[Ostia] Murales contro l’apartheid

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Il 5 Giugno del 1967 si concludeva la guerra dei 6 giorni: lo Stato di Israele occupava militarmente le alture del Golan, il Sinai egiziano e Gerusalemme, espropriando ulteriori terre alla popolazione palestinese. Nel 44° anniversario di quella giornata, un gruppo di solidali con la lotta palestinese ha voluto ricordare la recente morte di Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani nella Striscia di Gaza. Per lasciare a tutti un segno visibile del suo impegno a fianco della popolazione palestinese e contro l’occupazione israeliana, si è voluto dipingere un muro a fianco del Teatro del Lido di Ostia, mentre si volantinava nei pressi della spiaggia.

Dopo circa un’ora si è fermata la prima pattuglia dei carabinieri, che come prima cosa ha cercato di bloccare fisicamente gli autori del disegno, ma ha trovato la determinazione di alcuni presenti che, facendo scudo, hanno impedito che ciò accadesse. A quel punto i carabinieri hanno chiamato i rinforzi e si sono presentate sul posto altre due volanti dei carabinieri, tre della polizia e un cellulare della municipale. In blocco hanno richiesto i documenti di tutti i presenti, minacciando denunce per danneggiamento. I documenti non sono stati rilasciati, ma il disegno è rimasto incompiuto a causa delle continue “pressioni” delle guardie. Mentre a 30 persone viene impedito in maniera arrogante e prepotente di ricordare un compagno assassinato con un murales (fino a quel momento apprezzato da tutti i passanti), Israele continua ad essere responsabile del genocidio del popolo palestinese: da Gaza alla Cisgiordania e lungo tutti i confini di Israele , la repressione militare sionista continua a colpire e nella giornata di ieri si contano 23 morti e oltre 300 feriti (numero indicativo); mentre l’esercito israeliano massacra manifestanti disarmati a colpi di M16, il problema delle forze dell’ordine Italiane è che un disegno non venga realizzato su un degradato muro comunale. Nonostante il divieto imposto dalle guardie nel concluderlo, nonostante le continue e per nulla velate minacce, non ci siamo fatti intimorire e alle 10 di sera siamo tornati determinati per concludere quanto iniziato nella mattinata, grazie anche al sostegno dei molti compagni accorsi per l’occasione.

E’importante per noi ricordare Vittorio, la sua lotta e ribadire che Israele è uno Stato assassino che sta attuando la pulizia etnica in una terra conquistata con la forza militare della “democrazia”. Come è scritto su ogni lapide dei caduti della resistenza palestinese, ci uniamo ai nostri fratelli per gridare: noi non perdoniamo, noi non dimentichiamo. Never forgive, never forget.

Alla faccia dei manichini del potere… noi RESTIAMO UMANI, ciao Vittorio.

Posted: giugno 6th, 2011
at 9:58 by ironriot

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