Lettera di Fallon

Voglio iniziare questa lettera mandando un abbraccio grande ai compxs in fuga, a tuttx coloro che stanno lottando per la propria libertà e a tuttx quellx che sono imprigionatx e a quellx cui questo mondo di dominazione sta cercando di zittire la rabbia. Non c’è cella, muro, autorità a chi io dia abbastanza potere per soffocare la mia rabbia e i miei desideri di libertà.

Provo questi sentimenti dell’infanzia e ora sono più forte che mai nel mio cuore e la mia mente, sono più forti che mai e non passa giorno senza pensarvi, amici e amiche.
Posso immaginare, e mi dicono che la situazione fuori è molto precaria. Non c’è da stupirsi che, per chi decidiamo di stare in conflitto, si debba affrontare la repressione. Non è semplice e non è facile, ci sono tante emozioni che si mescolano, ma c’è una particolare emozione che abbiamo in comune: è la nostra forza, individuale e collettiva. Nessuno può rinchiudere questo sentimento, ne’ le frontiere, ne’ le prigioni.

Amici e amiche vi penso con molto affetto, specialmente a Mark, che e’ rinchiuso in una prigione di Kingston, ai compxs del Che che sono stati torturati dal gruppo Cerezo, alla ballerina di cumbia, a Tripa, Amelie e Carlos. Siamo forti, non importa la distanza!Mi sento un poco strana a scrivere una lettera senza avere un destinatario specifico, ho la sensazione di scrivere a una galassia che mi sembra un tantino lontana. Detto questo, voglio sia chiaro il fatto che non sto scrivendo questa lettera per avere un appoggio, ne’ per fare la vittima. La mia intenzione è quella di utilizzare carta e penna per comunicare agli amici e per condividere analisi.
Io credo che il fatto di essere in carcere è un’occasione molto speciale per uscire dalla “feticizzazione” e di aggiornare questa realtà contestualmente. Oggi sto scrivendo questa lettera da Santa Marta, ma chissà chi sarà’ il/la prossimx.
Quando siamo stati arrestati, il 5 Gennaio 2014 per me è stato un po’ come uno scherzo, con sette auto della polizia che bloccavano la strada, mi sentivo in una scena teatrale e da quel momento, questa sensazione di essere parte di un teatro non mi si toglie. Tuttx hanno un loro ruolo. Mi ricordo del momento in cui siamo statx trasportatx dalla PGJ al centro scientifico per gli esami alle 2 o 3 del mattino. Eravamo noi 3, in 3 diverse auto con due agenti su entrambi i lati e almeno 10 auto della polizia ci hanno seguito a sirene spiegate per le strade deserte di Città del Messico, con la scientifica quasi addormentata quando siamo arrivati al centro. E ‘stato un vero teatro, un CSI Miami in Messico.
Oh, e il Centro de Arraigo1, ugh!
Questo e’ stato teatrale come mai in vita mia. Quando siamo arrivati, la strada è stata chiusa per il nostro arrivo. Uomini con muscoli da telenovela e con le “mitragliatrici”, in strada e anche nel furgone con noi. Non riuscivo a smettere di ridere, della loro autorità per la quale non ho un minimo di rispetto, ridere del modo e della serieta’ che credono avere. “Ken e Barbie” con uniformi della polizia federale. E le/i prigionierx non hanno nomi, ma hanno la fortuna di avere un colore. Il mio era arancione. Il peggio era che le ragazze nella mia cella si stavano lasciando sottomettere, impaurire, e il ruolo di autorità, fra loro, era preso troppo sul serio, come se stessero a un”audizione per partecipare a un film di Hollywood.
Chiedo scuse alle persone che pensano converta/prenda tutto come uno scherzo, ma è così! Uno scherzo, un gioco di ruolo.
Ed ora, qui a Santa Marta ci sono diverse zone, dalla A alla H, c’è’ un “parco”, appartamenti, vicini. Ci sono negozi, lavoratrici sessuali, droga dovunque, ci sono persone sottoposte (ad altre) e ci sono anche tantx neonatx. C’è una scuola, un medico, un legale. Esistono studi per qualificarsi nella società di Santa Marta, c’è la corruzione, ci sono poteri formali e informali, ci sono orari e ci sono tante emozioni, tante storie, molto tempo da condividere, esperienze, la rabbia e chiaramente molte sigarette e caffè da condividere. Beh non so se sono chiara (il mio spagnolo non e’ dei migliori), ma Santa Marta è già la mia nuova città, il mio quartiere, il mio appartamento e’ il 107 e Amelie, la mia vicina. Per me questo è più chiaro che qualsiasi teoria.
Così, finisco questa lettera.
una nota:
scrivo in spagnolo perché’, a volte, e’ piu’ semplice. Inoltre voglio anche dire grazie alle persone che fanno la traduzione, cercherò di fare la traduzione delle altre lettere in inglese e francese.
Questa lettera è la prima da lungo tempo, nel Centro de Arraigo era molto difficile, le penne sono vietate, come tutto!
Per me è importante scrivere questa lettera con un tocco di umorismo e sarcasmo, non perché voglio minimizzare l’impatto che la detenzione ha sulla gente, ne’ per minimizzare l’impatto che la prigione potrebbe avere su di me. Quello che cerco di esprimere col mio semplice spagnolo (spero che un giorno riuscirò a controllarlo alla perfezione) / (spero anche che sia comprensibile), della mia carcerazione, sono gli elementi che maggiore impatto hanno avuto su di me, il gioco di ruolo in questa città-prigione. Non vi mentirò’ – non è sempre facile, siamo circondati da filo spinato e sbarre, ma c’è una cosa di cui sono sicura ed è che la libertà comincia nella mente, indipendentemente da dove ci troviamo. Nella mia, adesso c’è’ molta rabbia, molta forza e sì, dopo tutto, c’è più libertà che mai.
Grazie a tuttx quellx che ci vengono a visitare! A quellxs che accettano le nostre chiamate a loro carico. E a quellx che si stanno organizzando nonostante le tensioni.
Per quellx che nutrono il fuoco e attaccano questa società di merda RABBIA E ANARCHIA! (A)

Solidarietà con Mark, i/le compxs del Che, Tripa, la strega ballerina di cumbia, Carlos e Amelie.

Fa

Santa Marta, Messico, 14 marzo 2014

Buon 15 marzo *** (A)!

* L’originale di questa lettera è stata scritta in una combinazione di francese e spagnolo

Per scrivere a Fallon e Amélie:
Centro Feminil de Reinsercion social Santa Martha Acatitla
Amélie Trudeau / Fallon Rouiller
Calzada Ermita
Iztapalapa No 4037
Colonia Santa Martha Acatitla
Delagation Iztalpalapa
C.P. 09560

1Il Centro de Arraigo e’ un’istituzione prettamente messicana dove si mantengono i/le arrestatx in custodia cautelare. Nel momento di una detenzione, la PGR ha 40 giorni (prolungabili ad 80) per re-costruire il caso, lasso di tempo in cui il/la arrestax resta imprigionatx, in attesa delle presunte accuse.

Posted: aprile 4th, 2014
at 3:41 by prox

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Categories: America Latina,Anarchismo,azione diretta,repressione

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