La Polverini e gli attacchini di Forza Nuova

di Mariagrazia Gerina

L’uomo del giorno sta come un allenatore dietro ai ragazzi del comitato elettorale in maglietta «Con te». «Sorridete, c’avete ‘ste facce», li sprona in napoletano, mentre la candidata improvvisa uno sbarazzino cambio d’abito – via la giacca grigia, su la t-shirt. Pronta per il lancio del nuovo simbolo che tappezzerà i muri del Lazio.

Un disco rosso, proprio come quello di Sinistra democratica, che infatti grida al plagio. Con una strisciata tricolore. E un solo nome, quello della candidata presidente del centrodestra (e della sua lista civica): «Renata Polverini». «Il rosso è un colore deciso, mi ci riconosco, non può più essere appannaggio di una parte politica», rivendica lei.

Mentre il suo guru comunicativo, l’ex lothar Claudio Velardi, la guarda compiaciuto. È lui, ex uomo-macchina di D’Alema a Palazzo Chigi, che, con un certo scalpore, ha ideato logo, slogan, manifesti della candidata del centrodestra nel Lazio. Meno in evidenza, il personaggio che fa il saluto del legionario e sorride dal fondo del comitato. Anche se una certa notorietà gliel’ha data il docu- film Nazirock. Lui è quello che canta «cuore nero».

Si chiama Martin Avaro (video 1, video 2), 29 anni e una militanza in Forza Nuova, che lo ha portato alla ribalta per gli scontri alla Sapienza di Roma. E per il coinvolgimento nel processo contro i tifosi che misero a ferro e fuoco la città dopo la morte di Gabbo. «Ma a me hanno dato 20 giorni e solo per l’occupazione di uno stabile», chiarisce lui. Militanza politica. «Adesso ho lasciato perdere», assicura. Da un paio d’anni un’altra attività lo assorbe parecchio: le affissioni pubblicitarie. Ha cominciato con i manifesti di Forza Nuova, poi, con l’ascesa centrodestra, sono arrivate commesse più importanti: Antoniozzi, Scurria, Pallone.

E adesso è lui che sta affiggendo i manifesti di Renata Polverini sui muri della capitale. Velardi li pensa, Avaro si occupa di farli attacchinare dai suoi uomini. Organizzazione serrata, racconta chi li ha visti in azione. Con tanto di «squadra di controllo» pronta a intervenire al bisogno.

Fonte: L’Unità, 29 gennaio 2010

Posted: January 31st, 2010
at 9:15pm by ironriot

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Categories: Antifascismo

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