LE RDB IN PIAZZA. PER VOLTARE LE SPALLE «CONTESTEREMO CHIUNQUE VENGA DA ROMA»

Il leader del sindacato Betti: «Via il segreto di stato».
Mucignat (Tpo): «Programma da cambiare»
Centri sociali a casa, controcorteo verso la Bolognina dell’Assemblea antifascista


I militanti delle Rappresentanze sindacali di base volteranno le spalle al palco quando inizierà a parlare il rappresentante del governo.
«Chiunque venga non farà differenza – spiega Massimo Betti, leader cittadino delle Rdb -. Nessun governo, tanto meno questo, ha fatto il possibile per togliere il segreto di Stato sulle stragi. E questo basta e avanza per voltare le spalle. Non abbiamo fatto sconti ai governi di centrosinistra, non ne faremo di certo al centrodestra». Le ragioni per contestare non mancano, dal punto di vista del sindacalismo di base: «Anche quest’anno, a una settimana o due dal 2 agosto, sono ricominciati i depistaggi, hanno fatto uscire notizie che mettono in dubbio la matrice fascista della strage -dice Betti- E’ il solito rituale… Una volta Carlos, una volta i palestinesi». Il riferimento è all’inchiesta bis di cui i giornali hanno parlato anche negli ultimi giorni, che sta verificando eventuali responsabilità del gruppo del terrorista venezuelano Ilich Ramirez Sanchez detto «Carlos lo Sciacallo» sulla base di quanto emerse nel 2005 nella commissione parlamentare Mitrokhin. «Pensino piuttosto a togliere il segreto di Stato», insiste Betti.

A Bologna le Rdb hanno il loro peso, specie nel pubblico impiego, ma la loro non sarà l’unica contestazione. C’è anche quella dell’Assemblea antifascista permanente, che invita a lascare la piazza ancora prima degli interventi del sindaco Flavio Delbono e del ministro designato, al suono della sirena che precede il minuto di silenzio, nell’ora in cui la bomba scoppiò. «Invitiamo le donne e gli uomini che considerano la memoria e l’antifascismo valori etici irrinunciabili a lasciare, dopo il suono della sirena alle 10.25, il piazzale della stazione e proseguire con noi nel “corteo della memoria” verso piazza dell’Unità», si legge
nell’appello dell’Assemblea. Ci saranno anche il circolo Arci Iqbal Masih di via della Barca e gli anarchici del circolo Berneri, ma per il resto la galassia antagonista e no global diserterà l’appuntamento. Sarà che cade di domenica, sarà che gli antagonisti non sembrano al massimo del loro splendore, ma insomma non ci sarà il centro sociale Crash, non si annunciano presenza significative dei collettivi universitari né dell’area che fa capo a Valerio Monteventi e al Bologna città libera.
«Non c’è niente di organizzato», dice Domenico «Meco» Mucignat, uno dei leader degli ex disobbedienti del Tpo. E il suo compagno Gianmarco De Pieri: «Non sappiamo chi verrà per il governo, un conto Maroni, un conto Tremonti, un conto Rotondi… Ma al di là di questo, forse è il momento di modificare la cerimonia del 2 agosto e di ricordare diversamente la strage».

Il programma invece sarà lo stesso degli altri anni. Prevede il corteo ufficiale da Piazza Maggiore, lungo via Indipendenza e fino alla stazione, con partenza alle 9. Poco dopo le 10 in piazza delle Medaglie d’Oro, davanti alla lapide che ricorda gli 85 morti della strage
«fascista», parlerà Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime. Quindi Delbono e il rappresentante che il governo non ha ancora indicato.

di Alessandro Mantovani
alessandro.mantovani@rcs.it

Fonte: Il Corriere di Bologna, 30 Luglio 2008

Posted: luglio 30th, 2009
at 5:49 by ironriot

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Categories: Antifascismo

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