IL VOLTO VERDE DEL CAPITALISMO – LA CARA VERDE DEL CAPITALISMO

VERSION ESPANOL

Mai sentito parlare di greenwashing?
E’ un’operazione per lo più a scopo mediatico ed economico che ci propinano le grandi aziende, le multinazionali, per confondere il consumatore e le organizzazioni e distrarre dalle brutalità che essi compiono in nome del profitto. Per dirla come Wikipedia:

<<…ingiustificata appropriazione di virtù ambientaliste da parte di aziende, industrie, entità politiche o organizzazioni finalizzata alla creazione di un’immagine positiva di proprie attività (o prodotti) o di un’immagine mistificatoria per distogliere l’attenzione da proprie responsabilità nei confronti di impatti ambientali negativi (…) “lavare col verde” o, più ironicamente, con “il verde lava più bianco”. >> (da http://it.wikipedia.org/wiki/Greenwashing)

Purtroppo ieri mi è capitato di entrare nella fantomatica VILLA del CAMBIO CLIMATICO costruita a Cancun in occasione del summit sul clima.
Ecco, penso che quella sia uno dei migliori esempi di greenwashing che io abbia mai visto: un ammasso di padiglioni fieristici dove cercano di venderti il loro ‘climate change is already happening ‘(il cambio climatico sta già avvenendo) con cui note multinazionali si fanno in quattro per promuovere rispetto dell’ambiente ed ecologia.

Possiamo trovare per esempio la COCA-COLA che si è trovata in questi ultimi anni a dover affrontare grossi procedimenti penali a suo carico con relative campagne di boicottaggio sicuramente sfavorevoli ai loro introiti. Il sito ufficiale della campagna per il boicottaggio dice (dati del 2008):

<<…(La società Coca-Cola) E’ ACCUSATA IN COLOMBIA DI VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI PER ESSERE LA MANDANTE DI ASSASSINI, SEQUESTRI, TRASFERIMENTI FORZATI, FALSE DENUNCE E INTIMIDAZIONI nei confronti dei LAVORATORI al FINE DI ANNIENTARE IL SINDACATO SINALTRAINAL!
La Commissione d’inchiesta indipendente di New York ha registrato nel 2004 179 gravi violazioni dei diritti umani, tra cui 8 sindacalisti assassinati, 48 costretti a fuggire dai luoghi d’origine, 69 minacciati di morte, 3 incarcerati per false accuse di terrorismo e poi scagionati dopo 6 mesi di prigionia.
>>
(da http://www.tmcrew.org/killamulti/cocacola/materiali.html )

Se poi continuiamo la nostra ricerca on-line sulle catastrofi provocate dai criminali venditori della bibita più famosa al mondo, possiamo leggere che:

<<…On the other side of the world, in several South Indian states, including Kerala and Tamil Nadu, boycotts have been running for years, despite police repression, in protest against Coca Cola’s excessive water consumption, pollution of local wells and destruction of agriculture. (All’altro capo del mondo, in alcuni stati dell’India del sud, incluso Kerala a Tamil Nadu, ci sono stati boicottaggi per anni, nonostante le repressioni della polizia, per protestare contro l’eccessivo consumo di acqua, inquinamento dei pozzi locali e distruzione dell’agricoltura) >> ( da http://www.scoop.co.nz/stories/WO0501/S00103.htm )

Nel sito ufficiale della Coca-Cola possiamo invece trovare le fantastiche iniziative ambientaliste per potersi ripulire dei ‘piccoli peccatucci’ di cui sopra.
Tre semplici azioni ecologiche:
• RIDUZIONI DELLE EMISSIONI DI CO2
• UTILIZZO DI REFRIGERAZIONI ECOSOSTENIBILI
• VEICOLI ECOSOSTENIBILI PER IL TRASPORTO
Inoltre insieme al WWF porta avanti un fondo per proteggere l’orso polare (ricordate la fantastica pubblicità con l’orso che gusta una Coca-Cola ghiacciata a 40°sottozero?).

Ma nei padiglioni che il governo ha costruito possiamo trovare anche altri noti carnefici come UNILEVER negli anni si è resa colpevole di abuso di potere, sfruttamento nel Terzomondo, danni all’ambiente, utilizzo di OGM, violazione dei diritti dei lavoratori, regimi oppressivi, illeciti, sfruttamento degli animali, pubblicità scorretta, fondi in paradisi fiscali).
Alla VILLA invece vediamo un’azienda nuova, con prodotti e imballaggi innovativi, sostenitrice del riciclo, attenta all’educazione per il rispetto dell’Ambiente.
Inoltre fa una grossa campagna per l’utilizzo del bio-combustibile che, come ormai noto, favorendo l’incremento delle mono coltivazioni ha ben poco di eco-sostenibile.

Fra i grandi nomi della finanza mondiale la nostra VILLA ci fa conoscere anche WALMART che in quanto a violazione dei diritti dei lavoratori ed inquinamento fa scuola.
Qui anche WALMART pubblicizza buoni intenti ambientalisti, come sostiene Lee Scott, presidente e CEO of Wal-Mart):

<< By combining our resources, we can help drive innovation, create new technology markets and ultimately reduce this country’s dependence on foreign oil. (Con le nostre risorse possiamo aiutare l’innovazione, creare nuovi mercati della tecnologia e per ultimo ridurre la dipendenza di questo paese (USA) dal petrolio straniero.) >> (da http://www.enn.com/top_stories/article/24212 )

Ma il problema è che tutte le belle iniziative che WALMART porta avanti – incremento delle energie rinnovabili, miglioramento gestionale, incremento del tasso di riciclaggio – sono annullate dal fatto che le compagnie aprono sempre più negozi e vendono sempre di più. Perciò producono sempre più inquinamento.
Infatti è anche considerata una delle multinazionali più potenti al mondo: il suo fatturato supera il PIL dell’Indonesia, un Paese con più di 240 milioni di abitanti.

Nella nostra ‘VILLA delle meraviglie’ possiamo poi trovare di tutto di più: settore alimentare (KNORR, LIPTON, DOVE), settore finanziario (BANCO AZTECO), settore automobilistico (promozione auto elettriche e ibride) VOLVO, MITSUBISHI, NISSAN, MINI, FORD. Tutti impegnati a pubblicizzare il loro ‘lato verde’ appunto.
Ovviamente i maggiori finanziatori di questa ‘sagra dei buoni propositi’ non poteva che essere il GOVERNO FEDERALE che col suo programma VIVIR MEJOR sostiene azioni atte a migliorare lo sviluppo umano sostenibile.
Dovremmo perciò ringraziare il magnanimo governo messicano che ancora una volta ci dimostra come il capitalismo sta fallendo ed ha bisogno di correre ai ripari con operazioni grossolane come quelle della VILLA DEL CAMBIO CLIMATICO.

Posted: dicembre 3rd, 2010
at 3:06 by ironriot


Categories: Ambiente,America Latina,reportage dall'America Latina

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