Roma: Azione di boicottaggio contro l’uso della cultura per coprire le politiche disumane di Israele


Domenica, 18 marzo 2012, al Cortoons Festival di Roma, una ventina di attivisti del movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele hanno chiesto la parola, concessa dagli organizzatori, prima della presentazione di Hanan Kaminski, direttore della scuola di animazione della Bezalel Academy di Gerusalemme.

Il festival si svolgeva a pochi metri di distanza dal monumento che ricorda Rachel Corrie, attivista statunitense uccisa a Gaza il 16 marzo 2003 da un bulldozer israeliano mentre tentava di impedire la demolizione di una casa Palestinese.

Gli attivisti hanno evidenziato al pubblico come la partecipazione della Bezalel, con il patrocinio e il contributo finanziario dell’Ambasciata di Israele in Italia, rappresenti uno dei tanti tentativi da parte di Israele di usare la cultura per ripulire la propria immagine e distrarre l’attenzione dalle politiche di occupazione, colonialismo e apartheid.

Nel 2005, Nissim Ben-Sheetrit del Ministero degli Esteri ha affermato: “Vediamo la cultura come uno strumento di propaganda di primo ordine, e non facciamo differenza tra propaganda e cultura”.

Artisti israeliani che accettano fondi dal Ministero degli Esteri sono, infatti, tenuti a firmare un contratto nel quale si afferma che l’artista “è consapevole che lo scopo di aver contrattato i suoi servizi è di promuovere le politiche dello Stato di Israele attraverso la cultura e l’arte, compreso contribuire a creare un’immagine positiva di Israele”. (http://www.haaretz.com/putting-out-a-contract-on-art-1.250388)

Gli attivisti hanno denunciato l’uso dell’arte per coprirele politiche disumane di Israele, ricordando al pubblico del Palladium che l’Ambasciata israeliana, in rappresentanza del governo di Israele, ha anche “patrocinato” i recenti raid aerei israeliani a Gaza uccidendo 28 palestinesi e ferendone circa 80, la demolizione di 24,000 case palestinesi, la detenzione senza capi d’accusa di oltre 300 prigionieri politici palestinesi, la costruzione del Muro d’Aparthed e degli insediamenti ilegali, la confisca di terre palestinesi e gli oltre 1400 civili uccisi a Gaza durante Piombo Fuso, di cui 500 bambini.

L’intervento è stato accolto dal pubblico con un caloroso applauso e più persone hanno lasciato la sala insieme agli attivisti.

L’appello palestinese per il BDS invita al boicottaggio delle attività commerciali israeliane insieme alle sue istituzioni culturali e accademiche finché Israele non rispetti il diritto internazionale e i diritti umani.

Al fianco della popolazione palestinese. Senza la loro libertà non saremo mai liberi.

http://www.bdsmovement.net/

Posted: aprile 19th, 2012
at 10:59 by ironriot

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