Intervista con Mumia

“È necessaria molta gente per fare una rivoluzione… e molta gente per sostenerla”

“Sono totalmente d’accordo con l’idea di organizzarsi al margine dei partiti politici e della classe politica. In realtà, può essere l’unica cosa che mantenga i movimenti sociali freschi e liberi dalle trappole della corruzione”.

di Gloria Muñoz Ramírez
Traducción: Annamaria Pontoglio

Un anno fa cercammo di intervistare Mumia, uno dei prigionieri politici più conosciuti al mondo. Gli mandammo lettere e solleciti attraverso tutti i contatti possibili che avevamo a disposizione (tra questi, Gli Amici di Mumia Messico) che si sono offerti gentilmente di appoggiarci nell’impresa che aveva come destinazione il braccio della morte della prigione di Waynesburg, Pennsylvania, dove Mumia è rinchiuso da 29 anni. Un bel giorno da sotto la porta è sbucata una busta col nome del mittente di M. A. Jamal. È la prima intervista che l’attivista della causa afroamericana negli Stati Uniti, ex membro del Partito delle Pantere Nere, concede ad un giornale messicano.

Nelle due pagine della lettera scritta a macchina, Mumia parla della necessità dell’organizzazione sociale, dei partiti politici “al servizio del capitale”; della pertinenza dei movimenti autonomi e della trascendenza dei progetti dell’EZLN; del movimento afroamericano negli Stati Uniti; delle Pantere Nere attuali; delle contraddizioni tra il discorso e la pratica del governo degli Stati Uniti; del pensiero di Franz Fanon e delle aspettative risvegliate da Obama col suo arrivo alla presidenza in un paese in cui “i neri occupano poltrone ma hanno poco potere”.

Per lui, dice Mumia, “la lotta continua”.

Di seguito l’intervista con Mumia, nella forma scelta da lui stesso.

Ciao! Cercherò di rispondere ad alcune delle tue domande nel modo seguente… Cominciamo!

Come organizzarsi

Non c’è un solo modo di farlo, né un unico evento che lo provochi perché le persone sono complesse e, naturalmente, le condizioni cambiano. Secondo il grande C.L.R. James, l’organizzazione inizia quando due persone decidono di lavorare insieme. Mao ha detto che ‘una sola scintilla può incendiare una prateria’, e sembra quanto è accaduto in Egitto e in Tunisia nelle ultime settimane. Ma è anche vero che ci sia stata organizzazione per un certo periodo, specialmente in Egitto, perché sembra che molte persone fossero arrivate al limite.

I partiti politici

Molti, anzi, la maggior parte dei partiti politici, soprattutto nelle metropoli, sono diventati veri servi del capitale e, quindi, nemmeno fingono di rappresentare il popolo, ma sono al servizio della ricchezza. Il famoso storico francese De Tocqueville ha detto: “Il cittadino americano non conosce professione più alta della politica – perché è la più redditizia”. Lo ha scritto più di 150 anni fa! Essi sono in realtà gli ostacoli alle istanze e agli interessi del popolo. Questo è particolarmente evidente nel cosiddetto mondo sviluppato, dove vediamo i politici promettere una cosa per farsi eleggere e poi, una volta in carica, rompono tutte le loro promesse.

Autonomia

Se ho capito bene (negli Stati Uniti ci sono piccoli movimenti autonomi), si intende i movimenti che sono ‘autonomi’ dai partiti politici. Se questa interpretazione è corretta, sono assolutamente d’accordo. I partiti politici, oltre ad essere i meccanismi di accumulazione di ricchezze personali, sono macchine per dare alla gente l’illusione della democrazia.

La proposta dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN)

Estoy totalmente de acuerdo con la idea de organizarnos al margen de los partidos políticos y la clase política. In realtà, può essere l’unica cosa che mantenga i movimenti sociali freschi e liberi dalle trappole della corruzione tanto comune nella vita politica in ogni parte del mondo. Ho discusso di questo per diversi anni con un mio vecchio amico che studia l’EZLN. Credo che dobbiamo esplorare, provare, e se risulta possibile, usare questo modo di organizzarsi.

Gli afro-americani

Ad essere sincero, la situazione è allarmante. Per milioni di bambini e bambine dei ghetti delle città degli Stati Uniti, il tasso di abbandono scolastico è del 50%. In alcune città, come Baltimore, mi dicono sia quasi del 75%. Ed in molti casi quelli che riescono a diplomarsi non possono accedere all’università perché hanno ricevuto una preparazione molto carente. Parliamo di bambine e bambini! E mentre li tasso ufficiale di disoccupazione a livello nazionale è circa del 7%, per l’America Nera è quasi del 35% e per i giovani è del 60%! Inoltre, i giovani Neri sono soggetti alla violenza della polizia che è evidente, brutale e mortale, ma raramente viene punita per le queste azioni.

La elezione di Obama ha risvegliato e incoraggiato la destra, le forze razziste, molte delle quali hanno trovato casa nel movimento del ‘Tea Party’. I politici ora lodano apertamente la Guerra Civile (1860-1865) parlando a nome del Sud. Alcuni giorni fa, il governatore del Mississippi era pronto ad onorare con una targa uno dei fondatori del Ku Klux Klan, il Gen. Nathan Bedford Forrest, che è stato responsabile di torture e massacri di centinaia di soldati neri in un luogo chiamato Fort Pillow.

Il Partito delle Pantere Nere

Questo movimento gode di notevole interesse fra i giovani neri, ma pochi ne conoscono i dettagli storici. Questo perché gli insegnanti a scuola e i media parlano delle vittorie per i Diritti Civili che hanno consentito l’elezione dei politici neri. Il movimento nazionalista nero ha subito il riflusso.

Quello che il Movimento per i Diritti Civili ha ottenuto è stata la separazione della classe lavoratrice nera dalla borghesia nera, ed il conseguente allontanamento dei benestanti neri dai loro cugini più poveri delle aree degradate delle città.

I neri e gli indigeni negli Stati Uniti

Le differenze sono reali, perché raramente condividiamo lo spazio di vita (la maggior parte delle comunità indigene si trova in zone rurali o occidentali, la maggior parte dei neri vive in aree urbane). Detto questo, vi è certamente un’interazione ideologica tra i due gruppi. L’American Indian Movement (AIM) è stato molto influenzato dal Partito delle Pantere Nere e dal movimento del Black Power. Le lotte per l’indipendenza e la libertà dei neri e degli indigeni si sono influenzate tra loro.

Migranti

Quando il capitalismo va in crisi, costringe le persone a pensare meno olisticamente e più egoisticamente. Questo impulso, alimentato dalla paura e dai mezzi di comunicazione corporativi, intensifica la sensazione di separazione tra le persone e cancella le cose che abbiamo in comune , la comunità e la coesione sociale. A meno che gli attivisti riescano a costruire questo sentimento di solidarietà tra i popoli, questi impulsi porteranno a veri disastri sociali e forse storici.

EZLN ed il Partito delle Pantere Nere

Credo che il fattore che unisce le due formazioni è (o è stato) la loro convinzione che le persone di ogni condizione sociale possono svolgere un ruolo importante nel movimenti sociali per il cambiamento. Molti movimenti nazionalisti neri degli anni ‘60 sono stati molto critici nei confronti del Partito delle Pantere Nere perché lavorava con i bianchi (ma lavorava anche con Chicanos, portoricani, giapponesi e cinesi). L’appello Zapatista è sempre stato rivolto al mondo intero, di colore, di sesso, di classe, ecc. Io credo che questo aspetto globale sia, alla base, il suo aspetto più umanista,e quello che attrae i settori più ampi della famiglia umana. È necessaria molta gente per fare una rivoluzione e molta per sostenerla.

Le contraddizioni tra le parole e la pratica degli Stati Uniti

Mi pare molto sottile la tua lettura delle contraddizioni negli Stati Uniti, che si presenta come l’avatar dei diritti umani mentre è la nazione con più carceri al mondo. Tale contraddizione è cruda e inconfutabile. Abbiamo molte cose in America, ma la democrazia non è certamente una di queste. Abbiamo forme democratiche, ma non leggi veramente democratiche. Quando milioni di americani scesero in piazza nella primavera del 2002 per chiedere che gli Stati Uniti non entrassero in guerra, la ‘democrazia’ ignorò la gente, e il risultato è stato un disastro sociale, umanitario, ecologico, archeologico e militare. George Bush definì i milioni di persone per le strade un gruppo di pressione, e le ignorò. Com’è possibile che il Paese che parla con tanta dolcezza della libertà ha più prigionieri di qualsiasi altra nazione al mondo, e la maggior parte di loro sono neri? Gli Stati Uniti hanno circa il 5% della popolazione mondiale, e quasi il 25% dei detenuti nel mondo. Addio diritti umani!

Il pensiero di Franz Fanon e l’arrivo di Obama alla presidenza

Gli afro-americani non hanno preso il potere con la elezione di Obama, anche se posso capire perché alcuni lo pensino. Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti una persona nera è stata eletta presidente (interessante che questo avvenga un secolo e mezzo dopo che un nero diventò presidente del Messico). Ma, come ci ha insegnato Fanon nel contesto del continente africano, il colonialismo è stato sostituito dal neocolonialismo. I neri hanno poltrone ma poco potere. Sono legati agli stessi interessi che controllano i politici bianchi. Di fatto, la triste realtà è che i neri hanno meno potere di prima, perché i politici neri non sono in grado di affrontare le questioni più rilevanti per la popolazione nera per paura di essere additati dai mass media come ‘razzisti’. Ricordiamo l’esempio di quando Obama chiamò ‘stupido’ il poliziotto che aveva molestato ed arrestato il suo vecchio amico e professore universitario, Henry Louis Gates. I media impazzirono. L’incidente ha dimostrato inoltre che qualcuno della ‘elite’ nera (se un professore di Harvard non è elite, nessuno lo è), il professor Gates, era stato trattato come un povero nero del ghetto – arrestato nella propria casa, umiliato ed arrestato per aver osato parlare con dignità ad un poliziotto bianco -. I media ridussero Obama al silenzio.

Parliamo di me

Come dicono in Mozambico, ‘la lotta continua’. Dobbiamo costruire, allargare, approfondire e rafforzare la nostra lotta, ovunque essa sia, perché, per citare Frederick Douglass, “Senza lotta non c’è progresso”.

Potrebbe non essere facile, ma è necessario.

Ciao, amici! E grazie di tutto!

Mumia

Fonte: Desinformemonos, Aprile 2011

Posted: aprile 15th, 2011
at 8:05 by ironriot

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Categories: repressione

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