y si es cierto que lxs anarquistas lo podemos todo, todavia no hemos desarollado el don de la ubiquidad.

Al momento lxs compas siguen presxs en el Reclusorio Oriente (Carlos) y en Santa Martha Acatitla (Amelie y Fallon) en espera de las sentencias.

Para escribirles:

Reclusorio Preventivo Oriente

Carlos López Marín

Calle Reforma #50

Col. San Lorenzo Tezonco,

Deleg. Iztapalapa

C.P. 09800

Centro Femenil de Reinserción social Santa Martha Acatitla

Amélie Trudeau / Fallon Rouiller

Calzada Ermita

Iztapalapa No 4037

Colonia Santa Martha Acatitla

Delegación Iztapalapa

C.P. 09560

Messico: Termina il processo ai tre del 5E. Si aspetta la sentenza

Tradotto dalla pagina della Cruz Negra Anarquista Mexico

Lunedì 16 giugno si è realizzata la ultima udienza del processo contro Amelie, Fallon e Carlos, i tre anarchici arrestati lo scorso 5 gennaio e accusati di danni e attacchi alla pace pubblica. Per adesso giuridicamente c’è da aspettare il termine delle conclusioni degli avvocati e dei giudici e posteriormente che ci sia la sentenza nel processo locale che affrontano i e le nostre compagne. Per quanto riguarda il processo federale, mercoledi 25 ci sarà la seguente audienza. Sebbene ci siano tempi stipulati per le due prossime tappe del processo, sappiamo che i giudici possono dilatare i tempi della sentenza. È importante continuare a mostrare la nostra solidarietà con i compagni e le compagne secuestratx dallo stato. Libertà per Tuttx!

Intervista Croce Nera Anarchica Messico Parte3

In questa terza ed ultima parte dell’intervista, i due compagni della Croce Nera Anarchica Messico ci raccontano il caso di Fernando Bárcenas Castillo, un ragazzo arrestato lo scorso dicembre dopo una manifestazione di protesta contro l’aumento della tariffa del metro. Fernando è accusato, insieme ad un ragazzo e una ragazza minorenni, di Attacco alla Pace Pubblica e Associazione a Delinquere per aver presuntamente bruciato l’enorme albero che Coca Cola aveva innalzato fra Insurgentes e Reforma, due delle principali arterie cittadine. I due minorenni sono stati scarcerati ma non Fernando`che resta in attesa della sentenza.

Successivamente ci parlano di un altro caso quello del 5 gennaio 2014, per cui vengono arrestate due compagne canadesi, Amelie e Fallon, e un compagno messicano, Carlos. Sono accusati di un attacco messo in atto contro il Ministero dei Trasporti e Comunicazione e una concessionaria Nissan. I tre vengono inizialmente trattenuti dal Tribunale locale di Città del Messico per presunte accuse di Danni alla Proprietà, ma poi vengono prelevati dalle autorità federali e trasferiti in un Centro di Arraigo, accusati di Terrorismo e Sabotaggio. L’arraigo ‘è una figura controversa a livello mondiale, perchè si tratta della possibilità per le autorità messicane di trattenere sequestrata una persona, senza comunicazioni con l’esterno, per un periodo di massimi 40 giorni, in cui si svolgono le indagini. Questa figura si applica nei casi di reati gravi, che hanno a che vedere con la delinquenza organizzata e che passano sotto la giurisdizione delle autorità federali. Read the rest of this entry »

Intervista Croce Nera Anarchica Mexico Parte2

Questa è la seconda di tre parti di un’intervista con due militanti della Croce Nera Anarchica, sulla situazione repressiva che si sta vivendo a Città del Messico, in particolar modo dal primo dicembre 2012 quando torna al potere il PRI. Quello stesso giorno, una manifestazione di rifiuto verso il nuovo presidente Enrique Peña Nieto, viene fortemente repressa lasciando il saldo di un morto, il compagno Francisco Kuy Kendall, un altro che perde un occhio, Uriel Sandoval, e una’altra persona tuttora scomparsa, Teodulfo Torres detto El Tio, oltre a un gran numero di arresti.

In questo secondo audio spiegano l’importanza di date quali il 2 ottobre e il 10 giugno per il movimento messicano, in particolare quello studentesco. In queste giornate la gente si organizza e scende in strada per commemorare gli anniversari di due terribili massacri, quello di Piazza Tlatelolco del 2 ottobre ’68 e quello del 10 giugno ’71, conosciuto come El Halconazo.

Queste due manifestazioni sono storicamente caratterizzate da scontri e arresti però, a partire dal 2003, il GDF (Governo di Città del Messico) comincia a puntare la sua attenzione sugli anarchici. Il culmine si tocca nel 2009, periodo in cui comincia una serie di arresti arbitrari verso specifici gruppi di compagni, accusati di reati, chiaramente inventati, ma per cui vengono mantenuti per mesi in stati d’arresto.

 Ci raccontano della nuova strategia repressiva inaugurata durante la manifestazione del 1 settembre 2013, giorno in cui Peña Nieto presenta i risultati dei suoi primi mesi di governo. Questa strategia include: spiegamento di un operativo poliziesco esagerato, provocazione continua e selettiva verso anarchici e libertari, pestaggi a persone che poi vengono abbandonate ore dopo in altre parti della città, dispersione territoriale degli arrestati e dilatazione dei tempi processuali complicando così le azioni di solidarietà e richiesta di cauzioni esorbitanti per la scarcerazione in attesa dei processi.

Uno dei casi emblematici di questa “nuova” onda repressiva è quello di Jorge Mario González García, arrestato prima della manifestazione del 2 ottobre 2013 su un autobus e mantenuto ingiustamente in arresto con l’accusa di attacco alla pace pubblica. La giudice inizialmente ha negato a Mario la libertà su cauzione, considerandolo un individuo inaffidabile che sarebbe potuto scappare. Mario inizia un sciopero della fame che dura 56 giorni e che decide di interrompere solo per gravi complicazioni alla salute. Successivamente è sentenziato a 5 anni e 9 mesi contro questa condanna ingiusta  è stato fatto ricorso.

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