BLOCCATI I LICENZIAMENTI DEGLI OPERAI DELLA ROMA MULTISERVIZI

Resoconto degli incontri del 20 luglio con Comune di Roma, le prospettive future…la lotta continua.
Alcuni elementi di analisi sulla situazione capitolina in materia di appalti e cosa possiamo fare.


9 SETTEMBRE ORE 16 SALA CONSILIARE MUNICIPIO ROMA XI (Via B. Croce 50) ASSEMBLEA A cura della Unione Sindacale Italiana usiait1@virgilio.it

Dopo alcuni giorni di presidi, incontri convulsi, tensioni e determinazione di un consistente gruppo di operai e di operaie della Roma Multiservizi, che avevano ricevuto 196 lettere di preavviso di licenziamento per “fine appalto”, il tentativo aziendale di scaricare sui lavoratori e sulle lavoratrici la situazione di crisi è andato a vuoto. Almeno per ora.
Nella giornata di oggi, su impulso del Gabinetto del Sindaco, dell’Assessore alle Politiche Ambientali e su parere dei Presidenti delle Commissioni Consiliari Ambiente e Personale, per la parte comunale e su attivazione delle OO.SS. e del protagonismo di una parte degli operai, si sono definite alcune posizioni su questa vicenda.
I licenziamenti preannunciati sono per il momento bloccati e senza effettivo valore giuridico. Il Comune di Roma farà una proroga fino al 31 Dicembre dell’affidamento del servizio del verde pubblico all’attuale gestore, la Roma Multiservizi.
Si è concordato per garantire la tutela e la salvaguardia del personale operaio utilizzato nell’appalto, per la collocazione lavorativa, per il mantenimento dei livelli salariali in
godimento e di clausola sociale anche da eventuali differenziazioni che potrebbero verificarsi nei cambi di appalto.
Lunedì pomeriggio è stata posta in votazione la mozione di indirizzo, che proposta dai consiglieri di opposizione troverà consenso in analoga posizione della maggioranza in Consiglio comunale, gestita dal PdL.
Mercoledì, dopo gli incontri avuti oggi 20 luglio 2009 con CGIL CISL UIL prima e poi con la Unione Sindacale Italiana e le Rsu di base del Comune, sarà presentata e accolta una memoria di Giunta che servirà, nella fase di proroga, a mettere in piedi un meccanismo che a partire dalla situazione della Roma Multiservizi, diverrà la modalità operativa del Comune di Roma su tutte le future situazioni di appalti, affidamenti e convenzioni su servizi pubblici esternalizzati e un meccanismo che ribadisce, con le dichiarazioni esplicite dell’Assessore all’Ambiente e dei Presidenti delle Commissioni in rappresentanza della maggioranza consiliare, la tutela delle condizioni di lavoro, occupazionali e salariali di chi
lavora nei servizi oggetti di esternalizzazioni.
Questi i punti oggetto di condivisione, però ci sono state delle differenze sostanziali sia
nel campo sindacale, sia nell’impostazione e orientamento politico – amministrativo di fondo, nel caso concreto e in generale.
CGIL CISL UIL e UGL sono state convocate e come da loro richiesto, in forma separata
rispetto al sindacato autorganizzato. Gli operai, che fin dalle 10 di mattina erano sotto il palazzo dei Gruppi consiliari a Largo Loria, non sono stati ammessi a sentire l’incontro programmato tra i “concertativi” confederali e le Commissioni con l’Assessore.
Si è parlato principalmente delle proroga di 5 mesi all’attuale gestore, alla richiesta sindacale condivisa dalla controparte comunale di non fare gare di appalto “al massimo ribasso”, alla tutela dei posti di lavoro, di quella salariale e a prossime convocazioni relative all’assetto societario della Roma Multiservizi e delle aziende del Gruppo Comune di Roma, in vista del bando di gara per l’appalto del verde pubblico e di altri servizi ora affidati alla Roma Multiservizi.
Alle 13.30 era convocata la Unione Sindacale Italiana, congiuntamente a
componenti delle Rsu “di base” del Comune di Roma, che anch’esse stavano intervenendo nella vertenza a sostegno degli operai e delle operaie.
I portavoce del sindacato autorganizzato, non hanno avuto nulla in contrario che all’incontro oltre alla delegazione Usi fossero presenti nei limiti di capienza dei posti della sala riunioni delle Commissioni Consiliari, i lavoratori e le lavoratrici che volessero sentire.
Nessuna obiezione a fare incontro congiunto con componenti Rsu che, pur non facendo parte della Usi, hanno pratiche e metodi che le sono molto vicini e con i quali anche in altre occasioni per il personale comunale o sul precariato, si sono fatte iniziative comuni,
preludio ad una unità di azione, ad un futuro e auspicabile patto di mutuo soccorso, tra le strutture della Unione Sindacale Italiana e le situazioni, Rsu o coordinamenti che fanno riferimento al “patto di base”, con piattaforme se possibili comuni, assemblee e momenti di confronto pubblici gestiti in ambito paritario e si spera lotte comuni, pur mantenendo la Usi per vincolo statutario da quasi un secolo e per autonomia di azione sindacale, la propria indipendenza e libertà di scelta, senza cercare per forza una unità sindacale fittizia o di
subalternità ad altri soggetti sindacali o politici.
Sia la USI sia gli Rsu di base (che al Comune prendono attualmente la denominazione di
retecomune) dopo aver ascoltato il resoconto delle posizioni dell’Assessore De Lillo e dei Presidenti delle C.C.P. De Priamo (Ambiente) e De Luca (Personale), hanno posto formalmente e in sede di valutazione e orientamento politico, l’ipotesi di INTERNALIZZAZIONE E RITORNO ALLA GESTIONE DIRETTA DEL COMUNE SUL SERVIZIO CON L’ASSORBIMENTO IN ORGANICO DEL PERSONALE OPERAIO, proposta supportata da valutazione costi complessivi/benefici (5 milioni di costo complessivo dell’appalto ora, con circa 3 milioni e ottocentomila di costo del lavoro), da esigenze di risparmio (il 20% di spese organizzative e di gestione che di solito caratterizzano ogni appalto pubblico che con la gestione diretta sarebbero notevolmente ridotte), quantificato in circa un milione di euro (solo in parte minima fruibili per le riparametrazioni tra il CCNL Imprese di pulizie applicato ora con il CCNL Enti Locali e in
considerazione che gli operai sono quasi tutti 3° e 4° livelli, con un ipotesi di inquadramento con il contratto comunale in fascia B1). E’ stata posta dalla delegazione Usi la necessità di evitare discriminazioni e disparità di trattamento che colpirebbero le
lavoratrici, le donne pagano già un prezzo troppo alto per essere penalizzate anche in questa situazione, come già avviene nel mondo del lavoro e nella società. Rilievo questo ultimo che è stato accolto dall’Assessore come impegno per la Giunta. Non altrettanto condivisa è stata la proposta di gestione diretta comunale e assorbimento con assunzione
tramite lista nominativa del personale operaio, ipotesi fattibile, prevista da leggi ancora in vigore e che richiede la messa in mobilità del personale per fine appalto, accordo sindacale “controllato” (dagli operai con l’assistenza nostra… se i confederali non ci mettono lo zampino) e richiesta nominativa al Centro per l’Impiego (ex collocamento).
Infatti per queste figure operaie e per precedenti ricordati in commissione congiunta dalla delegazione sindacale autorganizzati già attivati con successo al Comune di Roma in recenti occasioni, non è necessario fare una procedura concorsuale.
Pur se l’Assessore alle Politiche Ambientali ha ribadito che il servizio del verde pubblico non è in dismissione, tanto è vero che riapre la scuola giardinieri, sono stati acquistati macchinari (per 7,5 milioni di euro) e attrezzature nuove (per 800.000 euro), nuovi indumenti di lavoro e DPI per i circa 230 operatori comunali sui 307 rimasti in organico (20
anni fa erano 1200), operati risparmi su straordinari pari al 45% dello stanziamento (350.000 euro impiegati su 750.000 a disposizione) e una operazione di reperimento di fondi anche con lo smobilizzo di 45 immobili comunali da mettere in vendita o con affitti remunerativi (pari a ricavi per circa 16 milioni di euro) a fronte di spese complessive per tutti gli appalti e servizi del verde per 12 milioni di euro, non si è posta l’esigenza per il Comune di…internalizzare il servizio e assorbire gli operai, tutti formati, molti con attestati di giardiniere, con esperienza pluriennale, come quelli a rischio di licenziamento della Roma Multiservizi.
Si rammenta che 94 operai e operaie, provengono dalla stabilizzazione
occupazionale degli LPU del Progetto Polis del luglio del 2000, con accordo firmato dall’Usi e dal Comune di Roma, quindi questo personale era stato già selezionato per partecipare ai progetti di LSU e LPU fin dal 1997 e aveva ricevuto formazione, con lavoro prestato per il Comune di Roma, quindi la “chiusura” attuale del Comune è oltre che antieconomico uno spreco di “risorse umane” e di “professionalità”, usando una terminologia …padronale ma con una logica schiacciante.
L’incontro ha visto poi per il PD l’intervento del consigliere Athos De Luca, che ha espresso la soddisfazione del percorso messo in campo a tutela dei lavoratori e della qualità del servizio e ha spezzato una lancia sulla proposta di operai (che hanno raccolto molte decine di firme per l’internalizzazione, osteggiati da Cgil, Cisl, Uil e Ugl) e sindacati
autorganizzati, se effettivamente con approfondimenti e “conti alla mano” la gestione diretta, rappresenti un risparmio economico e un investimento in positivo, per un nuovo sviluppo di politiche “verdi” da parte del Comune di Roma.
L’orientamento attuale del Comune è di proseguire con appalti e regolari bandi di gara nel rispetto delle normative europee, ma con applicazione rigorosa di clausole sociali e di salvaguardia dei posti di lavoro, dei livelli salariali e di una qualità del servizio erogato, nel rispetto di chi lavora.
Verificheremo se questi impegni oggi, saranno applicati in futuro.
Punti condivisibili, ma per noi non sufficienti, bene hanno fatto quegli operai e operaie che in questi giorni, dopo averne passate di tutti i colori in 9 anni di affidamento alla Roma Multiservizi e grazie anche al consenso di sindacati “compiacenti”, hanno rialzato la testa e sono tornati protagonisti, avendo come efficaci interlocutori le strutture sindacali autorganizzate e le Rsu di base combattive (in questo caso, ex LPU Polis anche loro…).
Incassiamo e portiamo a casa il risultato positivo del blocco delle procedure di licenziamento, della proroga di 5 mesi che ci permette di riprendere fiato e passare l’estate, delle mozioni di indirizzo e delle memorie di Giunta su diritti e clausole di garanzia…MA LA MOBILITAZIONE NON E’ FINITA.
Siamo convinti che la proposta di gestione diretta del servizio e dell’assorbimento del personale operaio in organico al Comune (nel profilo di operatore dei servizi ambientali ex giardiniere, al Comune di Roma ci sarebbero in dotazione organica 200 posti ancora “liberi”…) sia fattibile tecnicamente, economicamente sostenibile e politicamente coerente con una idea di città e di società a misura di persona e nel rispetto del “verde”. Per questo ci siamo dati appuntamento per una assemblea operaia del personale della Roma Multiservizi del verde pubblico il 9 settembre alle 16, chiedendo la sala consiliare del Municipio Roma XI.
Avere i diritti sindacali al Comune serve anche a questo, fare da portavoce e aprire spazi per dare forza, speranza, collegamento e costruzione di proposte e lotte autorganizzate e solidali, su piattaforme chiare e condivise con le forze sindacali e sociali che sono d’accordo con le nostre pratiche e metodi.
Non sappiamo se vinceremo questa vertenza, siamo ben consapevoli che è un percorso difficile e tutto in salita, con una Giunta come quella guidata da Alemanno che ha le sue idee sugli appalti e le sta mettendo in pratica caso per caso e sta “sperimentando” anche in questa occasione, con una sinistra sfasciata e litigiosa, sindacati e sindacalisti poco
affidabili, rapporti di forza da ricostruire… ma se non ci proviamo adesso a dare voce e forza alle nostre proposte che sono poi quelle di molti lavoratori e lavoratrici, quando dovremmo farlo?
Noi ci proveremo, hai visto mai…
Rivendicando autorganizzazione e azione diretta come sempre!

Posted: July 22nd, 2009
at 9:13am by ironriot

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Categories: lavoro

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