[MoviengToGaza] QUELLO CHE POTEVA SUCCEDERE


Oggi non scriveremo un report.
Non lo faremo perché non vogliamo raccontare quello che è successo, ma quello che poteva succedere.
Poteva succedere che la famiglia di Khuza’a che abbiamo aiutato a mietere il raccolto di un anno riuscisse a terminare il lavoro senza problemi.
Poteva succedere che i tank israeliani non entrassero nelle loro terre bruciando tutto e sparando sulla gente senza rispetto alcuno per la vita umana.
Poteva succedere che uno di loro non venisse ferito all’addome mentre stava nel salotto di casa sua, sperando di essere al riparo dal fuoco nemico.
Poteva succedere che nessun elicottero sparasse sugli internazionali accorsi a proteggere quelle famiglie di contadini.
Infine poteva succedere che Khuza’a non venisse invasa da 25 tank e numerosi apache che a suon di mitragliatori facessero scappare la popolazione, e che poi entrassero nell’area abitata minacciando di demolire le loro case.

Ma in fondo questo è solo quello che poteva succedere se a Gaza ci fosse un conflitto e la popolazione civile fosse proprio nel mezzo.
Questo poi è quello che sentiremmo dalle televisioni di tutto il mondo se il conflitto fosse un evento interessante di cui parlare e se si volesse denunciare il genocidio che il popolo palestinese subirebbe in quel caso.

Invece nessuno parla di queste cose perché queste cose non succedono. Sono solo propaganda di fondamentalisti ed estremisti, gente pronta a tutto pur di far credere al mondo che in Palestina c’è un popolo che ogni giorno muore e grida la sua rabbia.

Insomma, qualsiasi sia la vostra percezione della realtà, noi speriamo che ogni volta che accendete la televisione, il computer o leggete il giornale pensiate che avete una mente critica e che non dovete solo ascoltare senza pensare. Speriamo che in Palestina, in Israele e nel resto del mondo le persone siano ancora in grado di capire la differenza fra quello che succede e quello che ci vogliono far credere succeda.
Perché noi qui una cosa l’abbiamo capita: questo conflitto avrà solo una via d’uscita.
E questa via d’uscita non sarà decisa dai governi e dalle banche che gestiscono il traffico di armi e le ricostruzioni.
Questa via d’uscita la decideranno il popolo palestinese ed il popolo israeliano quando potranno e vorranno prendere in mano le sorti del proprio destino.
Questo è quello che poteva succedere, quello che potrebbe succedere.

Posted: maggio 3rd, 2012
at 9:54 by ironriot

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Categories: palestina

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