[MESSICO] INTERVISTA Al COMITE’ DI AYOTZINAPA DELLA RADIO VOCES NUESTRAS, VOZ DE TODOS – GUERRERO

MAGGIO 2012

LA PIRATA – Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e l’Autogestione Tessendo Autonomie

RADIO VOCES NUESTRAS, VOZ DE TODOS, 94.1 FM

La radio comunitaria Voces Nuestras Voz de Todos si trova nella Scuola Normale Rurale Isidro Burgos1 di Ayotzinapa, appena fuori il municipio di Tixtla, ubicato nella montagna di Guerrero, a circa 20 Km dalla capitale dello Stato, Chilpancingo.
La radio nasce il 3 Febbraio 2012 come iniziativa degli studenti, anche se – ci tengono a precisare – la sua inaugurazione avrebbe dovuto coincidere con l’anniversario della morte di Genaro Vazquez Rojas2, il due dello stesso mese, ma alcuni problemi tecnici l’hanno posticipata di un giorno.

L ‘idea di creare una radio comunitaria dentro la scuola era già in cantiere da diverso tempo, anche se non aveva mai preso forma. Purtroppo la spinta definitiva è nata da un evento tragico: il 12 Dicembre 2011, durante una protesta in cui si stava bloccando l’autostrada Chilpancingo-Acapulco per esigere un incontro con il governatore dello Stato Ángel Aguirre Rivero e avanzare le loro richieste educative, hanno perso la vita due ragazzi, Gabriel Echeverría de Jesús, di 20 anni e Jorge Alexis Herrera, di 21, a causa di colpi d’arma da fuoco, sparati dalla polizia giunta a reprimere la protesta.

I media ufficiali hanno provato in tutti i modi a coprire questo avvenimento ed infangare la verità, prima dicendo che gli studenti erano armati, poi accusandoli di aver incendiato una stazione di benzina, fino a dichiarare che i colpi che avevano ucciso i due ragazzi provenivano dalla loro stessa fila. Fortunatamente la verità è venuta fuori anche se la giustizia non ha completato il suo corso: diversi funzionari e poliziotti sono stati allontanati o trasferiti ma nessuno è finito in carcere o ha subito un processo, tantomeno i mandanti.

Il 28 Marzo 2012 la Commisione di Diritti Umani ha reso pubblico un rapporto nel quale si riconosce la legittimità della protesta del 12 Dicembre; inoltre considera pienamente accreditata l’esistenza di gravi violazioni dei diritti umani da parte della Polizia Federale e Statale per quanto riguarda: la criminalizzazione della protesta sociale, l’uso irrazionale della forza e delle armi da fuoco, l’assassinio di Jorge e Alexis, la tortura a uno studente per fargli estorcere una falsa testimonianza, le lesioni da arma da fuoco provocate ad altri tre studenti, il trattamento crudele e gli arresti arbitrari attuati contro studenti e persone che non c’entravano nulla con quello che stava accadendo ed infine l’inadeguato soccorso a le vittime.

Cosicchè la radio è nata a poco più di due mesi di distanza da questi tragici avvenimenti, anche per smentire le menzogne dei media ufficiali e per permettere agli studenti di raccontare la loro versione dei fatti e testimoniare la terribile repressione subita lo scorso dicembre.

“Non è difficile fare radio”

Radio Vocez Nuestras prende vita in una stanzetta di 2,5m x 5m e l’attrezzatura è minima: due computer fissi, collegamento internet, telefoni (fisso e cellulare), due microfoni, un mixer, un trasmissore da 150 watt ed un’antenna auto-costruita. I ragazzi dicono che “non è difficile montare una radio, non sono necessarie attrezzature professionali, né una spesa eccessiva per poter trasmettere”.

Al momento la radio è gestita dal Comitato di Stampa e Propaganda, un gruppo di appena sei ragazzi di questa scuola al maschile, che trasmettono dalle 6.00 del mattino alle 21.00, tutta la settimana. Chiaramente attorno a questo gruppo gravitano altre persone che appoggiano nella manutenzione, la programmazione e con la presenza fisica.

É la prima radio indipendente che nasce all’interno di una Scuola Normal Rural3 e risulta importante tantopiù in un municipio come Tixtla, dove non esiste una tradizione di resistenza, organizzazione o autonomia. In tal senso gioca un ruolo importante sia nel seno della scuola ma anche della comunità in generale, una voce diversa e controcorrente che informi, educhi e soprattutto metta nelle mani della stessa comunità l’informazione. Un mezzo d’informazione libero, autonomo e comunitario dove partecipino gli stessi studenti e i cittadini al servizio della comunità, sia in contesto urbano che rurale.

Programmazione e copertura

Al momento i ragazzi ammettono che organizzarsi non è facile, nè immediato e i mezzi a disposizione e la poca esperienza fanno sì che la programmazione sia ancora in costruzione. Per adesso hanno un notiziario ogni mattina, un programma per bambini, radionovelle, programmi storici (dove si racconta da un altro punto di vista la storia dell’America latina) e tanta musica. Si stanno preparando trasmissioni sulla salute, educazione, ecologia e i diritti umani.

Purtroppo la copertura della radio non è molto ampia e, a parte la città di Tixtla, il segnale non arriva a molte comunità: da una parte è un problema geografico, in quanto la valle di Tixtla è circondata da montagne che non facilitano la trasmissione delle onde elettromagnetiche e dall’altro riguarda difficoltà tecniche, come la potenza dell’attuale trasmissore e l’altezza della torre dell’antenna.

Nonostante ciò gli ascoltatori sono abbastanza: questo si nota dalle tante chiamate, messaggi e mail che arrivano e dal fatto che molti comitati cittadini intervengono direttamente nella radio per fare proposte, promuovere corsi di formazione e presentare progetti.

La Red de Radio y Medios Libres de Guerrero

La Rete di Radio e Media Liberi di Guerrero nasce nell’ Aprile 2012, in seguito ad una riunione tenutasi nella Casa de Justicia della Crac (Coordinadora Regional de Autoridades Comunitarias) – Polizia Comunitaria in San Luis Acatlan, il 30 e 31 di Marzo. A questa riunione hanno partecipato le 8 radio4 indipendenti e comunitarie delle regioni Costa Chica e Montaña.

L’obbiettivo di questa Rete è formare un fronte comune contro la distruzione del territorio5, che si sta perpetuando nello Stato di Guerrero, da parte di imprese straniere: stiamo parlando di miniere, sfruttamento sfrenato delle risorse naturali, contaminazione e distruzione di montagne e fiumi, spostamento forzato di interi villaggi. In cambio queste imprese lasciano terre desertiche e avvelenate, dove non crescono più alberi, fagioli, mais, zucca né tutti gli alimenti base dell’alimentazione locale; al contrario crescono e si raccolgono tumori, malattie della pelle e morte. Tutto questo in nome dell’arricchimento di pochi a scapito del medio ambiente e delle comunità.

Altro aspetto è la necessità di far sentire la propria voce, la voce dal basso delle comunità e dei popoli che vivono questa terra, che non è tenuta in considerazione dai media ufficiali che, anzi, li abbandonano nel più assoluto silenzio.

Infine la rete nasce anche come forma di difesa delle stesse radio, che essendo illegali e soprattutto scomode, rischiano gli attacchi della Segreteria di Comunicazione.

“La relazione con le altre radio è buona – dicono i ragazzi di Ayozinapa – produciamo un notiziario regionale in cui ogni radio partecipa con un proprio audio che informa su quello che succede nella propria regione o municipio, e che viene poi trasmesso in tutte le radio”.

“La rete serve per stare uniti, scambiare informazioni… questo processo nasce dalla necessità di combattere gli attacchi alle radio indipendenti – citano Vaza Radio e Radio Nomndaa – per far fronte ai giganti dell’informazione e per essere presenti sulla questione delle miniere canadesi che stanno distruggendo il territorio, con il tacito assenso delle autorità statali e federali.”

Tutte le informazioni prodotte da ogni singola radio e dalla Rete si pongono in tal modo, come un’ulteriore forma di resistenza al saccheggio delle terre, alle espropriazioni, all’inquinamento, allo sfruttamento selvaggio di risorse come l’acqua, i boschi, il sottosuolo, che rischiano di estinguersi in pochi decenni. Una voce che si alza dal basso, dalla periferia dell’impero contro un neoliberalismo sconclusionato, che al suo passaggio lascia solo danni irrecuperabili e distruzione.

Che serve? Cosa manca?

“La radio è appena nata e mancano molte cose: esperienza, questione tecnica, programmazione, strumenti per migliorare la qualità ma soprattutto la partecipazione della gente… che si facciano workshop”.

La radio è stata inaugurata da studenti che non hanno particolari competenze tecniche, né conoscenze approfondite sul come far funzionare una radio, sia nell’aspetto meramente tecnico ma soprattutto nei contenuti. In tal senso è sottointeso che qualsiasi tipo di apporto è il benvenuto: talleres, trasmissioni, spots e quant’ altro.

Per il prossimo futuro i ragazzi si augurano un segnale più ampio e quindi una torre più alta per l’antenna ed un trasmissore più potente. Sperano anche di ricominciare a trasmettere in streaming (all’inizio si poteva ascoltarli in internet ma un problema al server che li ospitava, da un paio di mesi non lo permette), di avere una programmazione più fitta, con maggiori informazioni su quello che succede nella regione, nello Stato di Guerrero e in Messico in generale; trasmissioni in lingua nahua6, approfondimenti sulla questione delle minerie e della difesa del territorio in generale, programmi educativi. Ma soprattutto la partecipazione attiva delle persone della comunità, che sentano la radio come il proprio mezzo di comunicazione, per far conoscere i fatti e la verità per quello che sono e per costruire un vivere comunitario alternativo, fuori dalla prospettiva capitalista.

Posted: giugno 18th, 2012
at 11:12 by ironriot

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Categories: America Latina

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