La strage della verità. Il film di Giordana: come ti cancello la memoria.

Pubblichiamo il commento di Fricche, del circolo anarchico Carlo Cafiero di Roma sul film “Romanzo di una strage” di Marco Tullio Giordana

“Quello di Giordana è un brutto film.
Non mi interessa discuterlo dal punto di vista cinematografico anche se, pure da questo punto di vista, fa schifo (è lento, a tratti incomprensibile per chi non conosca la storia di Piazza Fontana, disomogeneo: si sofferma su particolari irrilevanti e tralascia elementi importanti, Mastrandrea recita con una capacità espressiva uguale a quella di un semaforo spento).
Sicuramente il peggior film di Giordana.

Dal punto di vista storico/politico il film è preoccupante.
Quando ci arrivò la notizia del fatto che Giordana avrebbe fatto un film su Piazza Fontana ispirandosi al libro di Cucchiarelli, io e altri anarchici, ci siamo preoccupati.
Cucchiarelli ha fatto un’operazione di revisionismo sulla storia della strage facendola diventare da “strage di stato” a “strage degli opposti estremismi”. Il timore era che, nonostante lo scarso successo editoriale, il libro fornisse la base teorica per un’operazione di riscrittura in puro stile orwelliano.
Così purtroppo è stato.
La tesi di Cucchiarelli della doppia bomba (una, a basso potenziale, fatta di gelignite, messa da Valpreda, l’altra, potente, fatta di tritolo, messa dal sosia di Valpreda) si regge su un unico elemento: in uno dei verbali dei reperti rinvenuti in piazza fontana subito dopo la strage figurerebbe “una miccia”, incompatibile con una bomba collegata ad un timer.
Dovrei recuperare nei prossimi giorni la copia di tutti gli atti del processo di Piazza Fontana – si tratta di circa 500 Gb di fogli scansionati – e la prima cosa che andrò a vedere sarà proprio questo famoso verbale. La mia impressione è che qualcuno, nel macello di pezzi di carta, corpi umani, arredi della banca, abbia repertato una corda come possibile miccia e la “sparizione” della miccia denunciata da Cucchiarelli potrebbe essere diventata un “apparizione” di una corda in un verbale successivo.
Per questo motivo, con gli ex del “22 marzo” (il gruppo in cui militava Pietro Valpreda), che avevano già querelato Cucchiarelli per quanto scritto nel libro, e con Lello Valitutti (che era nella stanza accanto la notte che fu ucciso Pinelli in questura) abbiamo incontrato Giordana prima che cominciassero le riprese.
Giordana, ci aveva detto che Cucchiarelli era solo un consulente (peraltro scritturato prima che lui accettasse la regia) e ci aveva garantito che sarebbe stata rispettata la verità storica relativa alla totale innocenza di Valpreda e alla limpidezza della figura di Pinelli. Di più: Giordana ci aveva anche detto che il libro di Cucchiarelli sarebbe stato citato alla fine insieme ad una vasta bibliografia sulla strage per cui ognuno avrebbe potuto farsi la propria idea
Avevamo poi risentito Giordana, a gennaio scorso, in occasione di una sua intervista rilasciata a Curzio Maltese (sul venerdì di repubblica) in cui sosteneva di credere alla tesi della doppia bomba e lui ci aveva risposto, piccato, che “Sì, anch’io ci sono rimasto male a vedere così semplificato un concetto molto più articolato. Che Valpreda possa aver messo il “petardo” è la tesi di Calabresi, non la mia. Vedendo il film la cosa è evidente. Nel finale giunge a dubitarne perfino lo stesso Calabresi, addirittura smentisce questa tesi Federico Umberto D’Amato in persona.”
Evidentemente Giordana ha visto un film diverso da quello che abbiamo visto noi……
Veniamo agli elementi “storici” che il film propina.
Innanzi tutto gli anarchici. Che risultano *tutti* infiltrati di guardie e fascisti. Non solo Andrea Politi (Salvatore Ippoliti) e Mario Merlino al 22 marzo, ma anche Anna Bolena (Enrico Rovelli) e Nino Sottosanti al Ponte della Ghisolfa. Pinelli stesso non è “limpido”: paga un fascista per farlo testimoniare, mente riguardo i suoi alibi per le bombe del 25 aprile, pensa che Valpreda possa aver messo le bombe, si insinua che prendesse soldi da Feltrinelli, viene accreditata la falsa storia dell’espulsione di Valpreda dal Ponte della Ghisolfa. Oltretutto il fermo illegale di Pinelli per tre giorni viene motivato con una soffiata di Enrico Rovelli secondo cui Pinelli avrebbe saputo qualcosa della strage. Così non è neanche colpa della polizia.
Anche dal punto di vista “politico” gli anarchici vengono trattati da poveri coglioni, utili solo ad essere messi in mezzo per colpire qualcun altro. Il motivo della strage sarebbe stato quello di “incastrare Feltrinelli” e maramaldescamente viene fatto affermare proprio a Pinelli.
E’ da notare che queste tesi erano propagandate da una certa sinistra gruppettara (e tracce ve ne sono – purtroppo – anche nel libro “la strage di stato”) che si guardò bene dal partecipare al funerale di Pinelli (cui andarono solo gli anarchici) perché impegnata in un’assemblea sul problema delle tasse universitarie.
Calabresi viene invece santificato. Gli viene attribuito un ruolo di commissario “buono” e fuori dagli schemi che non ha mai avuto in vita. Anche l’infame risposta a Licia Pinelli che gli chiedeva notizie di Pino viene giustificata. L’assenza dalla sala al momento dell’interrogatorio ed il fatto che Lello Valitutti non l’abbia visto recarsi nella stanza di Allegra, viene spiegata con il fatto che Calabresi, andato nella sala telex, avrebbe dichiarato il falso perchè ordinatogli in ossequio alla “versione ufficiale”. Nello stesso modo vengono spiegate le imbarazzanti contraddizioni di Panessa e le dichiarazioni di Guida subito dopo l’omicidio di Pino.
Tutta la controinformazione poi, non è frutto di una mobilitazione collettiva, ma è opera di pochi giornalisti (la Cederna su tutti), a gloria imperitura del partito di Repubblica, che è il vero mandante dell'”operazione Calabresi”.
Anche la strage non è più “di stato”. Ci sono magistrati “buoni” (Paolillo – non a caso interpretato da Locascio, il “buono” per eccellenza dei film di Giordana -, Stitz, Biotti), pezzi dello stato “sani” (su tutti Aldo Moro, altro “santo”). Perfino Valerio Borghese ne esce pulito.
La doppia bomba viene presentata come verità indiscutibile, non come un’invenzione di Cucchiarelli di 4 anni fa e di cui nessuno aveva neanche mai ipotizzato l’esistenza fino al giorno prima.
La strage così diventa, una strage anarco fascista sostenuta da pezzi dei servizi deviati. Tesi questa ancora più ardita della riscrittura operata dalla magistratura che dà la colpa ai soli fascisti (ed ai soliti servizi deviati).
Senza farla troppo lunga, il problema è l’effetto che questa storia farà su una coscienza collettiva che pensa che la bomba a piazza fontana l’abbiano messa le brigate rosse.
Per fare una valutazione corretta è opportuno aspettare i dati d’incasso dei primi due weekend, anche se il battage pubblicitario che gli stanno facendo, grazie alla partecipazione tra i produttori di Rai Cinema e le conseguenti ospitate nelle varie trasmissioni televisive, fa temere che molte persone lo andranno a vedere.”

Fricche

Fonte: Terra e libertà, 29 marzo 2012

Posted: aprile 3rd, 2012
at 12:02 by ironriot

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Categories: Anarchismo

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