Con amore e rispetto dal profondo del mio cuore ai miei fratelli e sorelle italiane

Sin dal giorno in cui ho saputo della partenza del convoglio Italiano, non ho fatto altro che pensare all’incontro con gli amici e le amiche di Vittorio. Sognavo il giorno in cui sarebbero arrivati a Gaza: il 12 Maggio… il giorno più lungo per noi, perché io e i miei amici fummo costretti ad aspettare il convoglio nelle nostre case; non ci fu dato il permesso di riceverli al confine di Rafah, né di invitarli nelle nostre case, figurarsi…

Non ci sono parole per esprimere la mia felicità quando ho incontrato questi grandi uomini e donne. Loro sono per me un modello. Il loro amore per Gaza è solo meraviglioso: loro mi hanno insegnato come amare la mia patria, a restare coerente con i miei principi, a continuare a combattere per la libertà e a resistere… a “restare umani”.

La gente di Vittorio, come mi piace chiamarli, ha avuto il coraggio di venire a Gaza per dimostrare a tutto il mondo di non avere paura di andare nel posto dove il loro amico è stato rapito e assassinato. Il loro amore per la Palestina e Gaza è semplicemente incredibile: loro darebbero l’anima per ciascuno di noi!

Questo è stato chiaro quando al confine di Erez tutti loro vollero proseguire ad oltranza per capire ed esporsi ai pericoli a cui tanti Palestinesi sono esposti tutti i giorni. Non solo, hanno voluto provare anche quello che Vittorio era solito fare con altri appartenenti al Movimento di Solidarietà Internazionale a Gaza, come le azioni nei campi, violando le aree della zona cuscinetto, sostenendo contadini e pescatori, partecipando alle manifestazioni per richiamare l’attenzione sui diritti dei Palestinesi.

Ma una delle cose che più ho apprezzato del sentire di questi splendidi Italiani è stato il rispetto della nostra religione, la sue prescrizioni, la nostra tradizione e la nostra cultura. Non volevano in nessun modo causarci difficoltà, si preoccupavano di noi e cercavano in tutti modi di farci capire che non eravamo inferiori a nessuno. Ho avuto l’impressione che fossero delle persone trasparenti, semplici, senza ambizioni, affascinanti. Ognuno di loro aveva qualcosa di speciale che lo distingueva.

Quando dovemmo salutarli, fummo tutti presi da una commozione tale che nessuno di noi potè trattenere le lacrime. Gli uomini piangevano davanti alle donne e tutti cercavamo di consolarci l’un con l’altro: giurammo che presto ci saremmo incontrati tutti di nuovo. Guardavo i loro autobus, come se dovessi tornare a casa con loro. Ho veramente pensato di essere Italiana e che loro fossero diventati Palestinesi!

Questo è il mio messaggio a tutti i membri del convoglio che hanno diviso con noi sofferenza, tristezza, lacrime, gioia, felicità, risate…

“Dal giorno in cui voi siete arrivati, la mia vita è cambiata, perché voi ragazzi e ragazze siete fantastici e salutarci è stato un momento struggente, pieno d’amore, rispetto, speranza. Voi ragazzi e ragazze siete stupendi e indimenticabili, come Vittorio. Non vi dimenticherò mai! Ci incontreremo di nuovo se Dio vuole. Con grande rispetto e amore per voi tutti, miei nuovi amici e amiche Italiane.”

Rewa’ Ahmed

Posted: maggio 31st, 2011
at 11:09 by ironriot

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