Nazistoidi e armati, stop agli Hell’s Angels italiani

VERONA – Spaccio e violenze, arrestati 20 affiliati al gruppo di motociclisti

«Abbiamo arrestato i vertici degli Hell’s Angels d’Italia». 20 arresti, 4 indagati e perquisizioni in tutte le sedi della celeberrima organizzazione di motociclisti, da Bolzano a Roma, ma anche in Francia e in Germania. E’ il risultato di una vasta operazione coordinata dalla squadra mobile di Verona su ordine della procura scaligera. Il blitz è scattato ieri notte alle 4 e ha coinvolto centinaia di poliziotti che hanno sequestrato spray urticanti, armi bianche di ogni genere, dai coltelli alle scimitarre, e anche una «penna-pistola», una piccola arma da fuoco calibro 22. «E’ la risposta della legge a chi vuole imporre la legge del più forte», ha commentato il questore di Verona, Vincenzo Stingone.

L’indagine è partita a seguito di una scorreria veronese del gruppo di motociclisti. Lo scorso gennaio gli Hell’s Angels si sono dati appuntamento a Verona in occasione della fiera «MotorbikeExpo». «In città – racconta Marco Odorisio, capo della squadra mobile di Verona – sono giunti circa 300 Hell’s Angels provenienti da tutta Europa. Volevano entrare gratis alla fiera e volevano scontrarsi con i rivali, un’altra gang di motociclisti chiamati Outlaw (fuorilegge). Noi ci siamo messi in mezzo per evitare lo scontro. Sono rimasti feriti 17 poliziotti, due carabinieri e un vigile. Inoltre ci sono stati danneggiamenti e rapine. Da qui è partita la nostra indagine». Gli inquirenti raccontano di aver scoperto una organizzazione malavitosa fortemente gerarchizzata che si finanziava con lo spaccio di stupefacenti, per lo più cocaina, e con il traffico di armi. «Abbiamo arrestato colonnelli e generali – continua Odorisio – ovvero i dirigenti delle club-house di Vicenza, Padova, Treviso, Roma, Milano, Torino, Trieste, Cuneo, la Spezia, Lucca, Pavia, Asti, Massa Carrara. Per quanto riguardo la sede di Bolzano era già stata smantellata in una precedente operazione». Secondo la polizia gli Hell’s Angels in Italia sono qualche centinaio tra i 50 e i 20 anni. Ogni charter, così si chiamano i club sul territorio, aveva una catena di comando che andava dal president al sergent fino al prospect, aspirante «angelo». «Hanno anche delle patch (delle pezze attaccate ai giubbotti), con scritte come dequiallo che nel loro gergo indica chi ha fatto a botte con la polizia o filthy few (lurida minoranza) che indica chi ha commesso reati anche gravi contro la persona», raccontano in questura. I venti arrestati devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata alle rapine, estorsione, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
La cultura dei bikers (motociclisti) si è sviluppata negli Usa dopo la seconda guerra mondiale, quando alcuni reduci che non riuscivano più a ritornare alla regolarità della vita civile sono andati ad ingrossare le bande dei motociclisti nomadi e rissosi. Dopo una scorribanda nel paesino di Hollisternel 1947, la American Motorcyclist Association (Ama) prese le distanze dichiarando che queste frange costituivano solo l’uno per cento degli onesti motociclisti americani. Da allora tutte le bande «sovversive» si definiscono one percenters (quelli dell’1%). Sono diventati un’icona grazie a film come «Il selvaggio» con Marlon Brando e a un’infinita serie di B-Movie, tra risse, moto e litri di birra. Sono divisi in gruppi che continuano a giocare alla guerra e a spartirsi affari più o meno leciti. Negli anni Sessanta, mentre Dennis Hopper e Peter Fonda in Easy Rider interpretavano la loro cavalcata in moto come un inno alla libertà contro l’America reazionaria, gli Angels, a bordo delle loro Harley Davison truccate, si dicevano pronti ad andare in Vietnam. Esibiscono simboli nazistoidi, svastiche e tatuaggi. Sono stati avvicinati dai movimenti di estrema destra ma non ne hanno mai fatto ufficialmente parte. La loro cultura anarcoide, rockettara, contro polizia e autorità è al contempo militaresca, machista, basata sull’onore come in un gruppo ultras. Sono bianchi e inneggiano al white power. Questo è forse l’aspetto che più sopravvive nei gruppi che scorazzano oggi dalla Scandinavia all’Europa dell’est, insieme però ad una più o meno conformista passione per la moto e per i gadgets motociclistici. In Italia sono particolarmente presenti nel nordest. In ogni caso, dicono alla Questura di Verona, «sono stati azzerati».

di Giorgio Salvetti

Fonte: Il Manifesto, 13 giugno 2009

Posted: giugno 13th, 2009
at 11:02 by ironriot

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Categories: Antifascismo

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