Archive for the ‘presxs politicxs’ Category

Nuova sentenza per Abraham Cortés: cade l’accusa di tentato omicidio.

Tradotto da CRUZ NEGRA ANARQUISTA MEXICO

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto la notizia che al compagno Abraham Cortés è stata data una nuova sentenza per il giudizio che affronta dal 2 ottobre 2013. Ricordiamo che Abraham è l’unica persona che continua ad essere prigioniero per i fatti di quella giornata. Abraham affrontava un’accusa di omicidio, con la supposizione di aver lanciato delle molotov verso gli schieramenti dei poliziotti antisommossa. Oltra ad un’altra accusa per attacco alla pace pubblica in gruppo. Per queste accuse il compagno era stato sentenziato a 13 anni e 4 mesi di carcere; ma nei giorni scorsi arriva una nuova sentenza, in seguito al ricorso portato avanti. La nuova sentenza del compagno è di 5 anni e 9 mesi per il reato di attacco alla pace pubblica in gruppo, venendo meno l’accusa di tentato omicidio. Non c’è dubbio che si tratta di una buona notizia, però questo non significa che riconosciamo (nella sentenza) un’azione di giustizia del sistema giuridico-carcerario messicano. Sappiamo perfettamente che questo sistema non ci darà mai giustizia e se adesso mollano un poco la presa non dimentichiamo che il compagno continua ad essere prigioniero e intanto che lui ed altre migliaia di persone che attualmente popolano le prigioni continuano ad essere dietro queste mura, continueremo a combattere… ¡Per la libertà di tuttx! ¡Giù le mura delle prigioni! Cruz Negra Anarquista México

Posted: aprile 10th, 2015
at 11:26 by prox

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Liberatx compagnx del Chanti Ollin

Ripreso da Regeneracion Radio

9 gennaio 2015. I 9 arrestatx durante lo sgombero del Chanti Ollin del 7 gennaio sono statx liberatx pagando la cauzione che gli era stata accollata dal Ministero Pubblico per le accuse di oltraggio alle autorità e resistenza.

I compagni e le compagne del Chanti restano in presidio permanente davanti lo spazio in attesa che si risolva la situazione legale legata alla proprietà dell’immobile, questo perchè si temono ulteriori attacchi e arresti verso chi si trova dentro lo spazio.

Quello che adesso esigono i e le compagnx è:

-Che si investighi sul gruppo che attaccò lo spazio senza che esistesse un ordine formale di sgombero.

-Che l’Assemblea di quartiere prenda una posizione sull’accaduto.

-Che si investighi sull’aggressione gratuita avvenuta la sera del 7 gennaio per cui sono rimaste ferite gravemente 6 persone, oltre al furto di una bicicletta

-Che si faccia chiarezza sull’arresto di due ragazzi (accorsi nell’aggressione di cui sopra) che si trovavano in presidio davanti la PGR (Procura Generale della Repubblica) e sulla conseguente estorsione perché fossero liberati.

-La libertà incondizionata dei e delle prigionierx politichx

-La apparizione con vita dei 42 studenti di Ayotzinapa, tuttora desaparecidos

In questo momento i e le compagnx del Chanti stanno documentando con avvocati solidali e mezzi di informazione indipendenti le condizioni dello spazio, il furto di materiali, la violenza e lesioni subite da chi si trovava sul posto al momento dello sgombero. Solo i danni alle attrezzature dello studio di registrazione ammontano a 200.000 pesos (oltre 10mila euro).

Esiste un conto attraverso cui si può sostenere economicamente lo Chanti:

10011135139 Banco Walmart a nome di Juan Disiderio Trejo

Posted: gennaio 9th, 2015
at 8:01 by prox

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Sgombero e rioccupazione dello Chanti Ollin

Tra le 5.00 e le 6.00 della mattina del 7 gennaio un gruppo di picchiatori (tuttora non si sa con sicurezza chi li dirigeva ma sembra che appartenessero a un’assemblea di quartiere vicina al PRD, Partito della Rivoluzione Democratica, la presunta sinistra messicana), accompagnati da un ingente operativo poliziesco, sgomberano violentemente il Chanti Ollin, spazio autogestito nel pieno centro di Città del Messico.

Entrano nello spazio rompendo la porta e cominciano a colpire indiscriminatamente diversi tra i presenti, tra cui anche famiglie. Vengono arrestate 10 persone e portate al Ministero Pubblico CUH-2 della colonia Guerrero, dove alcuni poliziotti li accusano di resistenza, oltraggio e danni. Ai compagni e compagne fermatx vengono date due possibilità: pagare una cauzione di quasi 12.000 pesos (circa 700 euro a testa) o recuperare foto/video/testimonianze nelle successive 48 ore che accreditino la loro innocenza.

Intanto i poliziotti e i picchiatori fanno loro lo spazio, distruggono cose, lanciano oggetti dalla finestra, rubano computer, telefoni, soldi…dopodiché lasciano lo stabile che resta sotto la sorveglianza di alcuni dei picchiatori.

Durante la mattinata si radunano diversx compagnx solidali che aiutano a sistemare la enorme mole di materiale che era stato lanciato in strada. Lo Chanti Ollin è uno spazio autogestito da oltre 10 anni, dove si costruiscono un gran numero di progetti culturali e sostenibili: serigrafia, teatro, musica, danza, panetteria, permacultura, costruzione di bici-macchine, etc.

Verso le 5 del pomeriggio, proprio sotto l’edificio sgomberato, viene fatta una conferenza stampa molto partecipata in cui si raccontano gli avvenimenti della mattinata e la situazione in quel momento; dal microfono si invita “con le buone” le persone all’interno ad uscire, che però non danno segni di vita. Passano i minuti e si decide bloccare il vicino Circuito Interior (una sorta di tangenziale che circonda il centro città) per esigere la liberazione degli arrestati e arrestate; dopo circa mezz’ora il blocco viene rimosso. Read the rest of this entry »

Posted: gennaio 8th, 2015
at 10:54 by prox

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Lettera di Fernando Barcenas in solidarietà agli anarchici.

Tradotto da Regeneracion Radio

La loro giustizia non sarà mai la nostra e per questo usciremo vittoriosi da un tribunale che di fronte l’acrazia libertaria, di fronte la vera giustizia sociale e l’anarchia si fa piccolissimo nella sua essenza e significato!

Ai fratelli e sorelle oppressx
Agli spiriti ribelli
Al popolo in generale

Prima di tutto, voglio dire che questa è la mia maniera di far presente la solidarietà a tuttx quei e quelle anarchichx che nonostante le tecniche repressive e controinsurgenti, hanno saputo restare convintx; fratelli, sorelle e compagnx le vostre vite sono un chiaro esempio di coerenza e intransigenza e una prova che la libertà promessa esiste sulla terra.

Molti potranno chiedersi chi sono gli/le anarchichx? Questi soldati solitari anonimi e refrattari della legge e dell’ordine imposto da qualsiasi autorità auto-proclamata, qualcunx potrà dire che “gli/le anarchichx sono vandali e delinquenti abituali”, altri potranno dire che gli anarchici sono degli sfaticati, gente che non vuole lavorare e moltx potranno dire che gli anarchici sono pazzi da legare.

Certamente non hanno idea dei veri propositi e dei significati dell’anarchia, esiste chi da per scontato che l’anarchia corrisponde al caos ma senza dubbio per chi conosciamo e abbiamo sperimentato le distinte espressioni dell’anarchia sappiamo che si tratta di un ordine naturale, non viziato dalle gerarchie, una fusione naturale delle energie sociali per il beneficio di tuttx.

Gli/le anarchichx vogliamo la uguaglianza, pero quella vera e non quella falsamente dichiarata dalle leggi e smentita brutalmente per la realtà dei fatti sociali. Rivendichiamo la libertà prima di ogni cosa, però non la libertà mutilata e irriconoscibile scritta sulla carta chiamata legge, non la libertà amministrata da banditi di qualsiasi codice più o meno plebiscitario – che sia democratico, repubblicano o socialista – bensì la libertà esercitata integralmente da qualsiasi individuo, fusione di tutte le attività e iniziative liberamente associate per una tendenza naturale.

Dico questo per difendere le posizioni e le idee libertarie e rifiutare la diffamazione che si esercita contro di esse; manifesto anche la mia solidarietà con la compagna Irene Pérez Villegas1, che ha manifestato essere oggetto di queste diffamazioni che attentano alla sua integrità e alla sua persona; va detto che queste pratiche sono state usate dalle autorità universitarie e governamentali.

Basta violenza istituzionalizzata
Basta provocazioni e repressione

Fernando Barcenas.

(A)

Testo di Carlos Lopez “Chivo”

Sul conflitto in Messico e una critica all’ambiente anarchico. 

Tradotto da Cruz Negra Anarquista Mexico 

Attualmente è un periodo di forte tensione in parte del paese, il malcontento che individui e gruppi hanno contro lo Stato-Capitale si sta estendendo, creando così un contesto idoneo per continuare la nostra lotta per la liberazione totale. Viviamo in una presunta “democrazia”, nella quale i suoi rappresentanti raddoppiano gli sforzi per consolidare una inesistente “pace sociale”, che in pratica non è altro che maggior controllo e dominio sulle nostre vite. Ma è proprio questo stesso controllo che genera odio e risentimento e che presto o tardi esploderà in rivolte.

Possiamo vedere che siamo di fronte un governo che si è sentito vulnerabile e a cui fa male vedersi momentaneamente superato dall’azione di quelli e quelle che combattono la sua oppressione e a cui fa terrore che il conflitto si generalizzi per dare il passo verso l’insurrezione sociale.

In tutto il paese avvengono decine di assassinii e ingiustizie, di casi isolati che non hanno l’appoggio mediatico né la forza sociale per provocare quella indignazione che alzi il livello del conflitto e questo ci fa pensare che continuiamo a preferire lo spettacolare e il quantitativo. Il conflitto più recente in questo senso è il caso di Ayotzinapa, lo stesso che ha fatto da detonante per una serie di sommosse avvenute in differenti punti del paese per via della desaparicion dei 43 studenti normalisti, decisione presa dalle sfere del potere governativo e che ci dimostra che la guerra sucia (la guerra sporca) non è qualcosa del passato ma anzi continua ad essere una pratica che prevale, come si dimostra in Chiapas, Atenco, Oaxaca.

Fiumi di informazione scorrono quotidianamente riguardo il tema di Ayotzinapa, in cui si spettacolarizza sull’incerto destino dei ragazzi; così posso solo dire che la sparizione dei 43 studenti avviene in un contesto complicato, in cui sono stati tanti i fattori che hanno contribuito a provocare questa situazione: le dispute fra i cartelli della droga che agiscono nella zona per il controllo della piazza dell’oppio e la marijuana, i quali vedono nel traffico di droga un mezzo per acquisire non solo armi e soldi ma anche potere e prestigio per la realizzazione dei loro obbiettivi. Mischiato ciò al tema della politica, infatti come sappiamo bene i rappresentanti della democrazia sono collusi con le mafie per aumentare il loro potere politico ed economico, dando vita così a un narco-governo. Inoltre esistono storicamente gruppi politico-militari che hanno la loro base sociale in questa regione (lo stato di Guerrero).

Noi, individualità contrarie a tutti i tipi di autorità, non possiamo accettare nessun potere visibile o di fatto e allo stesso modo mostriamo la nostra piena negazione a qualsiasi tipo di assassinio o desaparicion per motivi politici o interessi mafiosi.

La desaparición dei 43 normalisti ha avuto una certa diffusione nell’opinione pubblica e nei mass media, dando vita al movimento “Todos somos Ayotzinapa” e dando respiro a una serie di manifestazioni di protesta, incontri, critiche in internet alle istituzioni dello Stato per la sua “inefficienza”; comitati cittadini chiedendo la rinuncia del presidente fascista Peña Nieto; familiari e amici esigendo la presentazione con vita dei loro cari e portando gran parte della lotta sulla via della legalità, però anche per mezzo di forme violente, soprattutto a Guerrero e a Città del Messico. Read the rest of this entry »

Lettera di Fernando a un anno dall’arresto

È già passato un anno da quando Fernando Barcenas è stato arrestato a Città del Messico, in seguito a una manifestazione contro l’aumento della tariffa della metropolitana (il costo aumentò repentinamente da 3 a 5 pesos messicani, in un paese dove ricordiamo che il salario minimo è fermo sui 60 pesos giornalieri, meno di 5 dollari, e dove la estensione dell’enorme città-mostro obbliga migliaia di persone a spostarsi da un lato all’altro continuamente).

Alla fine di quella marcia del 15 dicembre 2013 fu lanciata una molotov contro l’enorme albero di natale della Coca Cola che bruciò per la gioia generale, illuminando quella notte su due delle arterie principali della città, Reforma e Insurgentes.

In seguito vennero detenute tre persone tra cui Fernando, mentre le altre due vennero scarcerate in quanto minori d’età. Il passato 11 dicembre Fernando viene condannato a 5 anni e 9 mesi, con l’accusa di attacco alla pace pubblica e associazione a delinquere.

 Quella che segue è una lettera scritta da Fernando a un anno dalla detenzione.

 Tradotto da Cruz Negra Anarquista Mexico

 15 dicembre 2014
Agli spiriti liberi e ribelli
Agli/alle oppressx e marginatx
Alla gente in generale

Oggi ho compiuto ufficialmente un anno di carcere; il 10 dicembre 2014 sono stato condannato a cinque anni e nove mesi di carcere con l’accusa di attacchi alla pace pubblica e associazione a delinquere; queste accuse sono state argomentate con nient’altro che semplici supposizioni e senza prove reali che accertino la mia colpevolezza. Per quel che riguarda il reato di associazione a delinquere, l’unica cosa che sostiene l’accusa è che portavo con me materiale di protesta e rivendicazione anarchica, rendendo chiaro che questa è una criminalizzazione ideologica, che tende a diffamare e screditare le idee anarchiche e libertarie. Read the rest of this entry »

Comunicato di Mario sulla sua scarcerazione

FONTE

Ai popoli del mondo

Ai mezzi di informazione indipendenti

A tuttx i e le diseredatx e a quellx privatx della libertà

Ieri notte sono stato scarcerato grazie alla sempre rispettabile e molto apprezzata solidarietà che ha fatto tremare il dispotismo e fatto in modo che poco a poco si potesse raggiungere la libertà, anche se ci manca assaporarla nella sua pienezza totale; questo momento dipende solo dalla costruzione del benessere nel nostro presente e dalla lotta congiunta del popolo verso questa libertà a cui tanto ambiamo.

La dedizione, l’impegno, la solidarietà, il piacere di non respirare aria contaminata da miseria e oppressione bensì aria limpida di amore, rispetto, armonia, ordine e benessere rappresentano la forza che la farà finita con lo sfruttamento dell’umanità da parte dell’umanità e che ci libererà tuttx da ogni tipo di catena e gabbia che frena la nostra felicità.

Libertà per tuttx coloro che sono sequestratx dallo Stato!

Libertà per Carlos, Amelie, Fallon, Fernando e Abraham e a tuttx gli anarchici e anarchiche prigionierx del mondo!

Libertà per Alvaro Sebastian e ai/alle prigionierx NOTAV!

Libertà per tuttx quellx che viviamo incantenatx a questa miseria brutale, è da noi che dipende la abolizione dello sfruttamento e la trasformazione verso l’anarchismo in questo presente.

Anarchia, salute e rivoluzione sociale

Mario

Posted: novembre 2nd, 2014
at 8:14 by prox

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Mario Gonzales LIBERO!!!

Nelle prime ore del mattino del 31 ottobre Mario Gonzales Garcia è tornato in libertà dopo oltre un anno di sequestro da parte dello stato.

Ad occoglierlo all’uscita dalla Torre Medica di Tepepan la mamma Patrizia, la compagna Nuria, amici e compagnx solidalx che hanno aspettato la sua scarcerazione fra musica, saluti, slogan, impaziente attesa e calorosa complicità.

La sua è una assoluzione completa e questa è una grande vittoria, raggiunta grazie allo sforzo incredibile di alcunx persone, degli avvocati ma anche della mobilitazione e solidarietà di individualità, collettivi, organizzazioni a livello messicano e internazionale.

Un grande abbraccio a Mario che è rimasto forte e convinto durante questi lunghissimi tredici mesi, senza piegarsi all’arroganza del potere, anzi continuando a rivendicarsi come anarchico, pur sapendo che questo poteva ritorcesigli contro a livello giudiziario.

Ci vedremo per le strade!

 Qui un articolo in SPAGNOLO da SubVersiones 

Posted: novembre 1st, 2014
at 1:05 by prox

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Aggiornamento sulla situazione giuridica di Mario González

Tradotto dal Blog per Mario Gonzales

Le prigioni non servono per “riadattarci alla società”, bensì sono il castigo più disumano e crudele che esiste; a noi prigionieri e prigioniere fanno vivere la crudezza di una realtà assurda e ingiusta, promossa da un sistema marcio dalla radici”

Mario

Dopo un processo penale assurdo e un ricorso in appello che ha solo fatto diminuire di 7 mesi la sentenza, a inizio agosto è stato notificato a Mario che il secondo tribunale collegiale in materia penale ha ricevuto la sollecitazione del ricorso contro la sentenza di 5 anni, 1 mese e 15 giorni per il reato di attacco alla pace pubblica che lo mantiene in carcere da quasi un anno. Viste le chiare argomentazioni dei difensori di Mario sulla inconsistenza del reato, la mancanza assoluta di prove ed anche sulla persecuzione verso Mario, sarebbe logico che lo assolvino e liberino appena arrivi la risoluzione; invitiamo ancora una volta ad esprimere collettivamente il nostro rifiuto al sequestro di cui è vittima il nostro compagno e ad esigere la sua libertà, fosse firmando il documento che consegneremo a fine mese al Tribunale e/o partecipando alla giornata che si conclude il 2 ottobre.

Per maggiori informazioni o firmare il documento che sarà consegnato al Tribunale che il 29 settembre risolverà il ricorso presentato dai difensori di Mario, scrivere a: solidaridadmariogonzalez@riseup.net o alla pagina Mario Libre (in FB[I]).

Quello che segue è un esempio di lettera che si può mandare al Secondo Tribunale per far pressione ed esigere alle autorità di Città del Messico la libertà di Mario. Specifichiamo che non è la forma che più ci si conface, per dirlo alla buona, ma prendiamo atto che anche la pressione di questo tipo, ancor di più quando è internazionale, spesso ha avuto in suoi effetti in Messico.

(data)

Alejandro Gómez Sánchez, Irma Rivero Ortíz y Rosa Guadalupe Malvina Carmona Roig, Magistrados del Segundo Tribunal Colegiado en Materia Penal del Primer Circuito:

Desde ——– (nome del luogo), exigimos a los integrantes del Segundo Tribunal Colegiado en Materia Penal, deje en libertad inmediata a nuestro compañero Jorge Mario González García, detenido de manera violenta y completamente arbitraria el 2 de octubre de 2013 cuando se dirigía a la manifestación de conmemoración de la matanza de Tlatelolco, día emblemático para miles de estudiantes y para el pueblo en general. El compañero no tuvo tiempo de llegar a dicha marcha cuando fue detenido y posteriormente torturado por las autoridades del Gobierno del DF.

Estamos atentos a una resolución pronta y satisfactoria en la que dicten la libertad inmediata e incondicional para Jorge Mario González García, preso político desde hace ya casi 1 año.

Atentamente:

(firma della organizzazione, collettivo o persona)

Intervista su Mario Gonzales Garcia

Questo è l’audio doppiato in italiano di un’intervista con Nuria la compagna di Mario Gonzales Garcia, studente anarchico arrestato il 2 ottobre 2013 a Città del Messico e tuttora detenuto.

Nuria racconta che Mario studiava nel bachillerato1 dell’UNAM (Università Autonoma di Città del Messico) e che il suo impegno politico gli aveva causato ripetuti problemi con le autorità universitarie, che di fatto lo avevano sospeso in diverse occasioni. L’espulsione definitiva arrivò lo scorso aprile 2013, quando M. fu arrestato per tre mesi, accusato di furto aggravato in un WallMart.

Tornato in libertà Mario riprese la sua lotta contro la riforma educativa che stava entrando in vigore proprio in quei mesi, fra lo scontento generale e un clima di protesta fervente.

Si uni al presidio permanente sotto il rettorato dell’UNAM, presidio che era stato formato da studenti e insegnanti contro la suddetta riforma educativa e per la reintroduzione degli espulsi (fra cui lo stesso Mario).

Pochi giorni prima del 2 ottobre arrivò una lettera indirizzata a Mario e altri due studenti, nella quale l’avvocato generale dell’università li intimava a interrompere il presidio, ma chiaramente si decise di continuare con la protesta. Read the rest of this entry »

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