Seconda lettera pubblica di Mario Lopez “el Tripa”

Vorrei scrivere brevemente riguardo la settimana in sostegno dei compas arrestati in Messico che dovrebbe essere dal 16 al 24 marzo.

Fin dall’inizio vorrei dire che non è mio scopo sabotare questa settimana, per nulla; pero’ voglio dare la mia posizione, siccome nel testo di presentazione si fa riferimento a me, menzionando il mio nome e una citazione da una lettera pubblica che ho scritto dal carcere.

Beh, in questa chiamata alla fine si utilizza una citazione presa da un comunicato scritto dal carcere, che alla fine è firmato con il mio nome; ma non solo questo, perché a prima vista sembra essere (o può sembrare, forse per la cattiva traduzione in spagnolo), che il testo stesso o la chiamata sia firmata con il mio nome, il che è impossibile per un diversi motivi:

Primo : Perché io non sono d’accordo con le settimane di solidarietà e sostegno dei prigionieri (un tempo lo ero, ma ora no) e non perché sia in disaccordo con la solidarietà con i compas, che e’ chiaro che la solidarietà’ è un principio dell’ideale e della prassi anarchica. La solidarietà è un etica individuale che si mette in pratica nella nostra vita quotidiana. Invece credo che il necessario appoggio e LA SOLIDARIETÀ RIVOLUZIONARIA (N1) con gli altri compagni arrestati non è una lotta a parte, cosi’ come la lotta contro le prigioni che non e’ una lotta parziale, ma che forma parte della lotta stessa per la distruzione dello Stato/Capitale e forma parte inseparabile della lotta per la libertà. Quindi, creare uno specifico calendario dei giorni in cui si concentrano azioni anticarcerarie mi sembra la stessa cosa che obbedire al calendario rivoluzionario di ogni anno (la marcia del 2 di ottobre, il Primo maggio … ora il primo dicembre, ecc), centralizzando l’azione in un solo giorno, sottraendo significato alle azioni che vengono fatte ogni giorno e che ugualmente sono pensate per i compagni prigionieri.

Secondo: poiché strategicamente non funziona se stiamo dando il preavviso alla polizia degli atti futuri.

Terzo: per quanto mi riguarda, non ho mai convocato, ne’ lo farei, nessuna settimana di solidarietà, manifestazione o azione in quanto tale; individualizzando o meglio “personificando” atti collettivi, si distoglie l’attenzione dalla lotta e si creano icone, leader fittizi e guru ideologici. E’ ben noto che mi oppongo alle sigle, ai leader, ai gruppi d’avanguardia, di sintesi o organizzazioni forti (anarchiche e non) che cercano di mobilitare le persone; al contrario io sono per l’autorganizzazione e l’autogestione delle lotte, per l’autonomia e l’organizzazione anarchica informale. Non collaborerei con il circo legale del potere che sempre individualizza la rivolta collettiva, con l’obiettivo di trovare falsi leader (come le indagini su di me, per avere suppostamente convocato non so che tante cazzate) e, in questo modo, cercare di minimizzare l’insurrezione, di centralizzarla in una persona o in un piccolo gruppo specifico.

In ogni modo vi ringrazio davvero per il sostegno.
Un caloroso saluto.
Viva l’anarchia!
Mario López Hernández.
2014/03/16

N1: Qui raccomando per comprendere a cosa mi riferisco un testo di Porcu Pierleone, che è intitolato precisamente “Solidarietà rivoluzionaria”.

Posted: aprile 4th, 2014
at 4:44 by prox

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