Corteo in memoria di Tommasoli – Undici indagati e perquisizioni

Nella mattina del 23 luglio si sono svolte 15 perquisizioni della Digos nelle abitazioni di alcuni partecipanti al corteo organizzato a Verona il 17 maggio 2008 dopo il pestaggio e la morte di Nicola Tommasoli per mano di una ronda neofascista di ultrà dell’Hellas.

Nel corso di quella grande manifestazione, a cui abbiamo partecipato, si era verificata qualche tensione e qualche atto dimostrativo che esprimeva la rabbia per l’ennesimo omicidio neofascista. Le accuse pare siano quelle di «travisamento», «porto di oggetti atti a offendere» e «trasporto ed esplosione di una bomba carta». Ma questo estremo rigorismo giudiziario deve in realtà controbilanciare l’emergere di un inquietante scorcio sullo squadrismo fascista veronese.

Quello che segue è il comunicato stampa dell’Assemblea 17 Maggio.

Comunicato stampa sulle perquisizioni avvenute a seguito della manifestazione NICOLA È OGNUNO DI NOI del 17 maggio 2008

Abbiamo appreso stamattina delle perquisizioni a carico di alcuni partecipanti al corteo antifascista svoltosi a Verona il 17 maggio dello scorso anno, pochi giorni dopo l’aggressione mortale a Nicola Tommasoli.

I cinque giovani responsabili dell’aggressione a Nicola, legati alla tifoseria dell’Hellas (e almeno tre di loro anche a formazioni della destra radicale), sono oggi agli arresti domiciliari. Il processo, che si tiene alla Corte d’Assise di Verona, va per lunghe. Gli imputati, accusati di omicidio preterintenzionale in concorso e rapina, sono difesi da un imponente collegio di avvocati, i quali hanno assoldato fior fiore di consulenti e periti. La tesi che la difesa cerca di accreditare è che Nicola Tommasoli non sia morto per le percosse subite, ma per una causa patologica, un aneurisma o un difetto congenito di un’arteria del cervello. La Corte si è affidata a due periti super-partes, di cui il luminare è il professor Carlo Torre, autore della famosa “trovata” del sasso che avrebbe deviato la pallottola che uccise Carlo Giuliani al G8 di Genova.

Nel frattempo si assiste ad una campagna di banalizzazione dei fatti di violenza accaduti a Verona negli ultimi anni, come sta succedendo per l’aggressione di piazza Viviani, anche quella opera di tifosi violenti e razzisti. Il sindaco stesso, noto per le sue ordinanze castigatutti e per la virulenza delle sue opinioni in fatto di “sicurezza”, prima invoca “condanne esemplari”, adesso parla di eventuali condanne a “lavori socialmente utili”, in una riscoperta del valore delle cosiddette “misure alternative” che forse per altri tipi di imputati/detenuti non verrebbero ritenute opportune.

Noi non abbiamo mai pensato che la galera sia positiva. Ma pensiamo comunque che giustizia, che significa anche senso delle proporzioni, deve essere fatta. Riconoscendo però che “l’humus”, in cui le violenze ultras e/o neofasciste a Verona trovano nutrimento per crescere e coinvolgere tanti giovani e meno giovani, ha una precisa valenza culturale e politica. Quella di una città ripiegata su se stessa, governata da un sindaco e un assessore condannati per propaganda razzista, in cui il consiglio comunale è popolato di losche figure di fascisti e razzisti doc. Con la compiacenza di una classe politica che ha perso completamente di vista obiettivi e natura della politica, cioè il bene di tutti i cittadini, nessuno escluso.

In questo quadro si inseriscono oggi le perquisizioni per i danneggiamenti verificatisi durante il corteo del 17 maggio 2008. Danneggiamenti di lievissima entità indipendenti dalla volontà degli organizzatori ma che, già nei giorni successivi (pensiamo alle dichiarazioni del sindaco sulle scritte), sono apparsi – in modo incredibile – quasi più gravi degli stessi fatti che hanno originato il corteo di protesta di diecimila persone: il pestaggio a morte di Nicola Tommasoli.

Vogliamo sperare che questo tipo di azione giudiziaria non sia l’ennesimo “controbilanciamento” volto a distogliere dalle vere responsabilità per la morte di Nicola l’attenzione di una città che (dalle pagine dei giornali, ai rappresentanti delle istituzioni, fino al “senso comune” di una parte dei suoi cittadini) sembra aver già in gran parte assolto i cinque aggressori neofascisti, riaccogliendoli nel suo seno come “ragazzi che hanno sbagliato” e derubricando tutto ad una tragica casualità dovuta ad un’arteria difettosa.

Assemblea 17 Maggio
(organizzatori della manifestazione del 17 maggio 2008)

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COMUNICATO PERQUISIZIONI E INDAGINI CONTRO ANTIFASCISTI

(da Indymedia Lombardia)

All’alba del 23 Luglio la DIGOS di Verona e di varie altre città, su mandato del pm Villani, irrompe in casa di 11 compagni/e di varie città del nord Italia per perquisire e sequestrare qualsiasi cosa possa sembrare un arma impropria. Vengono cercate armi ed esplosivi con l’ausilio di unità cinofile, ma il risultato è miseramente nullo, tranne per un petardo ritrovato in casa di un compagno. Viene perquisita addirittura la casa dei genitori di un compagno con l’ovvio risultato di non trovare nulla utile alle indagini, ma creare pressione e paura sulla sua famiglia. A casa di un altro compagno, il quale era in vacanza con la sua famiglia, gli viene sfondata la porta e obbligati i vicini ad assistere come “testimoni” alla perquisizione e ai sequestri. La stampa asservita, in accordo con il capo della digos scaligera Iaccarino, scatena una campagna diffamatoria e falsa nei confronti degli indagati, travisando fatti e costruendo dei mostri pronti per il giudizio del tribunale. Le accuse di danneggiamento, lancio di materiale esplosivo e violenze varie, sono inerenti alla manifestazione antifascista di oltre un anno fa, a Verona, dopo la morte di Nicola Tommasoli assassinato da 5 fascisti.

La digos ha sequestrato nient’altro che vestiti, effetti personali, lettere e qualche volantino politico, asserendo d’aver ritrovato chissà che “prove” di una fantomatica rete di “terribili terroristi” che da anni imperversano nelle manifestazioni di mezza Italia. Ha poi sequestrato molti attrezzi e oggetti spesso usati dai compagni sul lavoro o per usi quotidiani casalinghi, come seghe da legno, la gamba di una sedia rotta, cacciaviti, tronchesi, coltelli, ecc. Ovviamente anche in questo caso, il “vip della TV” Iaccarino si è crogiolato davanti le telecamere e la sua corte di pennivendoli, d’aver trovato chissà che armi e che “prove schiaccianti” a carico degli indagati, i quali sono indagati solo perché noti militanti antifascisti e partecipanti ad una manifestazione antifascista a Verona.

Il pm Villani, che è ben noto a Verona per aver fatto assolvere i dirigenti della Glaxo dalle accuse di corruzione, tangenti, e peculato, è il “difensore” della corruzione dilagante di multinazionali e sfruttatori vari, un vero cavaliere del capitalismo. Evidentemente la manifestazione in risposta all’omicidio fascista di Tommasoli, ai cani da guardia del fascismo non è andata giù!! Dopo l’ennesimo omicidio di vigliacchi nazisti e l’ennesimo pestaggio a Verona da camerati amici del sindaco leghista Tosi e del suo consigliere di Fiamma Miglioranzi, speravano in una sfilata “ordinata e festosa” delle solite spesso patetiche assemblee cittadine e di partitini e partitucoli sinistrosi, per i quali l’antifascismo è una parola vuota e sono sordi e ciechi di fronte all’avanzata neofascista che sta ammorbando l’Italia intera.

La manifestazione è stata una fortissima presa di posizione di migliaia di uomini e donne che hanno detto BASTA al fascismo e ai suoi assassini, che ha gridato che il tempo delle parole è finito, in una città come Verona, tristemente nota per il suo laboratorio razzista, xenofobo e nazista da sempre esistente. I legami fra multinazionali come la Glaxo, magistratura, polizia politica e fascismo sono evidenti. La magistratura veronese dopo aver scarcerato gli assassini di Tommasoli dopo solo un anno dalla tragedia, tenta di colpire il dissenso e chi dell’antifascismo e dell’anticapitalismo porta avanti le lotte giorno per giorno, consci del legame tra fascismo e capitalismo, le stesse aberranti facce della medesima dittatura.

Esprimiamo la massima solidarietà agli/alle indagati/e se innocenti e la nostra complicità se colpevoli!!!

SEMPRE DALLA PARTE DI CHI DI FRONTE AI FASCISMI E ALL’INGIUSTIZIA SCEGLIE DI PROCURAR TEMPESTA!!!

LIBERTA’ PER TUTTI/E GLI/LE ANTIFASCISTI/E!!!

ANTIFASCISTI MILITANTI

Fonte: blog Assemblea Antifascista Bologna, 23 Luglio 2009

Posted: luglio 24th, 2009
at 8:35 by ironriot

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Categories: Antifascismo,repressione

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