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Da qualche posto del mondo: Lettera del compa Carlos López “Chivo”

Tradotto da CONTRAINFO

Compagni, scrivo queste brevi righe con l’intenzione di far conoscere la mia attuale condizione di vita, che da una prospettiva molto particolare ho deciso portare avanti per via di una serie di situazioni che si sono venute a creare nel recente contesto della lotta individuale e/o sociale e la repressione contro quest’ultima.

C’è una lunga lista di compagni e compagne che sono stati pressati e investigati per l’attività anarchica degli ultimi tempi qui nel paese, in particolare nella zona centro e sud, facendoli pedinare per osservare i loro movimenti e la gente con la quale si organizzano, mandando fottute spie schifose per prendere informazioni, segnalando i compas stranieri di finanziare le lotte e una lunga serie di eccetera; anche quando avvenne la detenzione che mi ha portato in carcere insieme alle mie compagne d’affinità Amelie e Fallon, hanno cercato di vincolare molte persone dell’ambiente libertario/anarchico per legarle al nostro caso (5E), perquisendo alcune case per cercare delle “prove” (senza riuscirci) e così avere maggiori argomentazioni per dare un duro colpo all’interno del piccolo mondo acrata.

Tutto ciò portò al successivo arresto del compagno “Tripa”1 (oltre alla persecuzione di altri compagni che dovettero allontanarsi) e fortunatamente in quel momento si è potuto contare sulla opportuna reazione dei compas del GASPA2 per tirarlo fuori d’immediato visto che le accuse erano infondate. Subito dopo (Tripa) decise di fuggire e non è che avesse molta scelta visto che, accusandolo dei suoi precedenti “delittuosi”, cercavano di legarlo alle indagini di terrorismo, sabotaggio e altre stronzate che volevano accollarci, non gli restavano molte alternative che prendere quella decisione.

Per simili ovvietà e avendo la facoltà di scegliere liberamente, ho deciso prendere il cammino della fuga per varie ragioni, principalmente per la mia stessa sicurezza e quella degli altri compagni visto il tipo di persecuzioni che stanno prendendo il via. Non sarò né il primo ne l’ultimo a farlo, nell’aver scelto un percorso di lotta che in parte si accompagna con il riappropriarmi della mia stessa vita ma anche del lato violento, frontale e refrattario contro ogni autorità; per cui non è che sia cosa da eruditi capire che sarai nella mira di investigatori e pubblici ministeri che cercheranno di relazionarti/immischiarti in ogni caso di azione diretta che si generi nel campo di battaglia, e nel mio caso essendo uscito con la misura cautelare della firma è chiaro che mi avrebbero tenuto a disposizione per arrestarmi nuovamente quando gli venisse voglia, piacere che non voglio dargli, almeno nella misura delle mie possibilità. Read the rest of this entry »

Posted: aprile 10th, 2015
at 11:01 by prox

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Categories: Anarchismo,Messico

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Intervista a Carlos Lopez “Chivo”

Pubblicato il 4 ottobre da Radio Regeneracion.

Un paio di settimane fa ci siamo scritti con Carlos che ha risposto alle nostre domande.

Ciao compagno, come stai?

-Sono tranquillo senza che questo voglia dire che sono caduto nella rassegnazione che provoca l’accettare la realtà dell’incarceramento e la passività di essere un prigioniero, uno fra tanti. Fisicamente sto bene, faccio un pò di ginnastica che è fondamentale per non cadere in inutili depressioni, anzi credo che la ginnastica possa controllare alcune frustrazioni represse; mi aiuta a farmi sentire meglio e inoltre mi fa rafforzare il corpo e camminare con sicurezza dentro una gabbia per animali dove uno non sa mai quello che può succedere. El “pescar” un infezione intestinale è qualcosa di normalissimo qua dentro, dovuta al “rancho” (cibo collettivo) che danno a noi prigionieri che in alcuni casi fa schifo e ha un brutto aspetto mentre in altre non si riconosce nemmeno di cosa si tratta, nè dall’odore, nè alla vista. E questa fa sì che io, da buon mangiatore di “rancho”, sappia da dove provengono tali infezioni che vengono di tanto in tanto.

Allo stesso modo, l’acqua potabile da bere non è molto buona nonostante ci siano due filtri di purificazione che sicuramente servono a filtrare l’acqua però il risultato non è dei migliori. L’acqua del rubinetto è sporca e credo che dipenda dalla zona in cui siamo (Iztapalapa) dove esce cosi dappertutto, a parte il fatto che – evidentemente – per l’istituzione noi prigionieri valiamo molto poco e non si preoccupano per l’igiene delle tinozze. Così è dalla combinazione di cibo e acqua che si producono le infezioni che dicevo. Read the rest of this entry »

Posted: ottobre 9th, 2014
at 7:32 by prox

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Categories: Anarchismo,lotta anticarceraria,musica

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