Archive for the ‘musica’ Category

Intervista a Carlos Lopez “Chivo”

Pubblicato il 4 ottobre da Radio Regeneracion.

Un paio di settimane fa ci siamo scritti con Carlos che ha risposto alle nostre domande.

Ciao compagno, come stai?

-Sono tranquillo senza che questo voglia dire che sono caduto nella rassegnazione che provoca l’accettare la realtà dell’incarceramento e la passività di essere un prigioniero, uno fra tanti. Fisicamente sto bene, faccio un pò di ginnastica che è fondamentale per non cadere in inutili depressioni, anzi credo che la ginnastica possa controllare alcune frustrazioni represse; mi aiuta a farmi sentire meglio e inoltre mi fa rafforzare il corpo e camminare con sicurezza dentro una gabbia per animali dove uno non sa mai quello che può succedere. El “pescar” un infezione intestinale è qualcosa di normalissimo qua dentro, dovuta al “rancho” (cibo collettivo) che danno a noi prigionieri che in alcuni casi fa schifo e ha un brutto aspetto mentre in altre non si riconosce nemmeno di cosa si tratta, nè dall’odore, nè alla vista. E questa fa sì che io, da buon mangiatore di “rancho”, sappia da dove provengono tali infezioni che vengono di tanto in tanto.

Allo stesso modo, l’acqua potabile da bere non è molto buona nonostante ci siano due filtri di purificazione che sicuramente servono a filtrare l’acqua però il risultato non è dei migliori. L’acqua del rubinetto è sporca e credo che dipenda dalla zona in cui siamo (Iztapalapa) dove esce cosi dappertutto, a parte il fatto che – evidentemente – per l’istituzione noi prigionieri valiamo molto poco e non si preoccupano per l’igiene delle tinozze. Così è dalla combinazione di cibo e acqua che si producono le infezioni che dicevo. Read the rest of this entry »

Posted: ottobre 9th, 2014
at 7:32 by prox

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(Español) VIDEOS Aniversario Cheran K’eri

Entrevista con Geronimo, uno de lxs integrantes de Radio Fogata, que trasmite desde el municipio en resistencia.

 

Video de algunas de las actividades de los dias 12-15 de Abril 2014 en Cheran K’eri, por el tercer aniversario del levantamiento en contra de gobiernos coruptos y crimen organizado.

 

Testimonios de algunas de las esposas y familias de los desaparecidos en Cheran durante la temporada antecedente y postuma al levantamiento, del 15 abril 2011.

 

Concerto de la orquestra familiar Media Luna de Morelia.

(Español) Mumia Abu-Jamal cumple 60 años

Articulo, Audio y Foto: Nomads/La Pirata

AUDIOS de la jornada

FOTO del #Festival Free Mumia 

El 24 de abril 2014 el preso político afroamericano Mumia Abu-Jamal ha cumplido 60 años, 32 de los cuales pasados en las asquerosas cárceles de Estados Unidos.

Mumia fue detenido el 9 diciembre 1981, acusado de haber asesinado un policía en Filadelfia y desde aquel momento, condenada a muerte, trascurrió’ su condena en aislamiento. Solo en 2011, también gracias a la presión internacional, la pena de muerte fue revocada y trasmutada en cadena perpetua.

El delito real por el que Mumia esta secuestrado todos estos años es por ser periodista y escritor, una voz y una pluma que siempre han estado al servicio de lxs de abajo y que, en el concreto, acompañaron el movimiento de las Panteras Negras y de MOVE.

El caso de Mumia es simbólico de la situación que viven las comunidades afroamericanas en Estados Unidos y la mayoría de lxs presxs que llenan sus penales. Racismo, delitos fabricados, abusos policiales, encubrimiento de las autoridades judiciales y de los gobiernos local, estatal y federal.

Mumia siempre ha tenido una relación especial con México. En sus análisis y escritos a menudo se toma en cuenta el panorama mexicano, desde el zapatismo hasta el levantamiento de Oaxaca, pasando por Atenco.

Voces solidarias por Mumia desde la embajada gringa del DF

En los días del 21 al 26 de abril, en la Ciudad de México se ha organizado el #FestivalFreeMumia, una semana de actividades y acciones en distintos puntos de la ciudad, terminando el sábado 26 en un mitin fuera de la embajada gringa, para exigir una vez mas, la libertad inmediata de Mumia Abu-Jamal.

¡Nadie sera’ realmente libre hasta que no lo seamos todxs!

Giù le mani da Rino Gaetano

“Anche i morti non saranno al sicuro dal nemico, se egli vince”, scriveva Walter Benjamin nel 1940 di fronte all’invasione nazista dell’Europa. L’aforisma pare valido ancora oggi perché i neofascisti perdono il pelo, ma non il vile vizio di mettere le mani addosso anche ai morti.
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Posted: luglio 24th, 2009
at 8:24 by ironriot

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CIAO IVAN!

Questa notte intorno alle 1.30 è morto improvvisamente Ivan Della Mea, all’Ospedale San Paolo di Milano dove era stato ricoverato d’urgenza dopo un malore. Aveva 68 anni, era nato a Torre Alta di Lucca nel 1940. Viveva a Milano con la sua compagna Clara Longhini e aveva due figli, Sara e Pietro. Da tempo aveva problemi di salute. Impossibile dire nelle poche righe di un comunicato la vita e la storia di Ivan Della Mea. Forse basta solo ricordare quello che aveva fatto in questo ultimo scorcio di vita: aveva ideato una ricerca con l’ARCI di Firenze sulla storia della case del popolo; il 25 aprile aveva suonato per la Festa della Liberazione a Fosdinovo (Carrara) dai compagni degli Archivi della Resistenza; era stato a Sesto Fiorentino all’Istituto Ernesto de Martino, che aveva diretto per
13 anni, per la conferenza stampa della rassegna InCanto; il 12 maggio aveva presentato l’ultimo numero della rivista “il de Martino”, ad Acquanegra sul Chiese, paese natale di Gianni Bosio; il 28 maggio aveva suonato a Brescia per ricordare la strage di Piazza della Loggia; sabato 30 maggio era stato con Paolo Pietrangeli e Paolo Ciarchi a Montevarchi a cantare per il ’68; il 3 giugno aveva scritto un appello al voto per Rifondazione comunista; venerdì 12 giugno il suo ultimo articolo su “il Manifesto” dal titolo “Brucia compagno brucia”. Pochi mesi fa Ala Bianca aveva distribuito una “Antologia” con molte delle sue canzoni più belle ed è appena uscito per la Jaka Book l’ultimo libro di Ivan Della Mea, la sua autobiografia: “Se la vita ti dà uno schiaffo”, il racconto della sua infanzia e la storia della sua famiglia, un testo di grande spessore narrativo e di forte impatto emotivo. Una dura resa dei conti con la vita e con la morte che suona, purtroppo, come l’epitaffio nella vita di un grande artista e di un grande compagno comunista.

Posted: giugno 15th, 2009
at 7:53 by ironriot

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