Gelo diplomatico tra Cina e Stati Uniti

Steven Stanek, The National, Emirati Arabi Uniti

La vendita di armi a Taiwan ha creato nuove tensioni tra Washington e Pechino. Sospesi i colloqui su Iran e Corea del Nord. E a metà febbraio Obama riceve il Dalai Lama

La dura reazione di Pechino all’annuncio che un’azienda statunitense venderà armi a Taiwan ha suscitato il timore di ripercussioni sulle relazioni bilaterali tra i due paesi.
Incluse le discussioni sulle sanzioni all’Iran e i negoziati sul nucleare nordcoreano.
Il 29 gennaio, alla notizia dell’accordo di 6,4 miliardi di dollari, Pechino ha annunciato la sospensione della cooperazione militare con gli Stati Uniti e il congelamento dei negoziati sulla sicurezza. Il ministero degli esteri cinese ha fatto sapere che “la Cina imporrà sanzioni commerciali alle aziende americane che venderanno armi a Taiwan”.

Già nel 2008 Pechino aveva tempo raneamente sospeso le relazioni con gli Stati Uniti a causa di una vicenda simile. La Cina considera Taiwan una sua provincia. L’impegno degli Stati Uniti a fornire armi difensive al governo dell’isola risale al Taiwan relations act del 1979. Il recente accordo riguarda la vendita di elicotteri black hawk, missili patriot, apparecchiatura radar e mine antinave. “Se non torneranno sui loro passi”, ha dichiarato il viceministro degli esteri cinese, He Yafei, “gli Stati Uniti dovranno assumersi la responsabilità di una scelta che avrà serie conseguenze sui rapporti tra Washington e Pechino”.
La dura presa di posizione cinese arriva in un momento di tensione tra Stati Uniti e
Cina, che si sono da poco scontrate sul tema della libertà di espressione. Google ha minacciato Pechino di lasciare il paese se non fermerà la campagna di censura e gli
attacchi dei pirati informatici che hanno cercato di acquisire dal web informazioni sui dissidenti.
I due paesi si sono scontrati anche sui cambiamenti climatici e sull’apprezzamento dello yuan, e le tensioni potrebbero aumentare il mese prossimo quando il Dalai Lama andrà a Washington.
Ma gli Stati Uniti sperano ancora di convincere Pechino a sostenere nuove sanzioni
contro l’Iran, anche se i cinesi sono legati a Teheran da importanti legami economici.
La Cina, infatti, è uno dei principali importatori di petrolio iraniano e ha fatto enormi investimenti nella repubblica islamica. Secondo Jingdong Yuan, del Monterey institute of international studies (Miis), in California, Washington “dovrà scordarsi” l’appoggio cinese sull’Iran. La Cina sa di essere in una posizione di forza rispetto agli Stati Uniti ed è consapevole del suo nuovo ruolo mondiale e questo potrebbe convincerla ad alzare il tiro.
La separazione di Taiwan dalla Cina continentale è avvenuta al termine della guerra civile nel 1949, ma Pechino, che ha centinaia di missili puntati contro l’isola
abitata da 23 milioni di persone, continua a considerarla parte del suo territorio.
In un primo momento la stampa cinese ha ignorato il dissidio con Washington, ma
l’agenzia di stampa Xinhua ha poi commentato che “il mondo ha bisogno di legami
prosperi e stabili tra Cina e Stati Uniti” aggiungendo che i due paesi hanno “molti
interessi comuni”.
“La decisione di vendere armi a Taiwan nasce da nostre valutazioni sulle necessità difensive dell’isola”, ha spiegato Laura Tischler, portavoce del dipartimento di stato
americano. “Questa vendita contribuisce a mantenere la sicurezza e la stabilità nello stretto di Taiwan”.

Fonte: Internazionale N°832, 5/11 febbraio 2010, anno 17.

Posted: febbraio 8th, 2010
at 4:18 by ironriot

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Categories: Geopolitica

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