TERREMOTO E PREPRESSIONE IN CILE. I PROCESSI FARSA CONTRO I MAPUCHE

Oltre il terremoto del 27/2/2010 che ha colpito duramente il Cile, in special modo il territorio del sud,che come tutti sappiamo è abitato in maggioranza dai Mapuche, lo Stato Cileno non solo non ha fatto niente per soccorrere e portare aiuti alla popolazione colpita che si sono viste distrutte le poche infrastrutture di base create da loro stessi e che gli permettevano di vivere.
Oggi siamo davanti a un fatto peggiore del terremoto stesso, nei mesi di aprile e maggio del corrente anno saranno processati 19 Mapuche che rischiano condanne che vanno dai 40 a 60 anni di carcere e inoltre lo Stato chiede contro Héctor Llaitul Carillanca 103 anni di carcere.
Tutto questo avviene perché nel 2008 nel Comune di Tiriua all’epoca in un sector chiamato Puerto Choque e i comuneros Ranquilhue e Pascual erano mobilitati in massa dalle attività per il recupero della terra, occupando la terra dei latifundio La Puntilla e proprio lì,in quel territorio che era fortemente militarizzato si è presentato il fiscal Mario Elgueta con un forte gruppo armato e con l’evidente intenzione di cacciare via i Mapuche dall’occupazione.
E’ nato uno scontro e ad essere cacciato via è stato il fiscal e le sue guardie armate e da allora dal 2008 a oggi l’istruttoria del processo vede come imputati 19 comuneros Mapuche e uno dei suoi dirigente più in vista nella zona nel conflitto per le terre Héctor Llaitul Carrillanca per il quale il Pubblico Ministero chiede che venga condannato a 103 anni di carcere.
A questo processo che si terrà nel tribunale del Comune di Canete (pronuncia Cagnete), il Pubblico Ministero chiama a testimoniare 36 testimoni contro i Mapuche che di solito i tribunali sostengono che sono protetti , pertanto si presentano a dichiarare incappucciati, così nessuno possono sapere chi sono ed è per questo che i Mapuche sostengono da sempre che tutti i processi fatti contro di loro sono processi falsa, delle vere montature e il tutto per proteggere le imprese forestali a quelli della cellulosa che traggono grandi benefici economici e sfruttando il territorio Mapuche con piantagioni di pino eucalipto per la lavorazione della carta.
Inoltre le Associazioni ambientalisti e i Mapuche, denunciano da anni il disastro ecologico e ambientale del territorio, perché non solo si sono appropriati della zona, hanno anche impiantato le cartiere e la lavorazione della carta scaricando tutti i rifiuti tossici e nocivi direttamente nei fiumi.
Héctor di professione Assistente Sociale e padre di 5 figli è stato arrestato il 15/7/2009 nel sector Rahue Bajo de Osorno, era già in clandestinità perché aveva diversi ordini di detenzione dal tribunale di Canete e dalla fiscalia militare di Concepcion che lo indicavano come l’autore intellettuale dell’imboscata contro il fiscal Mario Elgueta . Al momento del suo arresto Llaitul si identificò come dirigente Mapuche e denunciò di essere vittima da parte del Pubblico Ministero definendo la criminizzazione della causa Mapuche e la politica dello Stato che perseguita reprime,tortura, incarcera e uccide.
Héctor si era già fatto un anno di carcere tra il 2006 e il 2007 con le stesse montature e le stesse accuse che erano state mosse sempre all’interno del suo impegno nelle lotta per il recupero delle terre, ma nel 2008 era stato assolto dalla accusa di incendio porto d’armi e ricettazione nel tribunale di Temuco.
Era stato un anno in carcere preventivo per una causa relazionata con un attentato registrato il 26/12/2006 nel lattifundo Las Praderas della multinazionale Mininco nel Comune Cholchol.
La difesa di Héctor l’aveva fatto l’ ex magistrato Cileno Juan Guzmain Tapia (aveva tentato inultilmente di processare il dittatore Pinochet senza nessun esito e così si ritirò come giudice e ha ripreso a fare l’avvocato) denunciò eloquamente che si trattava di una montatura e di una macchinazione delle imprese forestali.
Dopo la detenzione, l’anno scorso la Coordinadora Arauco-Malleco rivendicò a
Llaitul come uno dei suoi dirigenti segnalando”.
La detenzione risponde alla politica repressiva dello Stato Cileno contro il popolo Mapuche e così che la intendiamo questa montatura,Il vero obbiettivo della politica repressiva è fermare il processo del recupero territoriale e politico portato avanti dalle comunità in lotta e della Coordinadora Arauco-Malleco cercando di fermare l’avanzata degli imprenditori nella zona dal conflitto che si traducono in investimenti forestali e minerari nel nostro territorio” questo ha sottolineato l’organizzazione (C.A.M)

Il processo contro Llaitul e i 19 comuneros che si trovano già in carcere comincerà il 10/5/2010 e a quanto pare lo Stato Cileno, le forestali e i tribunali vogliono infliggere una condanna molto pesante che intende con questo rompere la volontà e l’unità di questo popolo in lotta dando centinaia di anni di carcere ai dirigenti di base che hanno come unico obbiettivo legittimo il recupero delle proprie terre usurpate dallo Stato e messe a disposizione alle imprese multinazionali che distruggono il territorio e il medio-ambiente naturale, Noi conosciamo i Mapuche e sappiamo che è un popolo molto legato al territorio e non a caso si chiamano “FIGLI DELLA TERRA” e siamo sicuri che le loro ragioni e la loro lotta sarà sostenuta dalla SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALISTA

IL POPOLO CILENO E IL POPOLO MAPUCHE HANNO BISOGNO DI SOLIDARIETA’!

CHI VUOLE AIUTARCI PUO’ FARLO PRENDENDO I CONTATTI CON L’ASS. COMITATO LAVORATORI CILENI ESILIATI
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Fonte: Laboratorio Perla Nera, 19 aprile 2010