2 Ottobre: cortei e repressione in Messico

Come ogni anno vari spezzoni di scuole ed organizzazioni politiche e sociali sono scesi in piazza a manifestare per non dimenticare massacro degli studenti nella piazza delle Tre Culture di Tlatelolco, perpretata dallo Stato e dall’allora presidente Gustavo Diaz Ordaz e dal segretario del ministro degli interni Luis Echeverrìa Alvarez nell’anno 1968.

Ogni anno diversi individui e spezzoni anarchici convergono in distinti punti della manifestazione, essendo vigilati e molestati da poliziotti in borghese che s’infiltrano negli spezzoni per destabilizzare l’azione del movimento e propiziare scontri con la polizia in uniforme che ha l’ordine di attaccare alla minima provocazione e, in questo senso, annullare la nostra presenza in piazza; delegittimare il movimento anarchico riducendolo a un movimento di vandali, tenendoci occupati nella liberazione dei prigionieri politici per sfiancare la nostra organizzazione; avvertire i giovani che si avvicinano al movimento della persecuzione della quale saranno oggetti; in fine attaccare per fare sparire la presenza anarchica nelle strade e che non esista nessuna alternativa contro il potere.

Il passato sabato 2 ottobre non e’ stata l’eccezione, infatti con una strategia di sorpresa e cinica da parte delle autorità, dopo 15 minuti che è iniziata la manifestazione e dopo aver cacciato dal contingente anarchico i poliziotti vestiti da civili ed infiltrati, il braccio repressivo del governo di “sinistra” del DF ha circondato lo spezzone anarchico, che si era formato con individui ed integranti di alcune organizzazioni, per non lasciarlo avanzare, dividendo il corteo in due. Dallo schieramento, fatto dai poliziotti senza motivo o pretesto, hanno lanciato gas lacrimogeni contro di noi schierandosi per reprimerci; pero’ la pressione dei manifestanti rimasti fuori dal cerchio della polizia cosi’ come quella degli anarchici che sono rimasti dentro ha fatto si’ che aprissero il passo; ma quando abbiamo cominciato ad avanzare, un’altra volta, ci hanno riaccerchiati. Vedendo che non siamo caduti nelle loro provocazioni hanno aperto un’altra volta il cerchio per lasciarci passare e continuare la manifestazione.

L’ambiente e’ stato teso in qualsiasi momento ed e’ rimasto pubblicamente dimostrato, ancora una volta, il piano di provocazione che aveva in mente il governo contro lo spezzone anarchico, senza che questa volta abbia potuto portare a termine la loro provocazione; gli insistenti disturbi durante tutto il percorso sono stato inutili.

Non è successa la stessa cosa ai compagni e compagne di Oaxaca che hanno dovuto affrontare lo stesso piano dello Stato, con un sald di 90 compagni e compagne arrestati tra i quali studenti, giovani e qualche minore di età, secondo informazioni che si hanno al momento “le autorità del governo stanno negando l’elenco degli arrestati. Fino a questo momento sono già stati liberati 16 persone, principalmente maestri”.

Contro tutte le forme di potere, repressione e sfruttamento, gli anarchici in piazza, con il popolo e organizzati. Contro il fascimo di Stato, non passeranno!

Prigionier@ politic@ libertà!!!
Abbasso i muri delle prigioni!!!
Morte allo Stato, viva la Anarchia!!!

COMISION DE ENLACE DE LA FEDERACION LOCAL LIBERTARIA (FLL)

Provocazione contro lo spezzone anarchico nel corteo del 2 ottobre (video)

Questo video e’ stato filmato fuori dal cordone in cui era rimasto accerchiato lo spezzone anarchico

Fonte: Nodo Solidale, 2 ottobre 2010

Posted: October 11th, 2010
at 5:22pm by ironriot


Categories: America Latina,repressione

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