Zetalab sul tetto che scotta

Il 22 settembre di questo mese è atteso per la terza volta l’ufficiale
giudiziario al Laboratorio Zeta. Come nelle altre occasioni, verrà per
prendere possesso del posto e consegnarlo all’Associazione Aspasia. Non
sappiamo ancora cosa deciderà di fare, se dare un altro rinvio o avvalersi
dell’ausilio delle forze dell’ordine per tentare di buttare fuori tutti.
Noi invece sappiamo cosa fare, perché in questi mesi non abbiamo mai
cambiato idea: staremo lì ad aspettarli – tutti quanti IACP, Aspasia,
Ufficiale giudiziario ed avvocati vari – per dire loro sempre la stessa
cosa: noi da qui non ce ne andiamo.

Ma questa volta lo faremo con i piedi ben piantati sullo Zeta. Guardando
tutti dall’alto verso il basso, con e come i lavoratori ed i precari di
tutta Italia, convinti che sgomberi di centri sociali, decreti sicurezza e
respingimenti, licenziamenti selvaggi, distruzione della scuola pubblica e
dell’Università, raccontino tutti la stessa insostenibile risposta alla
crisi, fatta di sottrazione di diritti a vantaggio degli speculatori.

Ed infatti cosa dovrebbe diventare lo stabile di via Boito una volta
svuotato dai sudanesi, dalla scuola di italiano, dalla biblioteca, dalle
assemblee antirazziste, dalle prove di teatro, dai collettivi antifascisti
e di sostegno alla lotta per la casa, dalle presentazioni di libri e dalle
rassegne di cinema? Stando ai progetti di Aspasia, una bella scuola
privata! E proprio mentre il comune di Palermo, indebitato fino all’osso,
continua a ridurre la cifra da destinare alle attività sociali.

In una Palermo che cade a pezzi, si progetta di togliere un luogo di
gratuità, per farne uno a pagamento. Ma soprattutto, in una democrazia
sempre più depauperata, ciò che si pianifica è l’eliminazione di
qualsiasi luogo del politico, in cui forme di agire collettivo possano
continuare a produrre senso comune, inventare forme del dissenso e
costruire risposte sociali.
Non è di segno neutro lo sgombero dello Zeta, tanto che fu all’interno di
un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza di 7 anni fa, che fu
suggerito allo IACP di assegnare lo stabile ad un soggetto terzo, al fine
di attuare lo sgombero, muniti di una comoda scusa.

Queste sono le cose che abbiamo detto le due volte che IACP, Aspasia e
Comune ci hanno invitato a sederci attorno ad un tavolo per discutere della
vicenda. L’ultimo incontro è stato il 30 Luglio e da allora non c’è più
stato alcun contatto, ad eccezione della visita, il 10 Agosto,
dell’Ispettore della Polizia Municipale.

Allo Zeta si continua comunque a progettare. In queste settimane oltre ad
avviare una nuova stagione di iniziative abbiamo anche programmato alcuni
lavori di manutenzione relativi alla parte abitativa, in un percorso di
autorecupero e autofinanziamento che dal 2001 non si è mai fermato.

E proprio dall’autorecupero vogliamo ripartire nell’avviare la nuova
stagione dello Zeta Giovedì 17 settembre 2009 con la presentazione di un
plastico – lo zeta in miniatura – realizzato da alcuni studenti di
architettura che ne hanno provato ad immaginare meravigliose
trasformazioni.

giovedì 17 settembre
Dalle 19.00 in poi:

News sul fronte sgombero
Come cambia l’abitare nella città globale
Giuseppe Marsala ( Ricercatore universitario e responsabile del Laboratorio 1 di Progettazione Architettonica del corso di Laurea in Scienze dell’Architettura della Facoltà di Architettura di Palermo) presenta il progetto di auto-recupero del Laboratorio Zeta realizzato all’interno del
Laboratorio 1 di Progettazione Architettonica del corso di Laurea in
Scienze dell’Architettura della Facoltà di Architettura di Palermo.

Proiezioni video – Aperitivo

DJ set con Tornadoes – DjD – The KING

Zetalab, via Boito 7 palermo

Posted: settembre 15th, 2009
at 10:28 by ironriot

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